Linkedin: Come Compilare il Profilo

Il tuo profilo Linkedin è in ordine? Se qualcuno lo trova pensi possa persuadere al contatto?

Da alcuni mesi in azienda siamo in piena fase hiring: momento di svolta aziendale e ambizioni ci hanno mosso a cercare nuovi compagni di viaggio.

Fortunatamente non me ne sto occupando in prima persona e sono affiancato da professionisti della HR, ma come COO e come anziano del settore devo e posso dare il mio contributo.

Così ho avuto modo di analizzare decine di curricula e di identificare i punti salienti del buon profilo Linkedin. Ho deciso quindi di condividerli, in aggiunta al mio post sul buon curriculum, sull’onda del ho visto cose…

La prima cosa in assoluto è decidere cosa vuoi essere o meglio per cosa vuoi essere trovato. È un concetto assolutamente SEO ma è fondamentale deciderlo prima di ogni altra cosa.

Da questa decisione derivano le scelte sulla foto da mettere in headline, la foto profilo, il titolo, il testo curriculare, il tone of voice. Lasciare qualcosa al caso è un’occasione sprecata, ovvero non sapere rispondere alla domanda perché hai fatto così.

Se il tuo obiettivo è fare il barista dovrai avere un profilo totalmente diverso da chi vuole accedere ad una posizione manageriale, idem se vuoi fare il programmatore o l’art director.

Verticalizzare gli obiettivi diventa fondamentale, altrimenti l’effetto scialacquo è dietro l’angolo e le conseguenze sono cadere nell’anonimato.

Nel nome profilo eviterei qualsiasi cosa che non sia nome e cognome. Ho visto gente usare emoji di ogni tipo per essere socialmente più attraenti, ma secondo me la risultante è fuffarola.

Per quanto riguarda l’headline sintetizza al massimo: un unico ruolo, due al massimo. Evita liste di mansioni (seo, barista, copy, runner, amicone,…) così come evita come la peste professioni che ti sei inventato o comiche: sei su un social di lavoro, le cazzate vanno meglio altrove.

Per la foto profilo, rispetta le scelte di cui sopra: se aspiri a manager la foto in cui si è truccati da Shrek o da odalisca anche no. Per le signore eviterei anche scollature vertigonose, al più non siano in target, idem per i maschietti.

Sulla foto headline bisogna giocare di armonia: in base alle scelte fatte cerca qualcosa che possa sostenere l’immagine che ti stai creando, non che la sovrasti o la sostituisca.

Eccoci quindi al testo. Qui devi scavare nel tuo know-how in cerca di competenze SEO e copy writing. Assolutamente la prima regola è main first, le cose più importanti prima. La tecnica della piramide rovesciata è sempre buona.

La seconda regola è zippati: scrivi rileggi, taglia. Taglia. Taglia. Devi convincere chi ti legge nelle prime tre righe altrimenti stai già stufando. Obiettivo. Comunicare: cosa faccio, cosa so fare, cosa voglio fare e perché sono da scegliere.

Fatto? Ok. Le cose meno importanti puoi aggiungerle man mano che hai finito con le cose principali, ma mi raccomando brevità.

Se non ambisci a multinazionali o lavoro all’estero scrivi pure in italiano: faremo tutti meno fatica. Poi per le lingue sii onesto, che poi le figuracce sono dietro l’angolo.

Un’attenzione particolare devi darla alla prima parte del testo, verificando come il social mostra la preview del tuo profilo. Nel caso in cui non sia ottimale, rivedi il testo. Un po’ come si faceva con Twitter quando era breve e non ci stavi mai: invece ci stavi e imparavi a scrivere meno e meglio.

Aggiungi solo certificazioni vere e di valore. La partecipazione ad un corso non è certificante, così come l’ennesimo gagliardetto di corsi minori Google. Puoi persuadere degli impreparati prospect ma non chi è del settore. Anche rivendere certificazioni aziendali come personali è abbastanza triste, anche se alla visione di cose similo mi espressi con toni più coloriti.

Poi ci sono le recommendations che vanno sempre bene, ma personalmente ti prego di non elemosinarle.

Per quanto riguarda le esperienze lavorative metti ciò che è importante per il tuo obiettivo. Eviterei cambi di vocale nel ruolo segnati come nuovo lavoro con tanto di ping a tutti i tuoi collegamenti.

Insomma questo è tutto. Mettiti al lavoro e magari cerca feedback da chi è abituato a fare selezione, ma mi raccomando, ricordati di sottolineare prima il tuo obiettivo.

Ultima cosa, ricordati di settare al meglio la pagina Career Interest, ovviamente mettendoti disponibile qualora tu voglia essere trovato, che non significa solamente voler cambiare lavoro ma anche solo essere apprezzato e farsi valutare.

Grazie se hai letto fino a cui and have a conversionable linkedin profile.

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