Jun 26

Come sono certo sapete benissimo il social network FriendFeed è uno dei più potenti aggregatori di feed in circolazione. In più garantisce una nativa integrazione con Twitter e un sistema di commenti (threading) proprietario.

Una funzionalità particolarmente importante, che lo distingue dalla massa di social network e aggregatori, è l’integrazione con l’IM Google Talk, o GTalk. E’ infatti possibile configurare quali notifiche inviare al vostro Instant Messenger (programma di chat) e addirittura, tramite una semplice sintatti, rispondere alle discussioni attive.

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Jun 12

Uno dei principali pregi e difetti di Twitter è che le conversazioni non sono legate fra di loro: non c’è il concetto di Threading. L’unica cosa possibile è fare un Reply a qualcuno, ma non contestuale, non quoting.

A mio avviso Twitter non deve implementarlo. Altrimenti ci troviamo con tutti servizi ch fanno la stessa cosa: partono da un "core business" e poi implementano implementano implementano… fino a diventare tutti uguali: Twitter è bello così.

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Jun 8

Stiamo vivendo nell’era del Meltin’ Pot sociale. Con l’avvento di Friend Feed ormai condividere e aggregare feed esterni è diventato il core business di numerosi social network. Ma non solo. Stanno nascendo anche i primi social bookmark basati su twitter, ultimo il neonato italianissimo Twittami, e molti testano la stessa piattaforma per giochi di ruolo.

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Apr 20

Facebook in Italia è in crisi? Sinceramente non mi sento in grado di dare risposte, sicuramente mi sento di aprire con voi un costruttivo dialogo. Io un campanello di allarme l’avevo silenziosamente già suonato qualche mese fa sull’articolo "FB: moda marketing o necessità".

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Dec 17

Spesso blogger appena nati mi chiedono come aumentare le visite al proprio sito. La risposta non è mai semplice. Sicuramente il primo consiglio da dare è quello di scrivere cose interessanti e scriverle bene: un buon italiano, una buona varietà lessicale evitando parole difficili o donabbondismi sono una partenza perfetta.

Altra buona cosa è avere una rete di persone affiliate (social network) che ci consenta un buon livello di autoreferenzialità del sito e magari qualche buon backlink contestuale. Un link all’interno di un post, che ci indica come approfondimento, vale molto di più di qualsiasi blog roll.

Se si vuole poi ci sono i circuiti di scambio banner a rotazione, dove voi mettete a disposizione uno spazio nel vostro sito e con il meccanismo dei crediti il vostro banner girerà nel circuito degli affiliati. E poi ci sono i social bookmark ormai conosciuti da tutti (oknotizie, diggita, upnews, wikio, …) e i social network (google friends, mybloglog, …).

Passo successivo è Adwords, che però necessità di una configurazione esperta, se si vogliono ottenere risultati ottimali. Ma io mi sento di consigliarlo per un target specifico: un singolo post, un prodotto da sponsorizzare etc.

Oltre al mondo Google ci sono altri servizi di advertising e le forme sono le più svariate. Oggi ho scoperto Adv Traffic, un sito che si propone vendendo pacchetti di visite addirittura geo targhettizzate, cioè con zona di provenienza specifica. Inoltre offre la possibilità di selezionare le categorie e da rapporti statistici precisi e approfonditi. Ma la cosa plus è che lavora anche nel settore adulti, dove Google nominalmente alza le mani. Potrebbe essere un’ottima idea per i siti porcellini.

Grazie a Val3ri0 per la segnalazione.

ps: ricordatevi che il numero di visitatori non è indice diretto del successo. Il vero successo è il raggiungimento degli obiettivi, e spesso l’obiettivo non è quanti visitatori si raggiungono.

Dec 4

Google rialza la testa, o almeno ci prova. Dopo il fallimento di Orkut, passato in secondo piano nel silenzio più totale, il buco nell’acqua2.0 fatto con Google Lively, decretato carino ma inutile dall’intera blogosfera internazionale e il lancio prematuro di Chrome nel mondo non ancora ben capito da parte degli utenti più geek, oggi è l’ora di un nuovo prodotto (in fase di test solo per alcuni).

Si chiama Google Friend Connect ed è un servizio ibrido che sto ancora studiando: un po’ gadget, un po’ social, un po’ facebook e un po’ myspace e un po’ molto mybloglog. Loro dicono che:

Google Friend Connect means more people engaging more deeply with your website — and with each other.

Con quali mezzi? Arricchendo il sito con Gadget sociali. Attraendo più visitatori tramite gli strumenti sociali. Incollando poche righe di codice (snippet) nei nostri siti. Ed ecco il video esplicativo in inglese:

Tutto chiaro ora? L’indirizzo di accesso è: google.com/friendconnect!

La potenza di questo nuovo sistema è data dall’apertura di Google verso altri mondi sociali, garantendo login anche agli utenti di Yahoo, AIM, Open Id. Obiettivo: condivisione e rapporti umani. Obiettivo vero: scoprire i reali interessi delle persone. A cosa tengono di più. Cosa ritengono utile condivide: insomma analizzare analizzare e ancora analizzare.

E a noi non resta che fare da cavie volontarie in tre mosse: choose > copy  > paste :)
Nella barra laterale destra trovate il widget installato: diventate miei amici?… opss forse ho sbagliato luogo :)
 

 

 

Nov 25

la mia faccia di _alissa_Qualche giorno fa vi dimostravo l’impressionante crescita di Facebook in Italia, nonostante il sito esista da molto tempo: agosto 2005. E’ iniziato come un progetto ambizioso per connettere studenti americani di college diversi:

Thefacebook is an online directory that connects people through social networks at colleges.

Il nome originale era Thefacebook (tutto attaccato) e si proponeva di:

  • Cercare persone della propria scuola (Search for people at your school)
  • Cercare chi era nella tua classe (Find out who is in your classes)
    Grazie a Daniele che mi ha corretto. In USA infatti per ogni materia c’è una classe differente, non solo un prof. Anti-Gelmini docet???  Ora per punizione flessioni
  • Cercare amici di amici (Look up your friends’ friends)
  • Visualizzare la propria rete di amicizie (See a visualization of your social network)

Bisogna dire che Mark Zuckerberg aveva le idee chiare. Ma che sospettasse cotanta crescita? Per curiosità ho dato un’occhiata alla storia del dominio Facebook.com.

La sua nascita è a fine 1998 come dominio secondario di aboutface(dot)com con il payoff 

Never Misplace a Face!

che letteralmente significa "non mettere mai una faccia in un posto sbagliato". Il servizio offerto è di catalogare foto e biografie, curricula sostanzialmente, per conto di aziende:

maintains photographs and biographies of your employees and takes the place of your old-fashioned printed phone lists, address lists, facebooks, etc.

Fino all’agosto 2005 il sito si evolve costantemente, mantenendo il proprio business. Curiosità: aboutface(dot)com esiste ancora: sito nuovo, nuovi stili, ma stesso prodotto offerto. E il dominio facebook?

Mah…Sappiamo che il dominio venne acquisito la prima volta il 2 aprile del 2002, a una decina di dollari…, e che ora è in mano alla domain@facebook.com, proprietaria di oltre 300 domini.

Torniamo alla storia del sito. Attorno a fine agosto qualcosa cambia. Il libro delle faccie cambia obiettivo. Da strumento universitario e inter-universitario diventa uno strumento più ambizioso: dichiarano che è uno strumento per le scuole, tutte le scuole. Ma che per ora ci stanno lavorando… A fine ottobre dichiarano due facebook: college e high school.

A maggio 2006 la parola school sparisce, rimarrà un sottoinsieme della parola "reti". Facebook diventa una directory online per connettere persone attraverso reti sociali. L’evoluzione è praticamente compiuta. A ottobre 2006 specificano che le reti possono essere scolastiche, lavorative e geografiche.

Il resto lo conoscete bene, è storia moderna. In Italia la storia moderna ha 2 mesi di vita. Da strumento oligarchico della gente web 2.0, chiamati anche Geek o Nerd, diventa strumento "indispensabile" di relazione online. Non riduciamolo però a "Vuoi diventare mio amico?", l’assurda frasina che ogni giorno riceviamo decine di volte ;)

Altra curiosità: l’aggiornamento dello stato non è proprio idea di Facebook. Nasce dal sito Twitter, solo che viene usato solo da gente del web, da addetti ai lavori. Ma soprattutto in questi giorni Twitter ha rifiutato circa mezzo miliardo di dollari da Facebook: credono ancora nel loro progetto, grandi!

Oggi Facebook è linfa per molti, quasi una malattia. Le aziende sono costrette a chiudere gli accessi e i dipendenti arrivano a collegarsi con chiavette USB pur di non perdere lo stato del loro nuovo amico o spiace il proprio compagno. Ma quanto durerà tutto ciò? Quando anche questo nuovo strumento diventerà banale? Dovremo esaurire la nostra rete di contatti? Saremo in grado? E poi cosa si inventeranno? Beh spero di poter essere io ad avere la nuova idea straordinaria… :lol:

Nel frattempo continuiamo a giocare con il giochino nuovo. Continuiamo a cercare amicizie ed a inviare frasi d’amore a semi-sconosciute, sperando che la nostra partner non veda i messaggi privati o non sbagliamo e scriviamo nella bacheca.

ps: Volete diventare miei amici?
pss: Mo’ l’ultima frase era solo un esempio… ti amo!

foto _alissa_

 

Nov 20

E’ il fenomeno web con il massimo riscontro sulla società degli ultimi anni: Facebook. In Italia c’è chi lo chiama Face Book, chi lo chiama Feisbuc e chi ancora lo chiama Faccia Libro o Libro Faccia.

Perchè un fenomeno? Una crescita incontrollata negli ultimi mesi. Per molti imprevista, per Facebook sicuramente stra progettata. Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg afferma che al momento non sono importanti i profitti del social ma la sua diffusione. Nel frattempo però acquista l’1,6% di Microsoft (fonte BitCity), motivando la necessità di un forte e legato partner tecnologico. Notate che attualmente facebook è in PHP, su server Apache e db MySql… un po’ OT per mamma MS!

 

Ma il recente boom è un imprevisto?

A inizio anno Facebook poteva contare una milionata di iscritti. A settembre si parla già di 4,5 milioni di partecipanti attivi. Una crescita del 450% in nove mesi (fonte diregiovani). Dal milione di utenti registrato ad inizio anno, si è passati a 4,5mln a settembre.  Secondo voi un’azienda che non prevede un simile boom può tecnicamente sostenere un’aumento di popolarità simile? Avete idea del carico a livello di processo delle informazioni, di memorizzazione e di banda è necessario per condividere ogni giorno Tera (10 12) di informazioni e correlarle tra loro?

Tanto per dare qualche dato (aprile 2008):

Number of MySQL servers - 1,800
Number of MySQL DBAs - 2
Number of Web servers - 10,000
Number of Memcached servers - 805

(via devleap)

Dando una occhiata alla crescita mondiale possiamo notare la diversità nella diffusione del social network tra Usa e Italia. Noi poveri Digital Divideiani rappresentiamo circa un settimo del carico americano. La crescita Americana ha una certa regolarità nel tempo, mentre in Italia pare che Facebook sia nato due mesi fa?

Io il profilo ce l’ho da anni, ma solo recentemente con un approccio continuativo: prima era uno strumento come tanti altri (linkedin, myspace, orkut…). Oggi è uno strumento a diffusione praticamente totale: troviamo chiunque. Il merito? Sicuramente dell’idea del social, della sua struttura e della sua qualità di erogazione del servizio. A livello marketing il merito è dei media tradizionali: carta, radio e televisione.

Per missione o per vocazione negli ultimi mesi non si parla d’altro. Un megafono mediatico che porta chi è fuori a sentirsi isolato. Diverso. Quindi? E’ necessario iscriversi.

 

Il futuro

La situazione in Italia si sta aggravando tanto quanto si sta impennando la linea di crescita di Facebook. Solo a giugno 2008 avevamo questi dati:

sono 19,6 milioni di utenti domestici (+8% rispetto ad aprile), connessi nel mese per oltre 14 ore (una in più rispetto al mese precedente) e che hanno visualizzato in media 1170 pagine (+14%). Più limitati invece gli incrementi dall’ufficio, che erano rimasti piuttosto alti anche ad aprile: gli utenti unici crescono dell’1% e sfiorano i 10 milioni, stabili o in lieve crescita i consumi. (via achille, audiweb).

Ma cosa succede agli accessi dall’ufficio da quando Facebook impazza? La toolbar di Facebook e le notifiche via email uccidono le connessioni aziendali ma soprattutto riducono la produttività del personale. E le aziende corrono ai ripari, chiudendo gli accessi al social network. Ci sarà un calo? A mio avviso tremendo… ma ricordatemi di rivedere i dati su google trends fra un paio di mesi.

Repubblica intitola "Azienda in guerra contro Facebook". Nessun titolo migliore rispetto a questo.

Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". [...] Secondo un’inchiesta, realizzata da un’azienda che si occupa di sicurezza informatica (quindi fonte che è parte in causa), la Barracuda, la metà delle aziende americane blocca quei siti. Ma in realtà per Facebook il dato non va oltre il 26%. E fin qui si tratta di aziende private. (via Repubblica)

E il marketing? Come reagiranno le principali web marketing agency italiane che da mesi investono milionate di ore al giorno per generare comunity con migliaia di utenti profilati in modo pressochè gratuito? Come reagiranno quando non potranno più accedere o magari hanno il nullaosta all’accesso ma la gente che frequenta cala ogni giorno di più?

Staremo a vedere. Riuscirà il fenomeno web2.0 del 2008 a sopravvivere al suo stesso esagerato successo? Nel frattempo continuiamo in questo BAR virtuale la discussione: se vi va!