Second Life: Fu seconda vita?

Questo post rappresenta il mio articolo pubblicato su Blog Magazine di Aprile. Non perdetevi gli altri interessanti articoli! Per una lettura migliore, con un layout più curato e le immagini esplicative (grafici compresi) consiglio la lettura del magazine originale.

Cosa come e perché una vita parallela virtuale

Grazie all’aiuto di Ennio Pirolo, ho scoperto che online c’è un giovane ragazzo, di nome Antonio Salvi, che ha dedicato ore ed ore della sua vita a studiare SL e ad implementare soluzioni software basandosi sulla piattaforma 3D interattiva. Lo ringrazio anticipatamente per la disponibilità e per il materiale fornito che potete trovare online sul sito della sua tesi universitaria.

Second Life (SL) può essere considerato, dopo l’invenzione del web, una delle più geniali rivoluzioni tecniche e di comunicazione degli ultimi decenni. Per i pochi sopravissuti all’attacco mediatico di massa per la sua promozione, che ancora non sanno di cosa si stia parlando, cerco di spiegarlo brevemente, aggiungendo qualche curiosità.

Second Life è un ambiente virtuale, basato su modelli tridimensionali, che consente ai partecipanti di interagire tra di loro. Allo stato attuale in SL è possibile chattare, anche a voce (voice chat), condividere file e creare personaggi, ambienti ed oggetti coi quali interagire. Tutto ciò in prima persona attraverso il proprio personaggio denominato Avatar.
Il progetto originario in realtà è un libro “Snow Crash” firmato da Neal Stepherson nel 1991. Una storia futuristica con protagonisti: hacker, virus e buoni di turno. Ma ciò che segna definitivamente la creatività popolare (un po’ come fu Matrix qualche anno fa) è il Metaverso: una rete mondiale velocissima in grado di connettere tutto con tutto: immaginate una enorme sfera di connettività dal diametro di 1,6 volte quello della terra.
Quindi arriva l’ora di Philip Rosedale, che nello stesso anno, crede nel progetto e vuole renderlo più “reale” possibile. E’ il 1999: fonda la Linden Lab e crea Linden World: una specie di videogioco con personaggi (avatar) primitivi. L’evoluzione continua fino al 2003 quando il progetto diventa Secondo Life: 16 server e 1000 utenti.
Oggi SL (19 marzo 2009) conta milioni di utenti. Negli ultimi 60 giorni il contatore del programma conta quasi 1,5 milioni di residenti. Al momento in cui scrivo ce ne sono 80.000 online. I server sono più di 3000 e in quel mondo è necessario utilizzare una moneta chiamata Linden Dollars il cui rapporto di conversione è di circa di 330 L$ = 1€.

 

 

Cosa si può fare su SL

Second Life vi catapulta in un mondo molto simile a quello reale. A differenza di First Life (la vita reale) esistono avatar non umani, potete volare e potete farvi teletrasportare da un luogo ad un altro: cosa che per ora nella vita reale non è possibile, al più che voi siate due minuscoli atomi.
L’interazione tra gli avatar avviene tramite chat (testo+voce), mentre con gli oggetti l’interazione dipende da come sono stati programmati. Ad esempio un oggetto sgabello vi permette di sedervi. Un oggetto televisore vi permette di trasmettere dei video.
Incrociando queste funzionalità, integrandole con la possibilità di creare autonomamente gli oggetti, le funzionalità risultanti sono infinite. I soldi (Linden Dollars) servono per avere una vostra zona privata, per caricare file, per comprare servizi o oggetti pre-costituiti.

 

La mia esperienza su SL

Recentemente sono entrato in Second Life, dopo molto tempo. Devo dire che la GUI (Graphic User Interface) è migliorata fortemente. E anche l’usabilità. Dopo un primo momento di sconforto ho cercato aiuto nei Blogger Italiani 2.0 (ricerca: second life) e i primi consigli sono stati di guadagnare qualche Linden Dollars, cioè la valuta di Second Life, tramite delle stanze in cui ti pagano per esserci dentro. Il concetto l’ho capito: il diretto corrispondente dei visitatori di un sito. Più una stanza è visitate più è un appetitoso luogo di advertising.
Qualche minuto di frequentazioni e mi sono reso conto che era pieno di Geek come me che cercavano di parlare con delle gnoccolone svestite, le quali a loro volta erano dei meri sponsor per siti / stanze per adulti.
Ma che sia tutto così? La risposta è no, ma per trovare cose interessanti bisogna spulciare la blogosfera in cerca di SLUrl di qualità. Anzi pare che i creatori cerchino di frenare quanto possibile la pornografia 3d. Di qualche giorno l’annuncio di Linden Lab (vedi second life update) di aumentare i controlli e rimuovere il porno da Second Life, confinando gli amanti in una isola protetta e magari anche a pagamento (!!!).
Ma a questo punto mi chiedo: non mi conviene pagare qualcos’altro? Ok… sono un antimoralista, meglio ritornare sul tecnico.

 

La depressione

Ma la vera domanda che mi porto adosso è: perché? Perché creare una situazione irreale, scusate virtuale, per fare ciò che comunemente nella vita facciamo? Perché utilizzare delle complesse metodologie per comunicare e ritrovarsi, quando già esistono strumenti molto più semplici e usabili per farlo meglio e gratis?
Colto da depressione virtuale per non capire pienamente il successo del progetto, e sentendomi un po’ escluso dal mondo e un po’ retrogrado, ho deciso che era arrivato il momento di approfondire l’argomento. E’ perché non farlo con il re italiano della domanda riflessiva e del comunicato stampa? Con colui che tutto ha provato online per mera curiosità ma alla fine ne ha fatto un lavoro professionale di alto livello?
Approfitto di una amicizia di lunga data e vi regalo questa intervista a Fabrizio Pivari, uno di quelli che in SL ci crede. Siamo sicuri???

 

Intervista

Ciao Fabrizio, a quanto pare l’onda di Facebook ha travolto il web a 360°. Anche i media tradizionali si sono dedicati all’attività di divulgatori del verbo del libro-faccia, tralasciando le mode di qualche mese prima.
Una fra tutti la moda di Second Life, ormai dimenticato da blogosfera e stampa, ad esclusione di una intera puntata di CSI New York ambientata interamente nel mondo virtuale. Marchetta, volontariato o caso?
So che da anni tu sei uno degli italiani che più crede nel pixelato mondo di SL e sicuramente uno dei primi ad aver curato direttamente o indirettamente investimenti nel network 3D. Da dove nasce questa tua forte passione?

Da sempre l’informatica e ora internet, grazie ai media, sono stati bollati con gli anni di specifiche tecnologie:

  • l’anno della push tecnology
  • l’anno del CRM
  • l’anno del nanopublishing
  • l’anno di Second Life

Per quell’anno sembra che esista solo quello sulla faccia della terra e le aziende che non investono in quella tecnologia sono out. Ovviamente la realtà è diversa ma il giochetto è bello per tecnici, media, aziende informatiche, …
La mia passione per Second Life nasce da una considerazione semplice: per fare alcune cose non esiste ancora niente di meglio.
Immaginate un mondo vuoto dove vi viene data la possibilità di costruire quello che volete. Ovviamente è un mondo virtuale ma le possibilità soprattutto negli ambiti creativi sono incredibili.
Siete un regista e volete fare un film d’animazione innovativo, entrate in Second Life costruite lo scenario, vestite i vostri attori e girate il vostro film. Forse il risultato finale è ancora un po’ artigianale ma potete fare il tutto dotati di sola buona volontà.
Siete un artista e volete fare un’installazione virtuale: entrate in Second Life e vi potete sbizzarrire senza limiti alla fantasia.
Vi piace suonare uno strumento e vorreste suonarlo in diretta per un pubblico di amici sparsi per il mondo: li invitate in uno spazio Second Life, suonate a casa il vostro strumento trasmettendo la musica direttamente in streaming su Second Life.
Siete un architetto: potete costruire la vostra città perfetta e farla vedere ai vostri estimatori.

Altri settori molto incoraggianti sono quello della formazione, delle conferenze, degli eventi, … I limiti del software Second Life non sono pochi ma al momento non vi sono vere alternative.

Mi piace molto la tua visione dell’ambiente Second Life, ma non ti sembra un po’ presto per il mondo. Più precisamente per gli italiani, spesso ancora in difficoltà con browser e alle prese con un problema di digital dividing che ci sta posizionando come uno dei paesi più arretrati di Europa e non solo?

Nella vita reale (real life / first life) vi sono diverse "livelli" possibili di vivere la propria vita spesso dovuti alla propria cultura/formazione. Nello stesso modo in Second Life ci sono diversi "livelli" possibili di vivere la propria vita Second Life dovuti alla propria cultura/formazione informatica e di conoscenza delle strumento.
Si può semplicemente entrare per un evento, magari tramite un SLurl (indirizzo di Second Life per arrivare in un preciso luogo, ndr), parteciparvi e uscire senza conoscere necessità di conoscere lo strumento e "il mondo". E’ come se con il teletrasporto vi ritrovaste per un concerto ad Honolulu, lo ascoltaste e ritornaste a casa.
Si può girare, conoscere persone, ritrovarsi con amici e chattare o parlare. Si può contribuire a modificare/costruire il mondo creando edifici, oggetti, vestiti, opere d’arte, programmi, … Si possono girare film, tenere corsi, …

Nella tua esperienza di consulente hai mai consigliato ad un cliente campagne marketing su SL. E se si, come sono stati i risultati?
Nei tempi d’oro di Second Life ovviamente si e si trattava di progetti ambiziosi. Per fortuna non sono stati accettati. I tempi d’oro di Second Life sono finiti come finirono i tempi d’oro della new economy e come oro sono finiti i tempi d’oro della speculazione.
I nuovi progetti Second Life hanno le stesse problematiche dei nuovi progetti real life: progetti a medio lungo termine dove raggiungere, con fatica, i risultati giorno dopo giorno.

Il tuo "per fortuna" nelle ultime frasi sembra quasi denotare uno sconforto per uno strumento dove sono stati investiti milioni di dollari e che ormai sta sfumando. Sbaglio?  A questo punto concludo con due domandine impegnative, ma che penso che i lettori apprezzeranno molto, visto la stima che in molti nutrono per te. Quale sarà il futuro di Second Life e soprattutto dopo SL e Facebook cosa o chi sarà il futuro?

Sbagli. E’ il miglior strumento al momento disponibile in alcuni settori. Questo non vuol dire che non ci siano migliorie da apportare o che lo strumento sia perfetto.
Riguardo al futuro di SL due sono i punti basilari:

  • Quanto Linden Lab potrà ancora investire in SL per migliorarlo?
  • Quanto tempo/investimenti gli utenti/aziende spenderanno per creare progetti SL di qualità?

Se confrontiamo la ripresa di internet dopo la bolla speculativa della new economy con la possibile equivalente ripresa di SL l’unica grossa incognita è che dietro SL c’è un unico attore (appoggiato da IBM e altri) che è Linden Lab. Quando Linden Lab dovesse decidere che…
E’ un investimento ad alto rischio senza una sicurezza di continuità. Ma architetti, artisti, registi, formatori, musicisti, … con il pallino della sperimentazione lo stanno usando per progetti sempre più seri.

Per quanto riguarda il futuro di internet mi sento di rispondere con sicurezza: servizi ai "non computer".
Oggi/domani servizi ad oggetti mobili a schermo ridotto (iPhone, altri cellulari, consolle). Dopo domani servizi di tipo m2m (machine2machine). Ad oggi tra gli esempi più riusciti sono le webcam che in tempo reale ci fanno vedere alcuna situazioni come lo stato della neve e del tempo a Cortina ma il domani ci riserva di tutto e di più.

Che dire Fabrizio, grazie del tempo che mi ha dedicato e soprattutto della passione che investi ogni giorni su questo mondo in continua evoluzione. Alla prossima.

Casella di testo: Fabrizio Pivari (fabrizio@pivari.com)  Pivari.com: internet marketing knowledge  Comunicati Stampa: il primo blog dedicato ai CS

 

Abbiamo cambiato idea?

[ad name=”postdx”]Sinceramente io mi sono giocato anche l’ennesima carta e ho provato ancora un po’ a giocare con Second Life ma ancora non sono convinto. E voi?
E se per esempio avesse ragione anche Ikaro, che sostiene:
La grande campagna dei media su SL dell’anno scorso serviva proprio a questo a mio avviso; serviva a popolare questo mondo virtuale per creare un terreno fertile ove far attecchire nuove forme di marketing, pubblicità e business. Però non era stata considerata una cosa; tutto quello che veniva promesso su SL era già possibile senza SL (e-learning, cyber sex, noleggio alberghi, consulenze, …).
Se questi erano i motivi per entrare in SL, gli utenti si sono resi immediatamente conto che era già tutto fattibile, ed i maniera più semplice, con altri strumenti.

Siamo stati risucchiati all’interno di una bolla mediatica che prima o poi scoppia o si sgonfia con tutti i L$ al proprio interno? Tanto per regalarvi altri numeri il fondatore del Lindel Lab ha raccolto in questi anni poco meno di 20 milioni di dollari (statunitensi!) per finanziare il proprio progetto e si è accerchiato da partner del calibro di eBay, Amazon e Lotus.
Sta di fatto che negli ultimi mesi Reuters e molte altre aziende hanno abbandonato la propria isola e nemmeno restando buoni amici. Adam Pasick, funzionario proprio di Reuters dice:
“We were primarily interested in Second Life as a business/commerce/finance phenomenon, covering it like we would any small but fast-growing economy in the real world. The bureau is now closed (21 novembre 2008, ndr). Essentially the story we were there to cover has moved on.” (via Vallerywag)
Mentre il cronista, sempre di Reuters, ammette:
“The very things that most appeal to Second Life’s hardcore enthusiasts are either boring or creepy for most people: Spending hundreds of hours of effort to make insignificant amounts of money selling virtual clothes, experimenting with changing your gender or species, getting into random conversations with strangers from around the world, or having pseudo-nonymous sex” (via Vallerywag)
Penso non sia necessaria la traduzione. Non ci resta che stare a vedere, consci però che negli ultimi tre anni non ci sono stati rumors in merito a nuovi finanziamenti, ma solo bellissime pagine markettare dove vengono elogiati i pregi e le infinite possibilità della piattaforma.

 

E il resto del mondo IT?

Beh il colosso di Mountain View, sir. Google, non poteva certo rimanere a guardare e a luglio 2008 lancia il “rivoluzionario” Lively. Una sorta di Secondo Life de noaltri, dove i mondi sono “ermeticamente” divisi in stanze non comunicanti e invece del viewer in forma di programma c’è un plug-in per Internet Explorer e Firefox. Un vero successo… 6 mesi di attacchi blogosferici e una death white page con queste parole:
The experiment ended December 31, 2008
A casa!!! Purtroppo una morte annunciata (anche da me… “Lively: il giorno dopo”): non aveva un senso, ancora meno di Second Life.

 

Il mio punto di vista

Second Life o Lively il mio punto di vista non cambia. A questi mega progetti manca una cosa fondamentale. Possono avere finanziamenti infiniti e i media che si prostituiscono pur di scrivere l’articolo più bello. Ma sempre lì nel lungo periodo si cade: non ci sono validi motivi per cui la gente possa perdere il proprio tempo lì dentro, e pagare pure.
Qualcuno estrarrà dal cilindro l’esempio di War of Warcraft (il più importante MMORPG* in commercio): ragazzi lì lo scopo c’è ed è ben preciso. Uno scopo che fa correre 22 uomini come pazzi dietro a un pallone e 12 canguri da una parte all’altra della rete: vincere, essere il migliore, competere. Vi sembra  poco?
* Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game



Ultimo round

La situazione in questi giorni sembra abbastanza critica. Basta una ricerca su Google News o su Digg per accorgersi che qualcosa sta cambiando: blogosfera e media annunciano un declino irreparabile per SL. E il suo CEO cosa fa? Rilascia una intervista che congela tutti:
Residents spent about 41.5 million hours (+46%, ndr) total in Second Life in January, as opposed to the 28.3 million hours users spent in the virtual world the same month in 2008, according to Linden.
A questo punto che dire? Forse che non abbiamo capito nulla? Vi lascio con un piccolo sondaggio che ho condotto online con poco più di un centinaio di risposte: ecco i risultato.
A me spesso piace parlare con i fatti, e i grafici del trend che allego parlano piuttosto chiaro, sia a livello mondiale sia a livello nazionale.

Conosci Second Life? Ci hai mai vissuto per un po’?

  • 36%         Non so nemmeno cos’è
  • 32%         So cos’è ma non ho mai provato
  • 25%         So cos’è ma non ci perdo tempo
  • 5%          Ci passo un’ora al mese
  • 1%          Un’ora al giorno
  • < 1%        Un’ora a settimana
  • < 1%        Vivo su Second Life (praticamente)

Parliamo di un 93% di buoni motivi per non investire un cent nella piattaforma e in eventuali campagne marketing tridimensionali. Speriamo sia solamente un problema legato al mio sondaggio, che proverò in futuro a replicare in lingua inglese e vi aggiornerò.
Nel frattempo vi auguro un buon futuro, fatto di piacere e soddisfazioni reali. Tanto ci si sente sempre via Facebook, dove il virtuale va a braccetto con il reale per decretare un successo senza precedenti!
Vi lascio con un ultimo grafico in cui vi dimostro come gli italiani, anche su SL si riescano sempre a distinguere: la rappresentazione degli accessi mondiali! Siamo incredibilmente secondi, prima del Brasile e della Francia.

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6 pensieri su “Second Life: Fu seconda vita?

  1. elisa

    Complimenti per l’analisi, proprio esaustiva. Chissà se è proprio vero che tutto ciò che offre SL è possibile farlo anche con altri mezzi… D’impulso direi di sì, e potrei fare tanti esempi.
    Stavo però tentando di immaginare una situazione in cui SL mi permettesse di fare cose altrimenti molto difficili con altri sistemi.
    Praticamente SL è adatta quando tu vuoi fare qualcosa con qualcuno in un luogo e con oggetti che sono inacessibili e al contempo indispensabili per fare quello che vuoi fare. Però non mi vengono dei buoni esempi… Potrebbe essere “imparare a pilotare un aereo”, o qualcosa del genere?

    Rispondi
  2. Merlinox Autore articolo

    Ti dirò secondo me sarebbe un bel mondo dove le convention fossero tra gente vera, i concerti in un palazzetto e in un teatro. E flirtare non fosse fatto di bit ma di sguardi!
    Per pilotare un aereo? Flight Simulator, anche se purtroppo l’hanno dismesso 🙁

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  5. Bianca

    Ciao vi segnalo un nuovo blog nato in maggio 2010 che parla proprio dei problemi causati dalla vita sempre piu immersiva in sl (cominci con un ora ci finisci dentro per dieci ore) vi aspetto li con i commenti grazie
    bianca

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Grazie della segnalazione anche se personalmente non ci trovo proprio il pericolo. Ogni volta che ci sono entrato dopo pochi minuti mi sono stufato di brutto. Ma forse perchè io sono una persona in equilibrio e con ottimi rapporti sociali nella vita reale. Trovo molto più pericolosi twitter o facebook piuttosto.

      Rispondi

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