Web 2.0 muore viva il Web 3.0

Ormai penso che tutti sappiano cos’è il Web 2.0, sicuramente chi mi legge (grazie…) sono certo sarà addirittura stufo di vederne definizioni a 360°. Ma forse i miei lettori non sono gli unici a essere un po’ esauriti dal suffisso più inflazionato degli ultimi 2 anni.

Secondo Robin Wauters (techcrunch) si potrebbe addirittura parlare della morte del Web 2.0. Ma com’è possibile? Proprio ora che ci stavamo prendendo gusto? Nel suo post, utilizzando Google Trends e Google Insight, dimostra come la tendenza di ricerche della keyword "web 2.0" sia in netto calo. Mostra anche come, insaspettatamente, manca il passaggio generazionale: non si parla o si parla pochissimo di web3.0, il  web semantico!

Vediamo la situazione in Italia, dove tutte le mode e le tendenze web arrivano sempre un po’ più tardi. Un po’ perchè siamo tecnologicamente arretrati e un po’ perchè la diffidenza italiana non concede tregue nemmeno nel network world.

Ma il Web 2.0 sta morendo?
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Come avete visto dal grafico sembra che le parole di Robin abbiano effetto anche sul nostro stivalone nazionale, però ogni andamento dimostrato dai grafici internazionali viene sempre smussato in quello italiano.

[ad name=”postdx”]Analizzando nei particolari notiamo come nel mondo alla parola Web 2.0 le frasi correlate più comuni sono, negli ultimi 12 mesi:

web design, web 2.0 design, logo web 2.0, web 2.0 photoshop, web 2.0 templates

Mentre in Italia:

siti web 2.0, il web 2.0, photoshop web 2.0, web 2.0 logo, template web 2.0

Da una veloce analisi sembra che si cerchi creatività. Si cerchino suggerimenti su come sviluppare applicazioni/siti in stile 2.0. Ma ancora in Italia le cose che vanno per la maggiore sono "siti web" e "il web". Non è che forse stiamo ancora cercando di capire di cosa stiamo parlando?

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25 pensieri su “Web 2.0 muore viva il Web 3.0

  1. soloparolesparse

    Mi riferisco proprio a quello.
    Parliamo tra noi “eletti” di web2.0 e web3.0 ma la stragrande maggioranza degli italiani ha difficoltà a capire cos’è il web (e un buon numero ha i suoi problemi con l’accensione del pc).

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  2. capobecchino

    “Non è che forse stiamo ancora cercando di capire di cosa stiamo parlando?”

    Come su meemi ti riporto di nuovo la tua frase, penso che secondo me in Italia molti non sanno di cosa si stia parlando ed è questa la cosa triste.

    Io non dispero perchè anche se poche le speranze non muoiono ma è triste davvero vedere persone che come i caproni si iscrivono a FB solo perchè l’ha fatto l’amico e non sanno usarlo ma fa figo esserci 😉

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  3. ilrock

    perchè l’introduzione del web semantico dovrebbe per forza comportare la morte del 2.0?

    Non è più lecito parlare di evoluzione?

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  4. Merlinox Autore articolo

    @capobecchino: grazie caro. Il tuo meemi è sempre un compagno prezioso di ragionamenti. Nella tua frase su FB secondo me si nasconde un pericolo… che dopo i primi milioni di iscrizioni l’abbandono si alle porte.
    @ilrock: certo. è un po’ come la sintassi dell’html. Non importa il tipo di si… diventa condizione necessaria il linguaggio sia giusto. Nel 3.0 secondo me la necessità sarà appunto la 2.0!
    @DanieleMD: ma mi confermi anche tu che siamo così messi male?

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  5. capobecchino

    secondo me è voglia … poca voglia di innovare, imparare, rischiare … e lo stiamo provando sulla nostra pellaccia in questi giorni, tanti bei proclami che poi si è risolto come la solita “italianata”

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  6. Pupazza

    Mah. Non so.

    Facebook non è forse la più grande piattaforma per piccoli blogger dilettanti ?

    Forse le applicazione cambiano a seconda delle aspettative.

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  7. Merlinox Autore articolo

    @Pupazza: interessante questa tua innovativa descrizione di Facebook. Riesci a spiegarci meglio il tuo punto di vista?
    Ma la citazione di Facebook è perchè ritieni sia il futuro del web?
    Grazie.

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  8. Pupazza

    Il futuro del web … bella domanda.

    Credo che l’applicazione del web nel sociale, inteso come comunicazione di massa, abbia un grande futuro tutt’ora inesplorato.

    Come scrivevo sopra, le applicazioni cambiano a seconda delle aspettative.

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  9. Merlinox Autore articolo

    Il mio dubbio è: il pubblico italiano è pronto per un passo simile? Lo stesso pubblico che scrive le url nella toolbar di google e forse non sa nemmeno che IE è un browser? Spesso quando parliamo non ci rendiamo conto che siamo in uno stato oligarchico2.0. (sto dicendo ca**ate?)

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  10. Merlinox Autore articolo

    @capo: non è che ci stiamo girando attorno?
    – poca voglia
    – poche possibilità
    – poche esigenze
    – pochi stimoli

    Non è che magari noi blogger possiamo cercare di svolgere un ruolo in tutto ciò? Magari pensando meno ai geek e più ai keeg?

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  11. capobecchino

    @merlinox:

    è una cosa di cui abbiamo gia parlato ampiamente, tutti possono fare qualcosa ed infatti penso che la maggior parte di chi ha commentato nel suo piccolo lo faccia … il problema sta nel riuscire a smuovere i “grandi”.

    Ad esempio mia mamma 60 anni legge sul mio profilo di Meemi ciò che faccio e si diverte, a volte posta qualcosina, ma principalmente fruisce i contenuti.

    Stessa classe ma differente ceto sociale (giusto perchè ha studiato un pelino in più) è questo onorevole (http://gianlucadettori.nova100.ilsole24ore.com/2009/03/lettera-aperta-allonorevole-carlucci-e-a-davide-rossi.html) a mio modo di vedere molto stupido.

    Il punto è che gli strumenti ci sono, le conoscenze anche ma finquanto la maggioranza continuerà a comportarsi da “pecoroni” dietro al primo grande che passa, noi non possiamo far altro che continuare a “evangelizzare” dal basso

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  12. Merlinox Autore articolo

    Maggioranza che si comporta come un pecorone o i principali media di massa che rincorrono chi “ha la testa più grossa” come pecoroni, trascinandosi il popolo tutto?

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  13. Merlinox Autore articolo

    Il problema è che posso anche vedere correttamente che i media distribuiscano informazione. Il problema è quando non viene fatto in modo corretto.

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  14. Merlinox Autore articolo

    @Luglio7: bisogna che ci diamo una mossa allora, altrimenti rischiamo di rimanere molto indietro 🙂
    Ma lo sai che anche ora che ci stiamo commentando stiamo facendo web2.0, in quanto stiamo condividendo online informazioni e conoscenza?

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