Nella scuola è finito il rispetto

In tanti anni di scuola non avevo mai visto una cosa simile: una mancanza di rispetto a questo livello.
Ma i professori ormai hanno paura degli studenti o dei genitori? Sono basito!

Il video non lo metto nemmeno: è qui!

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12 pensieri su “Nella scuola è finito il rispetto

  1. Golem

    Veramente non ho capito nulla, a parte che i ragazzi facevano un po’ di casino.
    Mi sembravano peggiori le situazioni viste in precedenza, con il tipo che si toglie i pantaloni davanti al professore o che simula una cowboy.
    Poi se non sono riuscito io a cogliere qualcosa, illuminatemi.

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  2. Dago Red

    Il fatto oggi più chiacchierato è quello dello studente che lancia un borsellino e colpisce sulla testa una professoressa che poi fugge via spaventata. Pare che i colleghi la definiscano una insegnante "debole" spesso in balia dei ragazzi.
    Adesso dovrei ripetere quello che ho già scritto in altri interventi, dirò invece che è la cosiddetta "scuola di massa" che è arrivata ormai al capolinea.
    La scuola per tutti è una truffa ai danni di quelli che a parole si dice di voler tutelare. Il diploma garantito a tutti dequalifica il titolo di studio e favorisce i soliti figli di sul mercato del lavoro. Il merito è morto e sepolto.
    Chi non ha voglia di studiare, dopo la scuola dell’obbligo, deve essere invitato ad abbandonare la scuola e a dedicarsi ai lavori manuali: ci sono tonnellate di pomodori da raccogliere, il lavoro non gli mancherà.

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  3. Golem

    Dago Red, il tuo discorso mi sembra un po’ semplicistico, il problema non è solo della scuola, ma di tutto quello che gli sta intorno, dei modelli che i ragazzi prendono e che qualuno dall’altro impone.
    La scuola pubblica ha ancora molto da dare, mentre quella privata è capace solo di dare spazio a chi ha i soldi, non a chi lo merita davvero.

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  4. Dago Red

    x Golem: il discorso è per forza di cose semplicistico, dovendo essere compreso in poche righe e che sia tutta la società, e le regole che assicurano la convivenza civile, da rivedere è fuor di dubbio, ma la scuola di questa società è uno dei cardini e se viene meno si ne porta dietro un bel pezzo.
    Il tragitto della scuola pubblica, dal modello Gentiliano all’attuale, dimostra il fallimento delle mille riforme fatte in 60 anni di Repubblica: ribadisco che l’egualitarismo scolastico è una truffa ai danni degli studenti meno abbienti, che si ritrovano alla fine con in mano un pezzo di carta senza valore, mentre i posti migliori verranno dati per raccomandazioni, conoscenze, segnalazioni, cooptazione etc. etc.

    Le scuole private possono essere prestigiose e costose e alla portata di pochi, ma le migliaia di diplomifici che rilasciano titoli "garantiti" sono uno scandalo.

    L’unica soluzione è togliere valore legale al titolo di studio, in modo che nessuno sia più disposto a pagare per un pezzo di carta che non serve a niente.

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  5. br1

    la scuola dà quello che ha.
    Gli insegnanti sono persone che tentano di trasmettere la loro ( scarsa ) conoscenza ad altri. E’ innegabile che ogniuno possa trasmettere solo una parte di quello che sà e nel corso degli anni la conoscenza è antiquata e scarsa. Poi pensa se una persona dopo aver studiato per tanto tempo non prova con la Libera Professione che economicamente è tanto gratificante.
    Balle spaziali sulla meritocrazia che non paga, il "figlio di papà" se è scarso fallisce ed il bravo emerge ….. sempre.

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  6. Merlinox

    In 17 anni di scuola ho trovato dall’altra parte della cattedra di tutto: dal genio al caprone, dal figlio di puttana all’amico.
    Ma sempre la situazione era di rispetto: magari qualche ridolino, qualche presa per il culo alle spalle ma mai mancare di rispetto in classe. Assolutamente.

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  7. Dago Red

    Dimenticavo, uno Stato che ha un ministro per l’istruzione che propone di abolire le bocciature, per contenere i costi, non può che avere una scuola simile.

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  8. DagoRed

    Tanto tuono che piovve. Alla fine c’è scappato il morto.

    Messina: in coma preside, fermato giovane
    D. A. 18 anni, finito in manette per lesioni gravissime: avrebbe colpito il dirigente scolastico dopo essersi appartato con lui in auto

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    MILAZZO (MESSINA) – Svolta nelle indagini sull’aggressione al dirigente scolastico dell’istituto omnicomprensivo di Novara di Sicilia (Messina), Nino Cutropia, 58 anni, da venerdì sera ricoverato nel reparto di rianimazione del Policlinico di Messina in condizioni disperate. I carabinieri hanno posto in stato di fermo un diciottenne D.A. di Milazzo, incensurato, con l’accusa di lesioni gravissime. Il giovane ha confessato.
    L’AGGRESSIONE – Venerdì il preside aveva parcheggiato la propria auto alla stazione di Milazzo e si era appartato nella vicina campagna con il ragazzo che ad un certo punto lo ha aggredito e colpito ripetutamente alla testa con un corpo contundente, e lo ha poi abbandonato sanguinante. Lo avrebbe fatto – ha dichiarato – per sottrarsi ad un abuso sessuale da parte del dirigente scolastico. Cutropia, notato da alcuni passanti, è stato trasportato al pronto soccorso dove ha dichiarato di essere caduto accidentalmente. Durante la notte, però, quando il peggio sembrava essere passato, un’improvvisa crisi cardiaca ha aggravato le condizioni del docente, trasferito al Policlinico di Messina dove martedì è stato dichiarato clinicamente morto.
    07 marzo 2007

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