Blog Social Adv o Cosa?

Oggi ho fatto una chiacchierata con un amico sul tema del “sito web personale”. Lo chiamo così ma l’aggettivo “personale” viene sicuramente meno quando il sito web rappresenta un business, unipersonale ma comunque business.

Approfitto della chiacchierata, senza citarlo e gonfiando un po’ la situazione di partenza per renderla maggiormente esplicativa. Nessun bot è stato maltrattato per scrivere questo post, tanto meno il suo SMM.

Il mio amico in questione ha fatto una buona opera di personal branding raggiungendo ragguardevoli risultati nel mondo dei social: un profilo Instagram con tanti follower, un’ottima visibilità Facebook e un gruppo privato su un social con migliaia di persone.

Cosa non quadra in tutto ciò ti stai chiedendo? Beh si… altrimenti che scrivo a fa’?! 😉

L’attività in corso gli sta chiedendo molte risorse e soprattutto si è reso conto di un paio di piccoli particolari:

  • Sui social se non scrivi non fai traffico
  • La durata di un social post è di poche ore
  • Probabilmente gli iscritti al gruppo NON sono in target col suo business

Strategia di marketing digitale

Penso di avere aggiunto la parola “digitale” perché fa figo. La cosa fondamentale da fare in un progetto è quella di individuare:

  • Obiettivi del business (lo scopo è sempre quello > €€€)
  • Value Proposition / Unique Selling Proposition (perché me / perché non un altro)
  • Destinatari

Risposto a queste apparentemente semplici domande si può delineare una strategia e in base alle possibilità economiche (dove “economia” è anche il tempo) si decide dove investire.

Casa mia / Casa di altri

La prima cosa fondamentale da capire è che in qualsiasi social network che esiste o nascerà, saremo sempre ospiti. Possiamo essere trattati benissimo così come potremmo essere trattati in malo modo al cambio di regole, al cambio del vento.

C’è solo un luogo digitale che resta sempre sotto il nostro controllo: il proprio sito web. All’inizio sarà un’entità sconosciuta, ma curandolo con passione amore e regolarità, magari facendosi seguire da professionisti in fase di setup e di manutenzione, può dare grandi soddisfazioni.

Il sito inoltre, se arricchito di contenuti, perché no di un blog, ha una sua naturale capacità di mantenere una soglia di traffico nel tempo: l’investimento di scrittura in contenuti di qualità non ha più la durata di un social post, ma può durare anche anni.

Social e ADV come Boost

Il sacrosanto utilizzo di altri canali oltre al blog, non deve essere visto come un’alternativa ma come un lavoro di squadra. I social sono quel medium in cui si toccano le corde dell’emotività, si fa community anche per cogliere nuovi intenti di ricerca, si promuovono attività realtime e si chiacchiera.

Possono essere anche un buon medium per spingere i contenuti del blog, ma ormai parliamo quasi esclusivamente di campagne sponsorizzate: post con link o con immagini che contengono testo, sono fortemente limitate nella visibilità organica.

Ascoltare e mettersi in discussione

Le metriche dei social network sono malefiche incantatrici che ci fanno sputare sangue per un pugno di like o cuoricini. In realtà il mio consiglio è quello di verificare con costanza se il pubblico con il quale interagiamo rientra nel nostro target ovvero “compra” o “può comprare” i nostri servizi.

Altra cosa importante, rilevato che parliamo alla gente giusta, è di imparare ad ascoltare: capire il linguaggio giusto da utilizzare, capire le tematiche più difficili da capire per spiegarle, capire le esigenze più sentite, intercettare cambiamenti comportamentali.

Ma col blog, cosa ci faccio?

Il blog diventa la culla dei tuoi contenuti migliori, diventa l’espansione di qualità di quei contenuti che magari si rendono veloci e frivoli sui social. Ad esempio un video può attirare l’attenzione sui social ma poi può diventare elemento di complemento in un articolo in cui viene spiegato in modo approfondito il contenuto.

Il sito / blog diventano poi il medium principale per la conversione che può essere l’acquisto di un prodotto, la richiesta di un preventivo o la registrazione alla newsletter.

Per quanto riguarda la newsletter sarà fondamentale riuscire a profilare l’utente, per capire di cosa ha bisogno e offrigli in cambio della fiducia di averci donato delle informazioni, contenuti di qualità, magari esclusivi.

Come si domina tutto ciò?

Il “naso” è sempre un ottimo amico, ma l’analitica (i dati) sono le guide per valutare la qualità del proprio lavoro. Affidarsi a professionisti in grado di intercettare la provenienza del traffico, il comportamento del sito, le micro conversioni, le macro conversioni diventa fondamentale non solo per la valutazione del lavoro fatto ma per la pianificazione del lavoro futuro.

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *