Co.Comments è morto
Ragazzi seguire tutti i commenti in giro per la blogosfera sta diventando veramente una dura impresa. Buono per quei blog che hanno la notifica via email, ma per gli altri?
Ragazzi seguire tutti i commenti in giro per la blogosfera sta diventando veramente una dura impresa. Buono per quei blog che hanno la notifica via email, ma per gli altri?
Questo momento prima o poi doveva arrivare. Era già arrivato ma poi la fame di accessi era più forte della mia volonta e ho ceduto. Sono un ipocrita e oggi con voi mi confesso e chiudo definitivamente.
Spesso online si trovano post scritti più da visionari che da blogger, dove si vogliono dare delle regole di successo. Devo dire che ne sono un assiduo lettore, forse per gli stessi motivi per cui ogni tanto ascolto le telefonate ai sedicenti maghi televisivi.
Il mio pensiero? Ci sono due regole base: qualità e leggibilità! Nelle mie letture ho trovato un post inglese che un po’ la pensava come me e vorrei proporvelo nella mia chiave di lettura. L’articolo divide il buon blogger dandogli tre macro indicazioni: contenuti, frequenza, competenza, di nicchia (verticalità).
Ci fu un tempo in cui i blogger, traumatizzati dal passaggio inconsapevole tra 1.0 e 2.0, scrivevano post autoreferenziali tipo "I blog che mi leggono". Chissà cosa succederebbe se qualcuno (tipo me) rilanciasse una iniziativa simile due anni dopo, alle porte del 3.0: il web semantico!
Però confesso che mi piacerebbe sentire la vostra voce una volta ancora. Sarei curioso di sapere cosa per voi è cambiato in questi due anni. Quali novità nella vostra vita, nel vostro lavoro e nella vostra blogosfera.
Tante cose sono cambiate. Ci fu un tempo in cui Sbirulino era un mito, il green computing era solo un modo per tamarrare il proprio PC con delle lucette simpatiche e se si pensava al cloud computing magari si stava semplicemente scrivendo una email al proprio amore!
Il mondo della blogosfera si suddivide in due macro famiglie. Quelli che usano Wordpress e quelli che usano Blogspot (la piattaforma per blogger di Google). Principali differenze:
Wordpress è in php / mysql e necessità di un server dove essere installato. Al più che voi usiate la piattaforma condivisa di wordpress.com, accettandone le numerose limitazioni, tipo che non potete inserire pubblicità o fare pesanti modifiche ai template. Leggi tutto…
La creazione di un nuovo blog è sempre una cosa emozionante, almeno per me. Spesso è un processo sottovalutato data la facilità ormai concessa dagli strumenti online.
Creare un blog su blogger necessita di pochi minuti e in un attimo il proprio pensiero è online. Ma è davvero così semplice?
Si e No. Come in ogni progetto tutto dipende dagli obiettivi che ognuno si prefigge. Se vuoi un blog tuo personale, un tuo diaro online come sfogo, il tuo obiettivo lo hai già raggiunto al momento in cui pubblichi il primo post. Se vuoi un blog che parla di Tips & Tricks di computer, piuttosto che di Hacking, sicuramente uno dei tuoi obiettivi è quello di divenire popolare. Leggi tutto…
Leggo con interesse il post di Antonio Consoli di ProBlogging sul corporate blog e sulla presunta crisi di questo tipo di comunicazione:
Sono molti, troppi, quelli che oggi parlano di crisi del corporate blogging. La ricerca di Forrester di qualche settimana fa, la chiusura – in Italia – dei blog di Mandarina Duck e Ducati, e via tutti – grandi e piccoli – a parlare di crisi, crisi dello strumento, del modello, addirittura di crisi della conversazione [...]
Ho dato una occhiata alla citata ricerca di Forrester, che mette a confronto diverse modalità di comunicazione e l’appeal delle stesse nei confronti dei destinatari. Il titolo è "How much do you trust the following information sources?".
I blog aziendali, come fonte di informazione hanno una credibilità del 16%. Vediamo la classifica completa:
Provo a calare questi dati nella situazione italiana fatta di piccole medie imprese. Quale è il costo reale per la gestione di un corporate blog (blog aziendale)? Strutturare un sito informativo simile necessità di molteplici variabili a mio avviso:
A tutto questo bisogna aggiungere un pizzico di fantasia nel trovare ogni giorno argomenti validi e interessanti per coinvolgere l’utenza e la blogosfera.
Tutto questo ha un costo rilevante. E in un periodo di crisi globale come quello che stiamo vivendo, la prima spesa che viene tagliata dalle aziende di solito è proprio l’advertising. Senza contare che la maggior parte delle aziende italiane è di piccolo medio taglio e non ha assolutamente all’interno competenze tali per seguire dettagliatamente un piano marketing, ma nemmeno per farlo.
A questo punto mi chiedo: vale la pena uno sforzo simile se poi la credibilità del mezzo è così bassa? Non c’è il rischio (mi permetto di dire "forse" come il caso Ducati) che il blog da corporate si trasformi nell’ennesimo punto di ritrovo online dei fan di un certo brand / prodotto? Non è forse meglio investire in markette, più o meno trasparenti, puntando su media tradizionali, ezine o addirittura blogosfera? O al minimo su prodotti CRM di fascia bassa o addirittura freeware?
Io non sono un marketing man, ma è anni che curo siti, soprattutto corporate, e le difficoltà maggiori sono sempre state quelle di recuperare materiale dalle aziende che volevano il sito corporate. Per non parlare dell’assoluta inaffidabilità di tutti coloro che promettevano di curare il sito (sezione news!!!) almeno con cadenza settimanale, e che invece abbandonano la paginetta "ultime notizie" al nulla.
Eccoci nuovamente all’appuntamento settimanale con blogger italiani, il portale del meglio italiano della web2.0. La settimana passata ha visto come protagonista i film online, ma anche il restyling di un nuovo blog e un po’ di voyeurismo made in iPhone (un pensiero rivolto a Steve Jobs… non mollare!!!), ma non solo…
Dimenticavo: abbiamo superato la soglia dei 300 iscritti
Vediamo un po’ gli eletti della 2.0:
Nuovo appuntamento con l’RSS. Ecco i più letti tramite il prezioso FEED degli ultimi sette giorni:
Come al solito grazie a tutti i blogger citati, ma soprattutto a tutti i professionisti e al loro giornaliero impegno. Se volete lasciare un pensiero fate come se foste a casa vostra.
Ogni giorno molti amici mi chiedono come è possibile aumentare il traffico nel proprio sito.
Il consiglio che di cuore mi sento di dare è quello di puntare su:
Vivere la blogosfera non significa solamente girare per i blog a commentare (moltissimi hanno iniziato così e vivono ancora di rendità così) ma anche sfruttare gli aggregatori.
Esempio: prima di scrivere un post controllate se l’argomento è stato già trattato su blogger italiani. Se si scoprite come, verificate se è stato esploso completamente o se si sono dette delle cose che ritenete non corrette. Scrivete quindi il vostro post citando le fonti che avete letto, criticandole o prendendone semplicemente spunto. Il guadagno? Crescita culturale, contenuti innovativi e sicuro scambio di link ad altissimo rendimento, in quanto l’argomento è coerente.
Se invece volete qualcosa di più o volete la vita più facile potreste provare prodotti di scambio link, scambio banner o prodotti innovativi per l’aumento del traffico nel sito. Oggi ho scoperto "Article Marketing Turbo".
Article Marketing Turbo pare permetta di inviare i contenuti, gli articoli, le notizie, i post del proprio sito web ad un’ampia ed aggiornata lista di siti di Editoria Sociale, di Social Bookmarking e di Article Marketing: non male, contando quanto ci costa ogni giorno pubblicare su 2-3 social e poi "segnalare" agli amici che l’abbiamo fatto. Secondo quanto dicono loro, pare aggiornino gli algoritmi giornalmente, per offrire sempre più siti a cui segnalare… da provare insomma: ad oggi i siti su cui segnalano sono 110: nel sito inoltre la possibilità di provarlo! Attenzione Article Marketing Turbo è un prodotto a pagamento.
Secondo Enrico Sigurtà avere il blog multilingua è uno dei fattori che permette di guadagnare di più con il proprio blog, sfruttando Adsense. La sua proposta, diciamo economica, è quella di sfruttare gli strumenti di traduzione online gratuiti: infatti propone Babelfish, il tools da sempre usato da Altavista.
Io che sono più filogugolliano propongo invece la soluzione utilizzando Google Translate. Se andate nel sito Google stesso mette a disposizione uno script da inserire nel sito per avere un comodo gadget con menù a tendina e decine di lingue disponibili. Con un click il navigatore ottiene il sito tradotto.
Devo dire che i risultati, specie per chi spinge un po’ su linguaggio e slangy, non sono sempre affidabili. Ammetto però che sempre più spesso i risultati di Google Translate sono decisamente buoni. O almeno permettono di capire il linguo nell’idioma sconosciuto.
Propongo una soluzione alternativa: sfruttiamo il traduttore di Google ma con un pizzico di javascript creiamoci il nostro link personalizzato da mettere dove vogliamo. Sostanzialmente prendiamo il link che genera il tool-traduttore (menù a tendina) e facciamo in modo di creare il link con l’indirizzo della pagina in cui siamo.
<a href="javascript:location.href='http://translate.google.com/translate?client=tmpg&hl=en&u=' + encodeURIComponent(location.href) + '&langpair=it|en';pageTracker._trackEvent('gTranslate','clickFromPost','en');">English »</a><br />
Spiegazione del link:
Tutto chiaro? Altrimenti fate un fischio nei commenti!
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