Sul web si continuano a leggere critiche nei confronti del nuovo logo del – fu – portale turistico Italia.it. Portale che pare debba essere rianimato del neo ministro Brambilla. Come tutti sapete io adoro l’Italia, l’italianità e la cucina italiana, tanto da creare un motore di ricerca per ricette.
Oggi ho deciso di fare il mio dovere di cittadino e di professionista. E con umiltà mi sono rivolto al neo Ministro Michela Brambilla, sperando in una condivisione di quanto ho scritto. La lettara è stata inviata al Ministro del Turismo tramite il suo sito personale, alla pagina contatti. Leggi tutto…
Dentro un logo c’è una quantità tale di creatività e di strategia che il più delle volte riusciamo a vederne anche in loghi fatti a caso. Ma la cosa più simpatica (parlo per esperienza personale) è quando si crea un logo carino e si decide quale significato strategoFiloPoetico assegnarvi.
Girovagando online in cerca di ispirazioni ho trovato un sito controtendenza il cui titolo del post è "How not to design a logo": cosa non dovete fare. A noi figli dell’era NoLogo, questo titolo sicuramente crea curiosità e poi (da tecnico) dico che spesso è molto meglio sapere le cose da evitare, piuttosto che quelle da fare.
Dopo numerose versioni sono giunto ad un bivio e mi serve il vostro aiuto. Sto creando un logo e ormai devo solo decidere quale dei due sciegliere. Mi date una mano? Se non si vede il sondaggio qui sotto vi prego di cliccare qui.
Girovagando casualmente tramite il bottoncino di Stumbleupon mi sono imbattuto su un interessante post riguardante il Logo Design. Sembra una banalità, ma il logo, specie negli ultimi anni, ha una importanza sempre maggiore, primo soggetto delle teorie di marketing denominate Branding.
Le caratteristiche di un logo IMHO sono poche:
impatto visivo
facilità di ricordarlo
riproducibilità a qualsiasi dimensione (micro > macro).
Leggiamo però alcune delle 45 regole che Tanner Site propone, in un linguaggio assolutamente atipico e diretto, con molti esempi per meglio capire la strada giusta da affrontare:
non usare più di 3 colori
eliminare qualsiasi cosa non necessaria
il carattere deve essere talmente facile che lo può leggere pure vostra nonna
il logo deve essere riconoscibile
creare il logo in un’unica forma
ignorare completamente le critiche dei genitori o dei consorti
avere la conferma che il logo è figo da almeno 3 persone
non combinare idee di altri loghi e poi dire che il vostro logo è originale
non usare clipart
il logo deve vedersi bene anche in bianco e nero
Il logo deve essere riconoscibile anche con i colori invertiti
Il logo deve essere ben ridimensionabile
Pare complementare ogni singolo elemento di un logo
…
Non usare effetti speciali
…
…
Considerare il target del logo (sia di mercato sia di dove va pubblicato, ndr)
Adoro l’approccio di Tanner Christensen, non si perde in sofismi o tecnicismi, dice le cose dirette esemplificando anche i concetti. Banale? Non direi… direi sicuramente diretto e comprensibile da molti.
Anche da chi pensa (i clienti…, ndr) che fare il logo sia un lavoro da 10 minuti, fattibile in word!!!
p.s.: in testa il logo di “Università di Rovigo“, un gruppo di Facebook a cui partecipo, in quanto veterano di quei Anni Mitici! Purtroppo nel mezzo c’è una clipart, ma questo logo era a costo zero e tempo zero: scusa Tanner.
Non ho proprio voglia di sprecare molte parole su italia.it. Tantissime ne sono già state dette, tantissime ne verranno ridette dalla blogosfera, e di eco dalla stampa.
A questo punto penso non resti altro che provare ad essere simpatici, ironici e un pelino satirici.
Insomma, il progetto torna alla ribalta “grazie a” Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo. (viaSitissimo.com)
A questo punto se una testa di serie come la Brambilla si mette in gioco con un progetto simile, come minimo bisogna cambiarne il logo! Ecco il nuovo logo di Italia.it!
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