Usabilità vs Accessibilità

Ma che differenza c’è tra usabilità e accessibilità? Sono due aggettivi di un sito che possono convivere? Può esistere l’uno senza l’altro? Proviamo a fare un po’ di chiarezza, magare insieme riusciamo a trarre delle linee guida migliori. Ringrazio Leonardo per il post di ieri.

Io inizierei cercando di dare una definizione ai termini "sito accessibile" e "sito usabile" e a determinare quali le differenze, anche a livello di dominio dell’argomento.

 

Usabilità

L’usabilità è definita secondo l’ISO (International Organisation for Standardisation), come

L’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti.

Come potete notare è una definizione tutt’altro che formale, come i concetti che la parola stessa racchiude. Parlare di usabilità nel web significa citare obbligatoriamente Jakob Nielsen, patron del sito useit.com e massimo esperto di usabilità. Nel suo sito potete trovare contenuti costantemente aggiornati sull’argomento: non guardate il design!!!

Come ogni concetto non matematico anche l’usabilità ha varie teorie in costante evoluzione nel tempo. Nel post Test Pilot viene citato lo User Centered Design, ovvero una serie di indicazioni – guidelines – per aiutare i designer e gli archittetti dell’informazione alla creazione di siti il cui primo obiettivo sia l’utente stesso: possiamo parlare di siti, di applicativi online o applicativi stand alone: il principio rimane sempre il medesimo.

Come si valuta l’usabilità? Certamente non con strumenti automatici, ma si verifica se un determinato processo risponde a una serie di domande:

è adeguato? è facile? è robusto? gli obiettivi vengono raggiunti? in quanto tempo?

Su Wipedia trovate un elenco più completo di riflessioni, ma non pensate mai di trovare una risposta. Senza contare che la valutazione dell’usabilità deve tener conto di molte variabili, tra cui: il target utenza, il target argomento, il dominio tecnologico, …

Se siete interessati all’argomento anche in Italia ci sono validi siti dedicati:

 

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Accessibilità

Quando si parla di accessibilità si parla di una cosa estremamente seria. Non parliamo più di teorie dell’usabilità e di comportamento degli utenti (user experience), ma parliamo di conformità a regole ben definite: regole scritte, standard de iure. In Italia l’accessibilità è definita dalla Legge Stanca (n°4 del 9 gennaio 2004) e dai suoi successivi compendi.

Allo stato attuale la legge è formata da 22 requisiti da rispettare, come condizione necessaria per la creazione di un sito accessibile. I requisiti si dividono in sintattici e semantici:

  • requisiti sintattici: rispettare precise regole nel linguaggio HTML / XHTML
  • requisiti semantici: rispettare precisi principi nella creazione dei contenuti

La Legge Stanca stessa si basa sui principi del WAI (Web Accesibility Initiative), un ramo del W3C, il consorzio che emana le standardizzazioni del web.

Per verificare che il vostro sito risponda a tutte le caratteristiche semantiche richieste è sufficiente provare uno delle decine di test automatici gratuiti che potete trovare online:

Purtroppo il più famoso bobby.watchfire.com non esiste più. Anzi al suo posto c’è un programma a pagamento e il dominio è diventato di proprietà IBM. Ecco come compariva qualche anno fa.

Per quanto riguarda i controlli semantici e di utilizzo bisogna basarsi ancora sul buon senso, o appoggiarsi a società specializzate in questo tipo di test, in grado anche di rilasciare certificazione per il sito stesso. Qualche riferimento online su: certificazione accessibilità.

Per capirsi: se avete un sito sintatticamente accessibile, ma che contiene una foto di un albero con descrizione testuale "foto 2", non siete più accessibili. Quando testate l’accessibilità dovete considerarvi ciechi o diversamente abili: sicuramente otterrete risultati migliori.

Maggiori informazioni sull’accessibilità:

Potremo approfondire in ogni direzione per entrambi gli argomenti, ma l’obiettivo del post era introdurre due questioni molto importanti per il futuro del web. Rispondendo alle domande iniziali sicuramente i due attributi possono convivere, anzi devono.


Tutti i siti dovrebbero essere accessibili? Nel mondo perfetto SI: nel mondo reale tutt’oggi le aziende non obbligate che si prendono l’onore della creazione di un sito accessibile, con tutti i costi conseguenti di sviluppo, test e manutenzione sono veramente poche.

 

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9 pensieri su “Usabilità vs Accessibilità

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  2. Paolo Leonardi

    Intanto grazie per la tua sensibilità verso queste tematiche e per la tua professionalità; riguardo l’articolo: preciso ed esaudiente, veramente complimenti; sarebbe ora che sul web tutti ne parlassero!
    A presto
    Paolo Leonardi

    Rispondi
  3. Merlinox Autore articolo

    Ciao Paolo benvenuto. Secondo me dovremo rimettere un po’ a fuoco la situazione. Il problema a mio avviso non è che non se ne parla a sufficienza: il problema è l’investimento.

    Giuro che ho visto e vedo situazioni in cui se domandi 50 € per un logo storgono il naso. Se chiedi 1000€ per un sito borbottano.
    Il carico di peso per fare e gestire un sito accessibile è veramente elevato. Anche solo se pensi alla formazione necessaria. Chi lo fa? Chi “deve” investire nel settore e chi lo “deve” fare pro legge.

    Anche l’usabilità richiede un costo: preparazione di chi ti segue, impegno nella definizione dei requisiti, etc…

    Io magari sarò negativo, ma ho visto decine di siti, fatti con sudore più del “programmatore” che del cliente, morire inerti perchè non sono mai arrivati i contenuti!

    Secondo me oggi in Italia l’obiettivo è: imparare i nuovi media di comunicazione e trasmettere ai clienti il valore del web. Siamo in grado di accettare la sfida di dare valore al nostro media?

    Rispondi
  4. Paolo Leonardi

    @merlinox
    io sono d’accordo con quanto scrivi, ma credo il problema sia un po’ il mix delle due cose; quello dell’investimento probabilmente è il problema maggiore, a cui però secondo me va affiancato quello della giusta ed adeguata informazione, che spesso manca… Un esempio? Tra tutti i siti/blog che seguo che parlano di computer in generale, sai in quanti di questi si è mai parlato di accessibilità o con un occhio di riguardo verso persone che non usano il computer come tutti? In pochi, pochissimi, da contarli veramente sulla punta delle dita. Quando parlo di cattiva informazione a riguardo, faccio riferimento non tanto a sviluppatori “professionali”, che in generale posso dire che qualcosa debbano sapere di accessibilità; mi riferisco piuttosto a siti/blog gestiti da persone non esperte del settore (dove spesso e volentieri si incontrano problemi di accessibilità), persone che se gli chiedi “ma hai pensato al fatto che i tuoi contenuti debbano essere fruibili a tutti?”, ti rispondono “sai che non c’ho mai pensato? Cosa devo fare per renderlo accessibile?”… Insomma… Non sanno neppure di che si parla quando si nominano le parole accessibilità ed usabilità, sebbene quest’ultima non risponda a schemi fissi.
    A presto
    Paolo Leonardi

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