Siti aziendali e news

Addio al blog aziendale Ducati. In foto una modella con dietro una 1098.Leggo con interesse il post di Antonio Consoli di ProBlogging sul corporate blog e sulla presunta crisi di questo tipo di comunicazione:

Sono molti, troppi, quelli che oggi parlano di crisi del corporate blogging. La ricerca di Forrester di qualche settimana fa, la chiusura – in Italia – dei blog di Mandarina Duck e Ducati, e via tutti – grandi e piccoli – a parlare di crisi, crisi dello strumento, del modello, addirittura di crisi della conversazione […]

Ho dato una occhiata alla citata ricerca di Forrester, che mette a confronto diverse modalità di comunicazione e l’appeal delle stesse nei confronti dei destinatari. Il titolo è "How much do you trust the following information sources?".

I blog aziendali, come fonte di informazione hanno una credibilità del 16%. Vediamo la classifica completa:

  1. email da persone conosciute (77%)
  2. recensioni dei consumatori (60%)
  3. portali, motori di ricerca (50%)
  4. pagine gialle cartacee (48%)
  5. giornali (46%)
  6. link di persone conosciute sui social network (43%)
  7. riviste (39%)
    radio (39%)
    siti impotanti (39%)
  8. Wikipedia e affini (33%)
  9. newsletter aziendali (28%)
  10. newsletter aziendali 1to1 (25%)
  11. bacheche (21%)
  12. classifiche online (20%)
  13. blog personali (18%)
    link di aziende sui social network (18%)
  14. blog aziendali (16%)

Provo a calare questi dati nella situazione italiana fatta di piccole medie imprese. Quale è il costo reale per la gestione di un corporate blog (blog aziendale)? Strutturare un sito informativo simile necessità di molteplici variabili a mio avviso:

  • una strategia di marketing con obiettivi specifici
  • un responsabile della comunciazione in grado di capire cosa si può scrivere, cosa non si può e cosa si deve scrivere
  • un SEO in grado di accoppiare le necessità di comunicazione / marketing, assieme alle necessità di indicizzazione
  • un team / persona in grado di scrivere correttamente seguendo le indicazioni di cui sopra

A tutto questo bisogna aggiungere un pizzico di fantasia nel trovare ogni giorno argomenti validi e interessanti per coinvolgere l’utenza e la blogosfera.

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Tutto questo ha un costo rilevante. E in un periodo di crisi globale come quello che stiamo vivendo, la prima spesa che viene tagliata dalle aziende di solito è proprio l’advertising. Senza contare che la maggior parte delle aziende italiane è di piccolo medio taglio e non ha assolutamente all’interno competenze tali per seguire dettagliatamente un piano marketing, ma nemmeno per farlo.

A questo punto mi chiedo: vale la pena uno sforzo simile se poi la credibilità del mezzo è così bassa? Non c’è il rischio (mi permetto di dire "forse" come il caso Ducati) che il blog da corporate si trasformi nell’ennesimo punto di ritrovo online dei fan di un certo brand / prodotto? Non è forse meglio investire in markette, più o meno trasparenti, puntando su media tradizionali, ezine o addirittura blogosfera? O al minimo su prodotti CRM di fascia bassa o addirittura freeware?

Io non sono un marketing man, ma è anni che curo siti, soprattutto corporate, e le difficoltà maggiori sono sempre state quelle di recuperare materiale dalle aziende che volevano il sito corporate. Per non parlare dell’assoluta inaffidabilità di tutti coloro che promettevano di curare il sito (sezione news!!!) almeno con cadenza settimanale, e che invece abbandonano la paginetta "ultime notizie" al nulla.

 

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9 pensieri su “Siti aziendali e news

  1. yuri

    io vedo 2 “sbagli” (non riferiti al caso specifico)

    1)anche se un blog è corporate, forse incentrano un po troppo l’attenzione sull’azienda/prodotti che sul visitatore

    2)la cosa fondamentale: gl’italiani sono navigatori passivi, cioè non commentano sui blog o comunque non “vivono” la rete a meno che siano visitatori abituali od utenti di qualsiasi sito/blog/forum, forse pensano che internet sia per guru soltanto, per me all’ italiano medio che usa internet interessa soltanto: la chat, i video, i porno, scaricare e basta.

    facebook la vedono come chat…altro che web 3.0, web 1/2 forse, il digital divide comunque ha una grossa parte di colpa di questo

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  2. Merlinox Autore articolo

    1)Alla fine un corporate blog o parla dei prodotti, o è uno strumento di seo. La soluzione potrebbe essere una via di mezzo. Anche se (come da classifica) la gente non si fida di quanto scritto su un blog aziendale sui prodotti, in quanto chiaramente di parte.

    2) effettivamente se escludiamo l’autoreferenzialità il lavoro nella blogosfera non è facile, al più che l’argomento non sia sempre e solo il Web e affini. Siamo ancora in oligarchia del 2.0? Secondo me si! Corretto anche l’approccio a Facebook: condivido!

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  3. Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda

    Il corporate blog è puramente una questione culturale.

    Ho lavorato per anni nel marketing di grosse multinazionali e il loro approccio al web non è mai stato “integrale”.

    Le aziende aprono un sito, quasi come costrizione e non certo perché abbiano una strategia consolidata.

    Sul piano degli investimenti, sapete quanto costa un trafiletto su una qualsiasi rivista del settore? Uno spazio in tv? La radio?

    Il corporate blog richiede grandi doti di coinvolgimento: o si hanno i si delega qualcuno con più capacità.

    Le ricerche sui motori di ricerca aumentano ogni giorno, a dimostrazione che gli utenti usano il web per reperire informazioni.

    Alessandro

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  4. Merlinox Autore articolo

    Grazie Alessandro. Non ho capito però il tuo punto di vista. E’ il caso per una piccola realtà di investire su un blog aziendale, e se si in quale misura e con quanta “professionalità”?

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  5. Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda

    @Merlinox: Il mio punto di vista è di parte chiaramente. Nonostante la fase critica (che poi sinceramente non ho ancora riscontrato) le mie collabrazioni nascono tutte dai miei blog.

    Non trovo differenza tra piccola, media o grande realtà per utilizzare il corporate blog.

    Le aziende possono sempre dosare le competenze di un consulente e non è detto che necessitino di un piano completo a 360°.

    Il problema sussiste se l’azienda (o piccola impresa) non ha proprio qualità comunicative. In quel caso è come mettere un neo patentato al volante di una monoposto di F1.

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  6. yuri

    @ Merlinox

    indubbiamente che i blog aziendali nascono per pubblicizzare i prodotti o per la S.E.O., però non deve apparire 😉 , purtroppo si vede chiaramente

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  7. Merlinox Autore articolo

    Secondo me un blog aziendale dovrebbe parlare del contesto in cui è sita l’azienda e delle attività collaterali.
    Per i prodotti dovrebbero parlare le schede “tecniche”: ogni giudizio non avrebbe il minimo valore.

    Al massimo potrebbe fare una raccolta delle recensioni presenti online.

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  8. Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda

    Quello che faccio invece ad esempio nelle affiliazioni o nei blog dei clienti è scrivere articoli che siano il più distante possibile dalle schede informative, dove inserire strategicamente i link di riferimento.

    Articoli e schede sono due cose distinte. La prima può richiamare la seconda cercando di limiare il più possibile l’idea di pubblicità (quest’ultime solitamente spaventano i clienti).

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