Loro Vogliono Risposte. No: Risposta (Atomica)!

Uno dei grandi benefici di chi pratica sport di endurance (corsa, running, nuoto, …) è che durante gli allenamenti meno intensi si ha molto tempo per riflettere, per trovare soluzioni, per darsi delle risposte.

Uno degli interrogativi che mi sono posto ultimamente è stato “La gente cosa vuole sentirsi dire” o meglio “Cosa è una risposta”? Con gente parlo di amici, parlo di clienti, parlo di collegamenti sui social. Nei vari giorni in cui mi è partito questo trip ho lanciato anche una domanda e su Facebook c’è stato un buon numero di interazioni.

Cosa è per te una Risposta?

Publiée par Riccardo Mares sur Mardi 29 janvier 2019

Devo dire che alcuni hanno esattamente colto nel segno il mio pensiero, altri l’hanno presa in ridere (probabilmente l’avrei fatto pure io su FB), altri mi hanno dato nuova legna da ardere nel mio cervellino saltellante.

La risultante del mio pensiero (fortunatamente non dopo milioni di anni) non è stata 42, ma qualcosa comunque di molto semplice. La gente vuole una risposta, qualcosa che sia sufficientemente semplice, qualcosa che non richieda processi decisionali ulteriori e meglio se qualcun’altro se ne prende la responsabilità. Vuole una risposta “atomica” ovvero non interpretabile e da prendere così com’è.

Ricordo come fosse ieri che avevo preparato una proposta per un prospect insieme ad un amico, parlo di più di 10 anni fa. Avevo fatto un lavorone, preparato tutto e addirittura (fiero delle mie conoscenze) preparato due belle alternative e messe sul tavolo del prospect. Progetto perso, ha scelto un’altra proposta.

Per lungo tempo la cosa mi ha infastidito ma finalmente ho il perché di tale “fallimento”: la difficoltà di scelta, o anche solo il fatto che il prospect dovesse scegliere, ha fatto saltare tutto, mio orgoglio compreso.

La gente vuola la risposta, non le risposte.

Per chi spaciuga con il mondo dei blog e di WordPress probabilmente si sarà imbattuto nel plugin Yoast SEO e nel suo semaforo che indica se un contenuto è buono o meno. Ecco quel semaforo è globalmente ritenuto una fregniaccia, ovvero un coacervo di banalità basato su assunzioni errate o senza fondamento.

Però, nonostante tutta la divulgazione fatta dagli “esperti”,  gli utenti prima di pubblicare un post verificano il colore del semaforo e se è verde sono più contenti. Un po’ come chi si professa non superstizioso, ma sotto una scala non passa e se gli passa un gatto nero davanti si tocca. Uguale.

Ci sono centinaia di esempi simili che si potrebbero citare, ma la semplicità e l’assenza di un processo valutativo, decretano il successo di banalità. Con questo voglio dirti che bisogna diventare tutti banali? NO, anzi. Con questo voglio dire che, ognuno nel proprio settore, spesso deve prendersi la responsabilità di un processo decisionale e porre al proprio interlocutore una risposta e non una scelta. Un’esasperata ricerca di efficienza, a scapito dell’efficacia.

Un’ulteriore spinta alla mia riflessione l’ha data un articolo che ho letto oggi è che ho condiviso su un po’ di canali. Si parla di Intelligenza Artificiale, praticamente il nuovo verbo, quella cosa ormai che è dentro ad ovunque, forse anche nelle macchine del caffè.

Un algoritmo che si “auto evolve” ed è in grado di dare delle risposte. Ma quello che in alcuni si chiedono (chi per motivi etici chi per motivi di controllo) è: qual è il processo decisionale? Quali sono le ragioni di certe scelte?

Si parla spesso di Intelligenza Artificiale enfatizzando le infinite potenzialità, si tipo che ormai la macchina è…

Publiée par Riccardo Mares sur Mercredi 30 janvier 2019

Un altra parziale conseguenza del poverismo nell’individuazione delle reali esigenze si manifesta fortemente anche nel mondo dei social. Aziende, imprenditori e influcener (per colpa dei due prima…) continuano il percorso fatto di scorciatoie a caccia di aumentare il numero di follewer o peggio ancora dei link, senza considerare come quelle metriche siano effimere e per quanto numeriche nascondo spesso del vuolo e risultati ottenuti a suon di pagamenti, sistemi tipo instagram pod etc… La morale è che anche numeri gonfi potrebbero nel breve e nel lungo periodo non fare alzare il fatturato di 1€!

Così termina il mio viaggio attorno al lemma RISPOSTA ed inizia un nuovo approccio di rapporto con le persone. Ho la fortuna di avere relazioni con persone che amano il vero dialogo e apprezzano l’essere coinvolti in processi decisionali. Per gli altri, cercherò di svolgere quanto più lavoro sporco in casa, demandando a loro un si/no e assumendomi la responsabilità delle scelte fatte, per quanto possibile.

Tu sei una persona da risposte o una da domande?
Sei uno che vuole la “pappa pronta” o vuoi sempre essere coinvolto e capire?

Per il resto: occhio al semaforo 😉

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