La libertà nella duepuntozzero

La libertà nella duepuntozzero!Voglio condividere con voi una riflessione sulla libertà, contestualizzata però al nostro mondo 2.0. Cosa significa libertà? Significa poter dire fare e pensare senza alcun limite. Ma l'etimologia della parola segnala come il termine libero assuma anche il significato di: far piacere, aggradare. Un concetto fondamentale specie se lo si contestualizza nella 2.0.

Per me libertà è sicuramente esistere senza censure, ma nel rispetto della libertà altrui. Al momento in cui la mia sfera indipendentista, come un palloncino, va a spingere verso la tua, in quel momento io sono ebbro di aconfinismo, ma tu sei compresso.

Proprio questo passaggio, se spostato in un ipotetico mondo costituito essenzialmente da relazioni transculturali, potrebbe significare che di libertà ce ne ben poca. E' invece proprio questo contesto che rappresenta la sua massima espressione: si chiama rispetto.

Il relazionarsi educatamente, coscenti delle libertà altrui, puntando alla condivisione e al confronto,e non al contrasto e all'attacco. Il solo fatto di discutere con la propria firma sempre presente è un simbolo di libertá: ovvero scegliere di metterci la faccia, nel rispetto dei terzi ben sapendo di aver scelto di non essere anonimo, pur potendo.

Purtroppo Utopia è una città fantastica, frutto del genio di Thomas More, ma la realtà è diversa. La realtà è costituita da oligarchismi forzati (gurismo direbbe @emawebdesign) e da incompetenti e codardi anonimismi. E per garantire la libertà spesso ci si vede costretti a limitare la libertà stessa, ponendo delle reogle. Il principio stesso per cui il concetto di anarchia decade: la libertà nelle relazioni deve essere regolata.

 

Riflessioni sulla libertà online

Riflessione1

Pongo alla vostra attenzione un particolare fatto successomi su Twitter. Io sono cristiano cattolico praticante e se c'è una cosa che non sopporto sono le bestemmie, specie se – passatemelo – gratuite. L'imprecazione scappa, non siamo santi, ma l'uso consapevole di andare contro è inacettabile. Su Twitter sono venuto in contatto con un utente il cui nickname è una chiara bestemmia, delle più classiche assuefatte e banali.

Ritenevo che Twitter potesse tutelare la mia libertà di cristiano, impedendo una cosa simile, considerandola una offesa ad una morale condivisa e conosciuta: contatto quindi lo staff e segnalo la cosa. La risposta é stata: l'utente "non sta violando le nostre regole" (impersonalizzazione, violazione della privacy, pedofilia …) e quindi "non abbiamo nulla da obiettare: se vuoi blocca l'utente".

 

Riflessione2

Altro caso da tenere a mente quello di Wikipedia e del ban della pagina di Meemi: e' veramente libera un'enciclopedia che può decidere la meritocraticità di un argomento, anche valutandone lo stesso merito senza averne le conoscenze?

 

Riflessione3

Parlando di contenuti, ogni giorno ricevo segnalazioni di amici ai quali stanno rubando i contenuti del blog. La libertà di donare al web contenuti gratis che si contrappone con la stessa arma al farli propri sfruttandone il valore.

 

Riflessione4

Infine, il caso successo all'amico Giuliano Ambrosio, patron di GoWebDesign e soggetto di commenti infamanti sui suoi stage, nel suo blog e col suo stesso nome.

 

Spero di non avervi annoiato.

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22 pensieri su “La libertà nella duepuntozzero

  1. Rudy Bandiera

    Io sono un fervente ateo da tempo, attenzione non agnostico ma ateo, ma non mi sognerei mai di mettere una bestemmia come nome e rappresentarmi, semplicemente per il fatto che la stessa potrebbe risultare offensiva per qualcuno: questo è rispetto.
    Detto questo, Twitter è un mondo immenso, enorme, e quello che è considerato offensivo da noi (in Italia per esempio) potrebbe non esserlo in Giappone o viceversa. Diciamo che le regole si basano solo su fattori di CONCRETO problema sociale o reato riconosciuto tale ovunque (quelli che hai elencato tu sopra) ed il resto è lasciato al buon senso.

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  2. Merlinox Autore articolo

    @Rudy Bandiera è quel “buon senso” che alla fine è il filo conduttore dell’articolo: cosa succede quando viene a mancare? Mi sembra utopico pensare ci sia sempre. Anche l’amico @capobecchino è molto credente nella sua utenza, ma cosa succederebbe se un folle capitasse sul sito e iniziasse a fare la peggio? Ha previsto strumenti tali da tutelare la community e il suo sito stesso (meemi.com è suo, non del cretino che lo “spamma”).

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  3. capobecchino

    Come mi sono gia espresso e lo rifaccio tranquillamente anche qui, che io sia credente o ateo conta poco, ogni persona è LIBERA di esprimere il proprio essere.

    Se arriva un utente che bestemmia e a me da fastidio, semplicemente non lo seguo ma non posso obbligarlo a smetterlo, glielo chiedo come cosa che ad Enrico (il sottoscritto) da fastidio ma è libero di fare ciò che vuole.

    Mi è gia successa una cosa simile, al militare, avevo un amico che come intercalare bestemmiava, a me dava fastidio e glielo dicevo, morale della favola è che l’amico aveva rispetto per me e sapeva che quando parlava con me non bestemmiava, quando non ce la faceva a trattenersi chiedeva scusa …

    Ciò non toglie che io sia più o meno credente di lui o di tanti altri, solo un po di buon senso ed è quello che vige su meemi e su tante altre piazze virtuali come nella realtà.

    🙂

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  4. Rudy Bandiera

    Purtroppo non si può “legiferare” su tutto e burocratizzare qualunque cosa quindi, e questo è naturale, alcune cose sfuggono alle trame della LEGGE per finire in quelle del buon senso, buon senso che deve essere formato dalla cultura, dalla famiglia, dalla comunità e da tutti quelli che circondano un individuo.
    Se la società è sana il livello di buon senso è alto e gli individui insani vengono automaticamente allontanati.
    Il personaggio di Tuitter che nomini giustamente tu, io non lo seguo e quando me lo trovo nei tuit lo elimino: se tutti facessero allo stesso modo la persona si troverebbe sola e costretta a cambiare.
    Questo è il buon senso, o meglio il senso civico.
    PS: meemi non è suo, Meemi è un social e quindi è di chi lo usa 😉

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  5. capobecchino

    Tecnicamente nei nostri TOS è specificato che ogni utente è responsabile di ciò che condivide in concomitanza delle leggi nello stato in cui vive.

    Ora se imposto dall’autorià per forza di cose devo nascondere il meme altrimenti ripeto, ognuno è libero di fare ciò che vuole, non lo si segue e amen finisce li

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  6. Merlinox Autore articolo

    @capobecchino ho dei dubbi: il primo è la permanenza di un contenuto potenzialmente offensivo nell’archivio (rintracciabile anche via Google). L’altra è la possibilità di un utente “inerme” di trovare tali contenuti e leggerli. Forse Twitter con il block fa qualcosina in più: praticamente non solo l’utente bloccato non lo leggi più, ma lui non ti può più seguire e non vede il tuo avatar.

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  7. capobecchino

    Riccà eddai … non sottilizzare è logico che intendevo quello 🙂 sto lavorando e quindi ti avevo risposto velocemente, è normale che abbiamo il blocco che funziona come quello degli altri, se blocchi un utente non lo leggi e non ti può seguire e contattare …

    🙂

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  8. Rudy Bandiera

    NOn è un reato, anche se il punto non è questo mi pare: Il Decreto Legislativo n. 507 del 30 dicembre 1999 ha quindi depenalizzato il reato, trasformandolo in un “illecito amministrativo”.

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  9. Paolo De Riz

    Mi intrometto nella discussione per dire che il caso di un utente che ha posto una bestemmia come proprio nickname non mi sconvolge più di tanto. Sarà che abito in una zona in cui la bestemmia è considerata poco meno che un virtuosismo retorico. Ma usarne una come nickname rientra nelle pratiche sociali messe in atto da chi a tutti i costi vuol far notare il suo essere contro, il suo fregarsene di tutto (compresa la sensibilità altrui). E’ un comportamento che si ritrova spesso nella vita di tutti i giorni, in chi bestemmia ad alta voce in autobus come in chi parcheggia il fuoristrada ingombrando il marciapiede. La legge difficilmente può porre rimedio a queste cose. Le sanzioni possono derivare soltanto nella misura in cui il senso civico e la cultura del rispetto permeano una società.

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  10. Merlinox Autore articolo

    Benvenuto @Paolo De Riz . Parlando di soluzioni quindi – nel mondo dei social – tendi a prendere la posizione di @capobecchino o meglio quella di isolare chi è negativo? ps: anche al #wcap si stava parlando di libertà e privacy nei social network.

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  11. Paolo De Riz

    @Merlinox
    Non credo sia una soluzione in senso stretto, quella dell’isolamento. Ma un meccanismo automatico che scatta se una comunità possiede abbastanza senso civico. Ovvio però che, oltre un certo limite, alcuni comportamenti rientrano nella punibilità attraverso le leggi sia sul web che al di fuori di esso (v. pedopornografia).

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  12. capobecchino

    No Riccà forse non ci siamo capiti, io non isolo a priori ma cerco il dialogo.

    L’isolamento (il blocco) di cui parlavo, deriva dalle modalità di vita di un social ma anche della vita reale.

    Se ho un amico che rompe, gli parlo e gli dico: “sei un temperacalli ora basta” … arrivo a dirglielo anche 10 volte ma so che capirà, perchè è amico ed ha rispetto di me.

    Se ho un conoscente che rompe, gli parlo e gli dico: “sei un temperacalli ora basta” … se non smette mi allontano da lui perchè è palese che non ha rispetto per me.

    Queste 2 regolette di senso civico, sono quelle che si usano nella realtà e valgono anche sui social, su internet e dove altro vuoi.

    L’appunto era che Meemi come ti è stato fatto notare non è mio, cioè non devo decidere io le sorti del social, mi sarei aperto un blog (ma è diverso), vigono le stessere regole che ognuno di noi usa nella vita reale e si hanno le stesse possibilità della vita reale.

    Tutto qui, spero che sia stato più chiaro stavolta 🙂

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  13. EmaWebDesign

    cari amici, voi parlate giustamente di buon senso ma viviamo in un mondo dove il buon senso è sparito senza lasciare traccia già da un bel pò.

    Il nostro amato web è popolato dalle stesse persone che vivono nel mondo reale…e il mondo reale è pieno zeppo di cose negative (è inutile parlarne). Come potrebbe non esserlo il web? Un luogo dove persone poco educate (diciamo così) possono fare le loro “bravate” nascondendosi dietro un nickname o un avatar falso.

    Anche sul web esiste la sconfortante “ricerca della bravata”, persone che per fare i fighi (bah) bestemmiano bullandosi, anche, di averlo fatto. Ne ho viste di persone che fanno queste cose e spesso si prendono anche il like di altri “simpaticoni” come loro.

    Che dire? Il mondo (e il web quindi) è pieno di persone stupide, maleducate, incivili e ignoranti…fin quando è possibile si ignorano, si hidano, si bloccano in modo che non ci possano infastidire. Io quando trovo qualcosa/qualcuno che non mi piace faccio hide/block e chiudo la questione in modo veloce e pacifico.

    E’ anche vero che ci sono persone che vanno al di là del postare fesserie sui social, come nel caso di Giuliano. A quel punto, se qualcuno commette reato, è giusto rivolgersi subito alle autorità.

    La nostra fortuna è che qualcosa di buono c’è, persone per bene, gente di valore con cui possiamo interagire sul web. E’ sufficiente frequentare queste persone ed emarginare gli stupidi affinchè possano restare da soli a fare le loro bravate. Dare importanza a questa gente è davvero sbagliato.

    Cmq siete tutti delle brutte persone, io invece sono molto molto bello 😀

    Rispondi
  14. EmaWebDesign

    @Merlinox La soluzione al problema non esiste, esistono solo persone per bene che devono fare hide/block ai maleducati/incivili per isolarli e fare “squadra” per cercare di tenere il web un luogo come si deve. Non dare visibilità a certi personaggi ma stendere un velo pietoso su di loro.

    @RudyBandiera l’avevo dimenticato, grazie amico mio. Essere secsi è davvero una figata…e quel pò di pancetta che c’ho è la cosa più figa di tutte 😀

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  15. ArmataBianca

    Si devo dire che comunque anche se esistono problemi di questo genere mi sento ugualmente libero!

    Perchè? Perchè secondo me la libertà non può dipendere da cause esterne!
    Infatti ci saranno sempre dei limiti, certo possono essere più o meno stretti, e una persona può “sentirsi” più o meno libera… Ma questo è proprio il punto importante secondo me: L’importante è sentirsi liberi!

    In questo modo a volte si riesce anche ad andare un pochino oltre quei limiti imposti… Perchè s ne ha la volontà!

    La cosa più difficile che trovo nella Libertà, quella con la “L” maiuscola, è quella di riuscire sempre a sentirmi libero pur rispettando la libertà altrui, senza fare distinzioni!

    Comunque ottimo articolo! Complimenti!

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  16. Nicola

    @Merlinox
    Piano. Non sai niente, non è un reato la bestemmia è un illecito amministrativo e deve avvanire in luogo pubblico. Dubito che al titolare del sito possa essere soggetto a qualcosa.
    Fra l’altro rudy bandiera non sottilizza proprio niente, un conto è una sanzione di carattere civile, un conto è un reato penale…

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