Google Analytics NON chiude e non dice bugie!

Google Analytics NON è cattivo: è di parteOggi sono “inciampato” in un post su Linkedin che parlava della chiusura di Google Analytics. In realtà era un mero bieco e sfigato modo per attirare click verso un blog post, peraltro con una valanga di inesattezze (non dico chi e non linko perché non voglio dare la minima visibilità).

Ne prendo spunto per un paio di chiarimenti: facendo parte di un’azienda GACP lo sento un po’ come un dovere.

In primis la chiusura di Google Analytics: non succede e non succederà. GA è il primario strumento di misurazione dei siti web nel mondo. Come disse Chris Anderson

“Se il servizio è gratis, il prodotto sei TU”

Anche in questo caso mai verità fu più reale. Google tramite GA raccoglie una quantità infinita di dati sull’uso dei siti da parte degli utenti e soprattutto distribuisce cookie per il riconoscimento dell’utenza (volendo anche in accoppiata con Google Marketing Cloud…). Nonché ha rapporto strettissimo con Google Ads e permette di creare segmenti su cui fare adv.

Si esiste una versione a pagamento (Google Analytics 360) ma garantisco che – per loro policy – il prezzo annuale della licenza è talmente alto che la maggior parte delle nostre care PMI non sono in grado di poterlo sfruttare (poi sarebbe da capire anche se potrebbero sfruttarlo anche economicamente permettendoselo).

Sul mondo attribuzione si apre un filone teorico del tracciamento e del calcolo della redditività senza fine. Se vuoi approfondire ti consiglio di studiare Avinash Kaushik, considerando che comunque è uomo (evangelist) di Google, oppure il nostro buon evergreen Filippo Trocca. Google in Google Analytics ha fatto delle scelte di fondo:

  • stabilito dei tempi di durata (timeout) di sessioni e campagne
  • stabilito dei modelli di attribuzione standard
  • data la possibilità di creare propri criteri di attribuzione

La scelta di un criterio di attribuzione non è mai giusta o sbagliata, è sempre OPINABILE: dipende dal prodotto, dipende dal customer journey, dipende dal medium e dal messaggio veicolato. Traduzione: un post nel blog (non marketta) è awareness ed è da valutare in un momento molto lontano dalla conversione, un link di affiliation è da valutare vicinissimo alla conversione.

Il fatto che Google abbia nominato come “conversione diretta” un modello last click not-direct su time window di 6 mesi è una scelta, di Google. Il fatto che chi guarda e interpreta i dati di GA li consideri la verità e non sia in grado di interpretare quanto descritto sopra è un problema di ignoranza, ma la fortuna vuole che non è mai troppo tardi per studiare. Se chi ti segue GA non è mai andato oltre ai report “acquisition”, beh fatti due domande 😉

Grazie!

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