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Articolo taggato ‘marketing’

Facebook, regole e falsi amici

January 15th, 2010 15 comments

Vuoi diventare mio amico su Facebook?La bellezza della libertà del web è che ci sono delle regole, spesso tacite, che aiutano la civile convivenza. Il difetto primario dell'anarchia è la della difficoltà di esistere senza regole. Poi potremo parlare di libertà e di oppressione ma non è questa la sede e io non ne ho le capacità…

Dopo questa prolissa e inutile introduzione, tanto per farmi un po' bello di venerdì mattina, andiamo al solo: anche su Facebook ci sono delle regole. La prima di tutte, formalizzata, è che le iscrizioni come utenti devono essere fatte da persone fisiche, pena la rimozione dell'utente stesso. Leggi tutto…

Death advertising

December 23rd, 2009 1 comment

Esempio di Death AdvertisingMarketing e advertising vanno a spasso a braccetto nel mondo dell'innovazione e della stravaganza. Con l'avvento del marketing virale, e del marketing non convenzionale in generale, sono caduti numerosi tabu per quanto riguarda le campagne pubblicitarie offline e online.

Oggi stavo curando il mio blog di video divertenti, quando una particolare pubblicità mi è saltata all'occhio. Generalmente – in rispetto del teorema di Merlinox su adsense – non clicco molto sulle pubblicità, e soprattutto al 90% riesco ad individuare le marketing trap, da normali pulsanti di azione. In modo particolare se sono nel mio sito, altrimenti sarebbe da chiamare in causa gli #sbirulinofact. Leggi tutto…

CenerOntola fa marketing

October 13th, 2009 8 comments

Chi ha visto Cenerentola? (by Davide Nonino)Cenerentola vi aiuterà a fare marketing, sempre siate in grado di trovarla. Non sono uscito di senno, sto solo riutilizzando il titolo del libro dell’amico Davide Nonino "Chi ha visto Cenerontola? Manuale pratico per giovani scrittori".

L’ho conosciuto tramite l’attività di Ricette 2.0 e si è immediatamente reso disponibile collaborando al primo contest e aiutandomi con consigli molto utili da chi vede le cose anche dall’altro lato dello sviluppo. La recensione del libro ora non sono in grado di farvela: l’ho appena ordinato, dubito sia già arrivata anche solo la notifica a Davide.

L’ho preso a scatola chiusa, certo che i contenuti saranno validissimi. Il libro "manuale pratico" vuole accompagnare chi desidera intraprendere la strada della scrittura partendo dalla ricerca delle idee fino ad arrivare alla stesura della storia. Tra scrittura creativi, esercizi pratici e giochi sarà possibile fare quella scalinata che da voglia di scrivere un libro porta allo scaffale. Leggi tutto…

Starbucks Guerilla Dance

May 14th, 2009 6 comments

365:D-195:  mmmm...coffee. di bitcaIl mondo pubblicitario è in completa rivoluzione. Le nuove forme di advertising escono dai confini dei media tradizionali, fino ad arrivare alla sceneggiatura di vere e proprie esibizioni improvvise in strada. Forme di guerilla marketing, che prevalngono le une sulle altre per vari fattori quali: effetto sorpresa, numero di persone coinvolte consapevoli o incosapevoli.

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Twitter: lavoro o distrazione?

May 13th, 2009 19 comments

Proprio qualche giorno fa su Friendfeed si è accesa una lunga discussione sul tema Facebook e "repressione". Ovvero sulla chiusura di alcuni servizi web ai dipendenti delle aziende. La discussione aperta dal post di Michele Ficara "Social not work" ha dato spazio a tutti di esprimere la propria opinione e chiaramente le soluzioni risultanti sono state tutte quelle che si possono inteporre tra il "chiudo tutto e lavora"  fino ad arrivare al "fai quel ca**o che vuoi, nei tempi e nei modi in cui è da fare".

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Pubblicità con tag (tag advertising?)

May 7th, 2009 2 comments

Oggi ho visto un esempio di pubblicità veramente eccezionale. L’ho chiamata io tag advertising ma non so se è la sua definizione corretta: sinceramente non l’avevo mai vista.

Una forma di pubblicità a mio avviso straordinaria che va contro il Teorema di Merlinox su Adsense: in questo caso punta proprio ad attrarre l’attenzione sui soli interessati, che capiscono che da lì hanno la possibilità di accedere alla proposta. Leggi tutto…

Siti aziendali e news

January 28th, 2009 9 comments

Addio al blog aziendale Ducati. In foto una modella con dietro una 1098.Leggo con interesse il post di Antonio Consoli di ProBlogging sul corporate blog e sulla presunta crisi di questo tipo di comunicazione:

Sono molti, troppi, quelli che oggi parlano di crisi del corporate blogging. La ricerca di Forrester di qualche settimana fa, la chiusura – in Italia – dei blog di Mandarina Duck e Ducati, e via tutti – grandi e piccoli – a parlare di crisi, crisi dello strumento, del modello, addirittura di crisi della conversazione [...]

Ho dato una occhiata alla citata ricerca di Forrester, che mette a confronto diverse modalità di comunicazione e l’appeal delle stesse nei confronti dei destinatari. Il titolo è "How much do you trust the following information sources?".

I blog aziendali, come fonte di informazione hanno una credibilità del 16%. Vediamo la classifica completa:

  1. email da persone conosciute (77%)
  2. recensioni dei consumatori (60%)
  3. portali, motori di ricerca (50%)
  4. pagine gialle cartacee (48%)
  5. giornali (46%)
  6. link di persone conosciute sui social network (43%)
  7. riviste (39%)
    radio (39%)
    siti impotanti (39%)
  8. Wikipedia e affini (33%)
  9. newsletter aziendali (28%)
  10. newsletter aziendali 1to1 (25%)
  11. bacheche (21%)
  12. classifiche online (20%)
  13. blog personali (18%)
    link di aziende sui social network (18%)
  14. blog aziendali (16%)

Provo a calare questi dati nella situazione italiana fatta di piccole medie imprese. Quale è il costo reale per la gestione di un corporate blog (blog aziendale)? Strutturare un sito informativo simile necessità di molteplici variabili a mio avviso:

  • una strategia di marketing con obiettivi specifici
  • un responsabile della comunciazione in grado di capire cosa si può scrivere, cosa non si può e cosa si deve scrivere
  • un SEO in grado di accoppiare le necessità di comunicazione / marketing, assieme alle necessità di indicizzazione
  • un team / persona in grado di scrivere correttamente seguendo le indicazioni di cui sopra

A tutto questo bisogna aggiungere un pizzico di fantasia nel trovare ogni giorno argomenti validi e interessanti per coinvolgere l’utenza e la blogosfera.

Tutto questo ha un costo rilevante. E in un periodo di crisi globale come quello che stiamo vivendo, la prima spesa che viene tagliata dalle aziende di solito è proprio l’advertising. Senza contare che la maggior parte delle aziende italiane è di piccolo medio taglio e non ha assolutamente all’interno competenze tali per seguire dettagliatamente un piano marketing, ma nemmeno per farlo.

A questo punto mi chiedo: vale la pena uno sforzo simile se poi la credibilità del mezzo è così bassa? Non c’è il rischio (mi permetto di dire "forse" come il caso Ducati) che il blog da corporate si trasformi nell’ennesimo punto di ritrovo online dei fan di un certo brand / prodotto? Non è forse meglio investire in markette, più o meno trasparenti, puntando su media tradizionali, ezine o addirittura blogosfera? O al minimo su prodotti CRM di fascia bassa o addirittura freeware?

Io non sono un marketing man, ma è anni che curo siti, soprattutto corporate, e le difficoltà maggiori sono sempre state quelle di recuperare materiale dalle aziende che volevano il sito corporate. Per non parlare dell’assoluta inaffidabilità di tutti coloro che promettevano di curare il sito (sezione news!!!) almeno con cadenza settimanale, e che invece abbandonano la paginetta "ultime notizie" al nulla.

 

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Google Penalizzazione o distrazione?

November 13th, 2008 21 comments

Stavo analizzando le statistiche di questo blog. Cosa che purtroppo faccio raramente: per me Crossover è più una valvola di sfogo e un quaderno degli appunti, che un sito su cui fare marketing o altro.

In ogni caso noto un violento calo di accessi. Cerco di capire il perchè cercando nelle fonti di traffico. Noto che il problema è lì. Ma che posso focalizzarlo ancora meglio. Google ha avuto un calo impressionante. Qualcosina ha perso anche da MSN. Ma perchè?

Visto il grafico il primo pensiero è stato "ca**o  mi hanno penalizzato". Ma poi ho pensato un attimo e mi sono reso conto che non avevo fatto nulla di male, almeno qui.

Verifico le parole chiave e nelle prime 10 niente di particolare: alti e basi. Estendo alle prime 100 e mi rendo conto di avere perso 2-300 parole chiave dalla long tail. Quelle "inutili" parole che portano 1 visita al giorno ma che insieme sono la base del successo di un sito e comunque portano centinaia di visite.

Cosa fare? La lettura dei report delle chiavi non mi porta niente. La lettura storica nemmeno. C’è solo questa cascata e poi la situazione rimane catastrofica.

Da blog.merlinox.com

Inizia così la saga della penalizzazione…

  1. Chiedo aiuto a quel gran internetmarkettaro di Tommaso. Subito identifica da gran professionista quale è il problema e mi chiede "’zzo hai combinato?". Guardiamo insieme le operazioni online su quel periodo ma niente da fare. Non troviamo nulla.
  2. Passo in rassegna il sito grazie ai Google Webmasters Tools. Vedo che ho parecchi errori 404: molti dovuti a pagine sbagliate del vecchio blog, molti dovuti a problemi con i permalink. Correggo un po’ di post e metto (via quel santo di Enrizo) un po’ di regole nel .htaccess. Temo però che il problema non sia qui.
  3. Nel frattempo il buon Paolo mi contatta per verificare un suo post. Su cosa? Sulle google penalizzazioni! Dentro di me penso "che fa mi prende per il cu….?". Invece no. Leggo il suo ottimo post e procedo seguendo i suoi consigli. Anche se lui via IM punta il dito sul mio lato oscuro. Allora da bravo SEO integralista apro Xenu e cerco eventuali miei link che puntano a siti porcelloni o non graditi da google. Anzi siti OT rispetto al web2.0! Metto un po’ di nofollow e un po’ di external. Un lavoraccio lungo e rovinoso. Scopro però che dal report di Xenu, guardando le proprietà di una riga di un External posso vedere da dove IO lo link (outbound link).
  4. Senza perdere tempo sfrutto anche un nuovo amico: Alessio the Real Seo! Da remoto inizia a farmi l’analisi al sito e mentre io continuo a girovagare tra i link mi dice "Hai per caso un plugin su wordpress per i tag"? Non capisco la domanda ma dalla tensione sono quasi propenso a pensare che questo non ci capisca una mazza… bel personaggio sono! Lui continua ad analizzare e io girovago per i miei SEO plugin & Co….

Morale della favola

Basta gridare al lupo al lupo ogni problema. Questa volta Google non c’entrava proprio nulla. E mi scuso pubblicamente per avergli inviato una email di motivazioni… mea culpa, mea grandissima culpa. Grazie ad Alessio mi sono reso conto che avevo problemi al robots.txt generato dal plugin delle sitemap per google settato molto molto male: avevo detto di non inserire categorie, archivi e tag. Tale settaggio si è riversato sulla funzione "crea robots.txt". Durante l’analisi ho notato anche alcuni permalink con caratteri strani che quando arrivavano in Sitemap ne causavano l’uscita dalla conformità del formato!

Ho scoperto poi che anche su All in One SEO pack avevo dei problemi: le pagine dei tag, categories, archive erano NO INDEX. Gli avevo detto di non indicizzare.

Altro che perdere la long tail… avevo detto a google che tutta la roba che non è in homepage o quasi non la doveva leggere.

Con vergona ho imparato la lezione e mi permetto però di lanciare un monito: basta puntare il dito sempre su Google e su teorie fantascientifiche. Basta cercare il pelo del no-follow per ottimizzare il peiggeranche… ci sono delle cavolate che facciamo molto molto più grosse e soprattutto CERTE.

Grazie a tutti!

 ps: appena finito di fare quanto descritto per 5 minuti non ero più riconosciuto da google… caso o avvertimento… :)

Sara Varone: il nuovo fenomeno di comunicazione e marketing

September 26th, 2008 4 comments

E’ sicuramente, dopo Google, l’evento web più importante di tutti i tempi e non esagero. Non so ancora dirvi se l’ha fatto apposta, oppure le è venuto per caso, ma il miracolo mediatico è stato fatto.

Da ragazza di borgata, Sara Varone è diventata famosa prima per aver rubato l’uomo alla splendida Sabrina Ferilli, poi per la partecipazione al più trash dei programmi TV: buona domenica!

Il suo seno è sicuramente fuori norma e spesso anche i suoi abiti sono fuori misura. Un saltello in più, la magia di youtube e Sara Varone ha fatto breccia nei motori di ricerca di tutto il mondo!

Sara Varone: fenomeno marketing

Infine, qualche mese di calo e la svolta definitiva: il rumors del Calendario 2009 di Sara Varone Nuda: l’inizio della follia. Parte il TGCOMcon 2-3 foto inedite, quindi gli amici di sballato,  quindi il resto del mondo. La blogosfera impazzisce e i siti fanno a gara di chi primeggiarà nella SERP. Parlando proprio con il team di Sballato ci segnalano che il post tributo alle tette di Sara "Sara Varone Boobs Tribute" è stato qualcosa di incredibile. Ci passano anche i dati ufficiali sino a ieri:

- Data di pubblicazione: 15 maggio 2008
- Pagine visualizzate / uniche: 50.725 / 25.904
- 79,58% di visite dagli USA, 16,23% dall’Europa, 2,02% dall’Asia, 1,64 % dall’Oceania (424 pagine viste…)

Se per voi questo non è un fenomeno… ma guardiamo un po’ più in grande e vediamo le varie SERP di google cosa restituiscono per la frase "Sara Varone", tra virgolette così non ci sono errori:

  •  379.000 risultati su Google in tutto il mondo
  • 77.800 risultati su Google pagine italiane
  • 24 risultati news solo nell’ultimo mese
  • 38.200 immagini su Google Images
  • 3.247 risultati sulla ricerca Google nei blog, 11 pagine di risultati su Wikio, 10 risultati su Only for Men e 124 video su Blinkx!

Vi sfido a questo punto a cercare un altro fenomeno simile, esclusa però Denise Milani, che quella vive nel web e fa quello per lavoro!!!

Facebook: obiettivo target

September 11th, 2008 No comments

Facebook  è stato dichiarato come il primo social della rete. E’ sicuramente uno strumento eccezionale. Senza contare le numerose applicazioni ad esso collegate e la possibilità di svilupparne delle altre.

Se Twitter è stato un successo per gli utenti smanettoni del web e un evento orgasmonico per i veri iNerd, Facebook rappresenta molto di più. O meglio la funzionalità di twittering è il minimo di quello che Facebook offre.

Una delle cose più interessanti di Facebook secondo me è la possibilità di creare gruppi. I temi possono essere sociali, geografici, anagrafici. Ccon un po’ di sale in zucca si possono creare gruppi ottimamente targettizzati. Se questo può essere importante per migliorare le vostre relazioni sociali, oppure per migliorare il vostro marketing ranking, questo non posso dirvelo io. E’ certo però che stanno arrivando in piattaforma valangate di avvoltoi in cerca di "nuovi prati su cui brucare".

Nel mio piccolo ho creato alcuni gruppi per relazionarmi con le persone che più mi interessavano e per testare al meglio la piattaforma. Devo dire che uno dei gruppi è stato un vero successo: boom di iscrizioni!

  • Mi so de Rovigo
    Riunisce gli utilizzatori di Facebook di Rovigo (e provincia). Nel giro di pochissimi giorni le iscrizioni sono state veramente numerose.
  • Mi so Veneto!
    L’idea di base era quella di "Mi so de Rovigo", però ci ho investito molto meno tempo e le registrazioni sono state meno per numero e diffusione.
    Sarà che il senso di aggregazione nel piccolo (target inferiore) è nettamente maggiore?
    Sarà che un piccolo target, specie se geografico, è molto più legato alla vita reale e che quindi lo strumento diventa un mezzo di comunicazione della vita reale e non uno stargate verso la vita virtuale?
  • Classe 1977
    Neonato gruppo. Ancora da testare… anzi se qualcuno è dell’annata giusta si iscriva subito :)

 

Insomma la piattaforma Facebook a degli altissimi margini su cui lavorare, purtroppo non offre strumenti di ricerca degli utenti avanzati (sesso, età, location, hobby, …) ma forse lo fanno proprio apposta!
C’è chi pensa che con Facebook si possa guadagnare: magari ha pure ragione e magare il fatto di poter massimizzare la targetizzazione da una grossa grossa mano!

Per concludere, come in ogni ambiente popolare che si rispetti, da qualche tempo è nato un gruppo contro la nuova versione di Facebook (se volete approfondire…). Io dico: "che palle". Sempre le solite cose in ogni posto… però forse è bello così! Specie per chi ha avuto l’idea che è riuscito a cumulare in pochissimo quasi un milione di iscritti

Per chi volesse rimanere old version a vita in alto a destra c’è un tasto per farlo: ma forse la paura di perdere tutte le nuove cazzatine di Facebook per sempre spaventa pure i rivoltosi :)