Scrivere un bel post (serio)

Documented by soartsyithurtsPensi di sapere scrivere bene nel web? No, non sono qui a giudicarti. Ma vorrei condividere alcune linee che si dovrebbero seguire per riuscire a garantire una buona qualità di un post. Diciamo che voglio proporre un vademecum che mi piacerebbe riuscire sempre a seguire quando scrivo qualcosa di serio online. 

Se hai buona memoria – e mi leggi – ricorderai che in questo blog c'è già stato un post simile, pure ricco di commenti, ma era meramente un fake tra il faceto e l'irriverente. La colpa, come al solito, di questo mio delirio fu di Rudy Bandiera.

In tono un po' francescano chiamo questo elenco "La regola", ma non accusatemi di guraggine, vi prego.

 

La regola del blogger

  1. Avere le idee chiare su cosa abbiamo intenzione di scrivere e soprattutto la competenza per farlo
  2. Definire un obiettivo "chiave" del post: ovvero il contesto da spingere a livello SEO / Rendimento keyword advertising (spesso coincidenti)
    • Scegli una parola chiave e tramite gli strumenti SEO (vedi più in basso) cerca la parola o la frase base attorno alla quale costruire il post.
    • La scelta deve essere basata su motivazioni: puro SEO, keyword marketing, massimizzazione per keyword advertising, …
    • SEO non vuol dire ripetere la stessa parola in modo utontesco. La frequenza è importante, ma il lessico e la leggibilità lo sono molto molto di più. Fatevi aiutare dagli strumenti, ma improvvisate anche qualcosa su carta: magari attorniando la parola chiave da parole correlate… basta che non andate in loop, è un gioco che tende all'infinito e vi garantisco che da ASINO a LOBOTOMIA il passo è breve.
    • Il "dizionario" di Google è talmente ampio ormai, che le relazioni tra le parole che gestisce lo fanno diventare quasi un sistema intelligente-semantico: ne è una prova il netto miglioramento del traduttore. Ergo: scrivere in modo ineccepibile, ricco, corretto e saremo premiati (prima o poi).
  3. Ricerca se qualcuno ha già scritto qualcosa in merito (google, blogger italiani 2.0) e decidi come comportarti
    • Pioniere: nessuno ne parla, via libera
    • Approfondimento: ne parlano ma è il caso di approfondire
    • Flame: ne parlano ma in modo scorretto
    • Inflazionato: ritorno al punto 1…
  4. Stilare una scaletta delle argomentazioni: potrebbero diventare direttamente i capitoletti
  5. Avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per scrivere in modo ottimale:
    • Vocabolario
    • Google Keyword Tools: valorizzazione delle parole chiave e omologhe
    • Google Insight: dati storici e suggerimenti
    • Google Trends: andamenti e suggerimenti
    • Google (e Blogger Italiani 2.0 si siete geek blog italiani): approfondimenti
  6. Scrivere seguendo la traccia, lasciandosi piuttosto andare
    • Non temere di approndire, ma evitare di essere prolissi.
    • Cercare comunque frasi semplici, atomiche e incisive. Evitare paroloni per farsi vedere fighi, ma non rinunciare alla ricchezza lessicale e magari a una funzione educativoindottrinale.
    • Non essere restii nell'argomentazione: se avete remore nel divulgare la vostra conoscenza, fate a meno di scrivere
    • Nelle riflessioni non oggettive lasciate spazio ai lettori: non esprimete dictat ma opinioni, magari lasciando il beneficio del dubbio e la richiesta di condivisione / critica
  7. Verificare l'attinenza alla traccia e il peso delle varie sezioni: non fare un capitolo da 500 battute e uno da 20, almeno che non ne hai motivazioni per farlo (Robin Williams docet, ndr).
  8. Inserire riferimenti contestuali esterni, evitando però che la loro lettura sia necessaria per la comprensione del vostro articolo: chi vuole capire meglio se li leggerà, gli altri potranno sopravvivere
  9. Rileggere e tagliare il superfluo: prima scrematura, non è importante quanto scrivete, ma come e soprattutto quanto resta nella testolina del lettore.
  10. Rileggere e arricchire il testo, rimuovendo verbi generici e inserendo verbi specifici.
  11. Rileggere e tagliare il superfluo (eccesso di aggettivi, avverbi, frasi nidificate).
  12. Arricchire il testo con riferimenti visivi, in grado di aiutare chi deve memorizzare.
  13. Inserire un glossario: spesso per i blogger più tecnici scrivere privandosi di alcuni termini tecnici è molto difficile. Utilizzare un glossario nel blog, o in calce all'articolo può essere molto educativo. Se poi avete deciso di voler avere una clientela selezionata, è un altro paio di maniche. Idem se usate espressioni dialettali o slang: o lo capisco tutti o siate coscienti che qualcuno potrebbe non capire.
  14. Inserire una sitografia: utile nel caso in cui il vostro post non abbia già al suo interno riferimenti ai siti di approfondimento
  15. Inserire una introduzione, ottima anche per il tag meta description: facilmente ve lo ritroverete in SERP. Il rischio è che chi legge il riassunto possa scappare. Il pregio è che il resto del post è letto solo da gente potenzialmente interessata.

Chiaramente questo è un articoletto work in progress, ogni vostro consiglio sarà valutato insieme ed eventualmente aggiunto: come vedete non ho messo riferimenti tra un punto e l'altro per lasciare la lista più dinamica possibile. Ultima nota: scrivere deve essere un piacere. Condividere deve essere un piacere. I lettori lo percepiscono. No alla noia, come nella foto allegata by soartsyithurts.

Come promesso questo post è dedicato a Giovanna, scusa del ritardo!

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17 pensieri su “Scrivere un bel post (serio)

  1. Merlinox Autore articolo

    @Nicola Cornolo io li invertirei. Altrimenti si divaga. Anche il fatto di avere un blog verticale, a mio avviso, è più premiante di un blog con un po’ di tutto: però andiamo OT rispetto al topic 😉

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  2. EmaWebDesign

    Quando ho letto:

    Avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per scrivere in modo ottimale:
    – Vocabolario

    ho immaginato una miriade di blogger che scrivono vocabolario alla mano sudando freddo per ogni vocabolo che non conoscono, quindi, inzuppati fradici. Ora fai qualcosa per levarmi quest’immagine uèb/comico/demenziale dalla testa perchè devo lavorare 😀

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  3. Merlinox Autore articolo

    @EmaWebDesign penso di non fare nulla in merito. E’ l’immagine corretta. L’unico neo è che è morto il mio bel De Mauro Paravia e che il Garzanti non mi sta proprio simpaticissimo, però è preparato!

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  4. Laura

    interessante l’idea del glossario, importante anche per il tema accessibilità. Per il resto invece nno credo esistano regole per scrivere un buon post. Esistono blog personali che non hanno nessuna pretesa, nè si seo nè di monetizzazione per cui.. scrivi e lascia scrivere…

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  5. Merlinox Autore articolo

    @Laura concordo con te. L’importante è sempre porsi degli obiettivi e non fare delle cose a caso, secondo me. Se uno ha l’obiettivo di aprirsi un blog per scrivere i propri pensieri a braccio, secondo me fa benissimo a farlo. E sicuramente lo farà nel modo corretto. No?
    Accessibilità? Quello è un tema molto più delicato…

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  6. Merlinox Autore articolo

    @Laura diciamo che l’aspetto semantico è una delle parti dell’accessibilità. Sono comunque presenti delle condizioni tecniche minime imprescindibili, e parlo proprio di linguaggio HTML, ma stiamo andando molto OT. Siamo un po’ border line tra accessibilità e usabilità.

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  7. DvD

    Io avrei solo una piccola obiezione in merito alle motivazioni (punto 2). Si scrive sempre e solo avendo in mente una chiave e solo dopo aver consultato Google Adwords o simili? Io penso di no.

    Per me scrivere vuol dire portare il mio parere/contributo/punto di vista personale su argomenti di cui posso anche non essere guru, anzi molto spesso li scrivo per confrontarmi – e dal confronto crescere 😀

    Altrimenti alcuni post, tipo quello di domani non li avrei mai scritti. Perchè non ci sono parole chiave “monetizzabili”, l’argomento è complicato (virtualizzazione e supercomputer) e ci sono alcuni passaggi non banali. Cosa dovevo fare? Non scriverlo perchè non parlo di loghi e suonerie?

    Per carità, per fortuna non tutti i post sono così, altri sono solo segnalazioni o puri pareri, ma per me ripeto scrivere deve essere un piacere e un momento di crescita.

    Attenzione – non sto dicendo che sia facile – io l’ho messo a fuoco da poco, ma per me è così

    Byez

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  8. Giovanna

    ehi grazie di avermi dedicato un post, ne sono onorata :-)davvero interessante. Adesso posso parlare seriamente? 🙂 tutti i punti sono importanti ma quello che preferisco è “scrivere con passione”…teoricamente chi ti legge dovrebbe accorgersene no? Affezionarsi a te! A me invece sembra proprio il contrario. Confesso che da un pò sono a corto di slanci, immaginavo più partecipazione da parte dei miei lettori e invece per strappare un commento ci vuole un miracolo! Insomma…scrivere con passione, parole chiave, impegno e buona volontà eppure se non hai riscontri ti passa la voglia. Confesso che sono alquanto demotivata. Dove sbaglio? Mah….

    Il prox post mi dici come aumentare le visite se hai un blog di “nicchia” :-)))))) sto esagerando con le richieste lo so….chiedo schiusaaaaa

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  9. Merlinox Autore articolo

    @DvD chiarissima la tua obiezione. Ma come ho risposto prima, secondo me è generalmente necessario avere degli obiettivi. Sicuramente io non seguo i punti che ho elencato, per n motivi. Sicuramente quando scrivo per BM ne applico un po’ di più. Ma è una cosa di cui sono cosciente. Ci vuole anche equilibrio: alla fine altrimenti dovresti giustificare 7-8 ore per un articolo. Se uno ci riesce, penso sia arrivato a un buon punto.

    @Giovanna ti rispondo sempre con la stessa cosa: passione. Che oggi però, vista la quantità di offerta, significa anche proporre i propri contenuti sui social, mantenere relazioni con chi commenta e nei social. Cercare nei post riferimenti esterni in modo coerento e non pro-spam: sicuramente se scrivi un bell’articolo citandone un terzo, il terzo lo conquisti!
    Per i commenti? Guarda ne parlano in tanti ma non c’è una vera e propria soluzione: spesso ci sono post stupidi con miriade di commenti. Passione amica mia. Il resto viene, ma devi dare la possibilità alla gente di sapere che ci sei e come sei.

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  10. Merlinox Autore articolo

    Grazie per il post Merlinox, non essendo uno bravo a scrivere avevo bisogno di qualche consiglio pratico.

    Che fai dell’ironia? Ho solo cercato di raccogliere delle indicazioni di buon senso e di esperienza.

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  11. Rudy Bandiera

    Come non mettere i miei due cent? Prima di tutto grazie per aver abbinato il mio nome alla parola “delirio”, termine il quale viene spesso a me avvicinato… specie su Google 😉
    A parte gli scherzi, il punto 9 è FONDAMENTALE. Tagliare il superfluo non è solo alleggerire il post ma è far si che la lettura sia fluida e veloce, così come il Web vuole che essa sia. Se un concetto si può esprimere in 5 parole e lo esprimiamo in 7 abbiamo sbagliato.
    Insomma, scrivete un po come se steste parlando ad un vostro amico, non al vostro capo, ed evitate i giri di parole.
    Adesso per finire il commento pensavo di inserire un pezzo di ragionamento del tutto non inerente al post, totalmente OT e con parole (tipo “osmosi) che non hanno nulla a che fare con l’articolo, ottenendo così 3 risultati: dimostro che sono da abbinare al termine “delirio”, che Merlinox ha ragione e che le parole di troppo, di fatto, non servono ad un cazzo 😉

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  12. Uccio

    Sono capitato qui per caso 😀
    e questo post sicuramente puo essere utile a piu d’uno.
    IMHO non condivido la parte sul SEO ma per il resto la trovo una critica costruttiva ai post da 5 min che spesso si trovano in giro.

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  13. Merlinox Autore articolo

    Ciao Uccio e benvenuto. L’obiettivo del post non ê quello di criticare terzi, nel modo più assoluto. Ma è quello di avere delle linee guida ottimali da seguire. Poi, come ho scritto, son io il primo a “disobbedire”.

    Per quando riguarda il punto SEO su cosa non concordi? Dai che ci confrontiamo.

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