Roberto Dadda spiega a #MammaMrx

Roberto Dadda in #SelfieMrxUn altro amico di #mammamrx è Roberto Dadda, professore di ergonomia, web design e new media technology presso NABA Nuova Accademia di Belle Arti e Tech Evangelist presso GRUPPO 36  – sartoria digitale a Milano dal 1999.

E’ un personaggio sicuramente ruvido, dai toni spesso rigidi, ma nasconde una profonda conoscenza non solo del web, ma della tecnologia informatica fin dai suoi albori. Per me è un onore ospitarlo e porgli qualche domanda che sul libro non ho avuto l’opportunità di approfondire.

In “Mamma Posso Spiegarti: Lavoro nel Web” ha scritto il suo contributo spiegando la storia della comunicazione digitale, digitando addirittura la corsa di Maratona: non l’hai ancora letto? Ahi ahi ahi!

Nel 1968 usciva il film “2001: Odissea nello Spazio” dove si presentava un uomo fortemente “spazializzato”. La tecnologia è andata a rilento o Kubrik l’aveva vista troppo lunga?

In realtà a guardare bene quello che davvero serviva in quanto bisogno si è ampiamente realizzato, alcune cose come la interfaccia vocale ci sono, ma non sono quasi mai comode e non si usano, sulla dimensione delle macchine per esempio abbiamo ecceduto le più rosee aspettative e siamo scesi in modo impressionante.     Il calcolatore con i sentimenti è fantascienza e tale resterà.

In un post con Carlotta e Beniamino si parlava di nativi digitali, valutando se veramente è uno status di vantaggio o di svantaggio: tu come la vedi?

In realtà andrebbe capito cosa vuole dire digitale: certo i giovani sanno usare in modo immediato i sistemi e questo li aiuta di certo perché sarà sempre più difficile vivere senza interagire con qualche sistema automatico e legato alla rete.   Se poi parliamo di programmare allora molto meglio che non sappiano nulla, programmare serve a chi farà il programmatore di professione agli altri non serve a  nulla.   Imparare come ipotizza qualcuno molto presto è non solo inutile, ma anche pericoloso e i difetti assunti da piccoli non te li togli mai!

Internet: dai terminali via modem/radio siamo passati ai wearable con tanto di GPS (vedi oggi il Garmin VivoActive). Moda passeggera o futuro di un Web sempre più indossabile?

Le tecnologie oggi sono tali da offrire una scelta, wearable dove e quando serve, fisso dove e quando serve, è un problema di capire i bisogni veri della gente nelle varie circostanze, nessuno dei due modelli sarà prevalente.

Italia e digital device. Proclami, belle parole, Europa, addirittura proposte per il Nobel via Riccardo Luna. Sta di fatto che oggi l’ITALIA è agli ultimi posti per infrastrutture: la tua opinione e una tua “ricetta” per il futuro.

Quella del Nobel è solo una idiozia come idiota è pensare di mettere il diritto ad internet nella costiutuzione:  la rete è uno strumento di comunicazione e di condivisione di informazioni e come tale va considerato.   I costi scendono, sempre più gente aderirà, resta il fatto che se qualcuno non ha voglia di andare in rete può benissimo non farlo esattamente come c’è qualcuno senza automobile o senza televisione.

Facebook vs Google: questi secondo me sono i due incontrastati dominatori del Web oggi. La vedi diversamente? Vedi qualcun’altro “in giro”?

Sono due cose molto diverse, dominano al momento il mondo del social e della ricerca, le cose possono cambiare, lo stesso mondo fu dominato dai newsgroup e da IcQ da una parte e da Altavista dall’altra, difficile dire cosa succederà nel futuro, ma in realtà non importa tanto chi sia il primo o il più grande, migliaia di servizi guadagnano offrendo qualche cosa in rete ed è questo che conta!

Grazie Roberto: burbero simbolo del web transgenerazionale!

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