SEO e Lunghezza dei Contenuti: Skande Test

Tempo fa scrissi su Linkedin un articolo dal titolo “SEO and content length” per porre l’attenzione sull’inutilità di linee guida relative alla lunghezza di un testo. Per introdurre l’argomento analizzai il blog di Seth Godin verificando lunghezza dei testi, delle parole e numero di parole.

Curioso mi sono messo ad analizzare il blog di Riccardo Scandellari per vedere la lunghezza dei suoi post dal 2019, ovviamente a sua insaputa.

La tendenza di Skande, come da lui stesso ammesso a “sensazione”  è quella di scrivere meno: non è un problema di stanchezza ma di ricerca di condensare la qualità, in barba a chi pensa che la qualità sia nel brodo allungato. La linea di tendenza è al ribasso, al più di un momento prolisso a settembre 2019!

Skande: Lunghezza dei suoi contenuti

Nel 2019 i suoi post contavano quasi 3.300 battute, pari a oltre 300 parole. Nel 2020 in corso la media è scesa a poco meno di 2.800 battute, pari a 275 parole. La media della lunghezza delle parole rimane peraltro costante, con una lieve riduzione da 8,6 a 8,4.

Anche in questo caso che cosa possiamo trarre da questa analisi? Assolutamente nulla, come non ne se trae nulla dai numerosi post e dalle numerose analisi che trovate online sulla lunghezza del contenuto.

Quanto deve essere lungo un contenuto?

Il contenuto lungo giusto è quando il contenuto risponde agli intenti di ricerca dei navigatori. A corollario ci sono inoltre altre 2 regole da seguire:

  • evitare articoli che rispondono allo stesso medesimo intento di ricerca, al più non siano aggiornamenti e contenuti molto sensibili alla data
  • evitare articoli che rispondono a più intenti di ricerca, meglio suddividerli in più sottopagine, al massimo con una pagina introduttiva a cappello

Quindi se legge in giro “il tuo contenuto deve essere di x parole”, “il tuo contenuto deve essere almeno di x battute” o similari, abbandonate la lettura: è fuffa!

Strumenti utilizzati: Screaming Frog con un Extractor e Google Spreadsheet (per funzionalità regextract nativa).

Grazie per la visita!

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2 pensieri su “SEO e Lunghezza dei Contenuti: Skande Test

  1. Manuele

    Ciao Riccardo,
    il tuo articolo arriva in un momento in cui stavo facendo delle riflessioni su questo tema e userò il tuo metodo per fare anch’io delle analisi (grazie). Tra l’atro ho iniziato a seguire da poco il blog di Skande e mi ha subito colpito la brevità dei suoi nuovi post insolita per un sito web.
    Ho però un’opinione (soggettiva e tutta da dimostrare) sulla lunghezza ideale di un contenuto, leggermente diversa dalla tua. Credo che una risorsa debba essere lunga e concisa, si lo so è un ossimoro, però quello che voglio dire è che un contenuto per il web dovrebbe essere composto da tante piccole sezioni dove ognuna di queste in maniera sintetica risponda a una singola necessità e sommate insieme formano un grande documento esaustivo sotto tutti gli aspetti.
    Dico questo basandomi sul fatto che i vari utenti anche se hanno uno stesso intento di ricerca differiscono per molti fattori, come la competenza in un settore, il metodo di ricerca, esperienze passate e lo stato emotivo, generando così differenti domande, che possono essere risolte secondo me con contenuti lunghi e concisi oltre che ben strutturati, così da non annoiare l’utente con lunghi ed inutili preamboli a domande a cui si può dar risposte con tre parole, ma offrendo la soluzione a tutte le possibili esigenze.

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Io penso che fare analisi come questa che ho fatto io sia totalmente inutile, così come ritengo siano totalmente inutile i report fatti da N tool su larga scala. Correlare traffico, posizionamenti e lunghezza dei contenuti è una cagata pazzesca (cit). Tra l’altro se consideriamo argomenti diversi, intenti di ricerca diversi, esigenze informative diverse e medie delle lunghezze siamo nella totale fuffa, un data-lake di fuffa.

      La regola della lunghezza è QB:
      – in un ecommerce deve persuadere e aiutare la SEO, senza disturbare la CRO/UX
      – in un blog deve ammaliare e affiliare

      Il web NON è un medium adatto alla lettura, quindi il testo lungo/lunghissimo è un fastidio, al più non sia una guida articolata che allora ha un suo senso, ma magari ha senso prevederne anche una versione stampabile (si ho detto stampa…).

      Poi sono d’accordo con te: la mancata ottimizzazione del web per una lettura lunga, porta a consigliare in modo piuttosto oggettivo, di avere testi smart, ben suddivisi, con richiami visuali che facilitino la continuità dell’attenzione, che spesso si perde in uno scroll tra le righe.

      Grazie Manuele per il passaggio.

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