SEO: uscire dalla penalizzazione

Una delle domande più ricorrenti nel mondo SEO è “il mio sito è penalizzato… come faccio”? L’unica risposta sicura che un professionista può dare è: quale delle – più o meno astratte – linee guida sono state violate? Perchè possiamo raccontarci qualsiasi cosa  e fare centomila test euristici, ma il punto debole è sempre quello: se ci sono variabili sconosciute e indipendenti il test non è riproducibile, non è scientifico!

Cosa è l’unica cosa certa nel mondo SEO e nel mondo Google? Le istruzioni per webmaster. Punto. L’articolo potrebbe fermarsi qui.

1. Individuare la penalizzazione

Il primo passo da fare è capire cosa diavolo sta succedendo e verificare si tratti effettivamente di una penalizzazione. Il primo rilevatore sarà il sistema di statistiche: è necessario vedere se effettivamente c’è un crollo di accessi con sorgente Google e se quel crollo è limitato ad alcune pagine o ad alcune chiavi.

Il passo successivo è capire se siamo stati penalizzati o bannati: questo lo si fa semplicemente con l’operatore site: seguito dal dominio.

site:http://blog.merlinox.com

Se stiamo stati bannati teoricamente il risultato dovrebbe essere la SERP vuota.

2. Andare dal confessore / specchio delle mie brame

Accertati che siamo stati penalizzati il prossimo passo è quello di andare dal confessore, o specchio specchio magico delle mie brame, e vedere se è notificato qualche errore: title duplicati, url irraggiungibili, notifiche di Google (impropabile  e nel caso in cui arrivano via email).

Quindi verificare che il nostro sito non sia raggiungibile tramite indirizzi diversi. Il più classico degli esempi è quando ogni pagina è raggiungibile sia con www sia senza, come prefisso: chiaramente senza un canonical appropriato.

Se avete un report del vostro sito aggiornato (tipo Xenu o Link Examiner) controllate che non ci siano nostri link a siti bannati, porno o comunque passabili come link a pagamento: nel dubbio un bel nofollow e passa la paura.

3. Esame di coscienza

Verificate tutte le cose preliminari del punto 2, non resta che prendere in mano le linee guida di Google e verificare punto per punto di non aver infranto nessuna regola.

Un’altra cosa importante da controllare è che qualcuno – magari di più “grosso” – non ci copi gli articoli e gli venga – danno+beffa – anche assegnata la loro paternità: scatta subito il contenuti duplicati act. Farlo è banale: un pezzettino di testo di un nostro articolo, magari centrale e non il solito incipit, e ricerchina su Google tra apici (“testo testo …”).

Se beccate qualcosa di anomalo seguite quindi le procedure del caso: mi copiano il sito!

4. Chiediamo scusa e ripartiamo

Quando tutto è apposto, anche la vostra anima, non vi resta che chiedere perdono al nuovo sommo padrone del mondo e richiedere umilmente di essere riconsiderati, spiegando al meglio cosa è successo e come avete recuperato il danno fatto (o subito). Per farlo c’è un modulo da compilare e poi tanta pazienza d’attesa, anche alcune settimane: dapprima una conferma di ricezione richiesta, quindi una risposta.

Richiesta riconsiderazione Google »

La richiesta riconsiderazione fa parte del pacchetto Google Webmaster Tools!

5. E ora???

Se tutti i vostri sforzi sono stati vani i consigli che possono darvi sono due, in base al vostro know how:

  • se siete dentro al mondo SEO confrontatevi e condividete a più non posso
  • se non siete esperti, rivolgetevi a qualche “vero” professionista: la riconoscerete perchè non vi prometterà nulla
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8 pensieri su “SEO: uscire dalla penalizzazione

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  2. Seo Roma

    Effettivamente queste poche ma chiare istruzioni dovrebbero esser prese in considerazione prima di incorrere in penalizzazioni, ovvero, perchè si viene bannati?
    A parte il punto 3, dove purtroppo è difficile fare prevenzione, per il resto si dovrebbe controllare sempre, ad esempio, dove facciamo backlinking o article marketing, dove acquistiamo (si lo so è illegale per Big G) e a chi vendiamo.

    E’ comunque sempr eun piacere leggerti, specialmente per il dono che hai della sintesi.

    Ciao

    Fabrizio

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