Referendum: vota, se vuoi

Non tratto di politica in questo blog e non ho intenzione di iniziare. Apoliticamente parlando (o politicamente nel senso vero del termine) non approvo il referendum. Ritengo non sia un’espressione del volere popolare per due motivi:

  • la maggioranza del popolo non è all’altezza e non ha sufficienti elementi per valutare le tematiche che i referendum trattano
  • il popolo ha già espresso il proprio giudizio, eleggendo dei rappresentanti che dovrebbero poter per un periodo deciso di tempo esprime la volonta insignita (ed essere figurativamente “pestati” se lo fanno male!!!)

Detto questo partiamo col vero articolo: questo referendum è uno tsunami. Mai prima d’ora avevo visto uno schieramente così forte a favore di un abrogativo. Città tappezzate, televisione inflazionata di messaggi più o meno trasparenti. E poi il web: blog e social network che bombardano l’utente con assillanti “vota si”.

A parte che il martellamento non è assolutamente bipartisan e ancora non ho capito il motivo, l’attacco mediatico non è solo passivo (siti che leggo) ma attivo. Notifiche di gruppi su facebook e emailing che cercano di convincermi che DEVO andare a votare e che DEVO votare si.

Addirittura l’avanzata dell’anti-nucleare è riuscita a demolire il personal branding di uno dei più illustri medici oncologi del mondo: Veronesi. Tant’è che c’è chi si è schierato contro Wired per avergli dedicato una copertina.

Ma vediamo qualche dato: cercando su Google Italia, ricerca per blog, alla query “vota si” 12 giugno i risultati sono indicativamente più di 9.000, nell’ultimo mese ! Su Twitter cercando “vota si” ci sono più di un centinaio di status solo nelle ultime 24 ore.

Oggi su MediaGu si parla di Social e Politica: ritengo il bombardamento descritto una bella risposta alla politica, ai media e anche al giudizio popolare. Il mio timore è che in tutto ciò ci sia una pericolosa onda di fanatismo e di voglia di cambiamento, che possa spostare in secondo piano le scelte sui fatti, anche se non li capiamo.

A me questa ondata di coinvolgimento politico spaventa: ma non sono nessuno e mi tengo le mie paure 🙂

Loading Facebook Comments ...

6 pensieri su “Referendum: vota, se vuoi

  1. Rudy Bandiera

    “A me questa ondata di coinvolgimento politico spaventa” non la chiamerei così, ma onda di partecipazione politica, che è una cosa sana. Ma lo sai bene, io e te non siamo MAI d’accordo politicamente 😉

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Quello che mi spaventa è che questa ondata la vedo più legata a una forma di bandierismo (che dovresti conoscere benisimo) piuttosto che al valore di ciò che si andrà a votare. In molti temo che l’abbiano preso come “abrogativo del governo”, ma non è così.

      Rispondi
      1. Rudy Bandiera

        per me in molti l’hanno preso come un abrogativo per il nucleare, che poi è ciò che in effetti è.
        Infatti il governo si è preoccupato di levare il voto sul nucleare proprio per non far raggiungere il quorum, dimostrando quindi quello in cui la gente sente il bisogno di esprimersi. Senza il nucleare questo referendum avrebbe tutto un altro sapore, a prescindere da cosa si pensi del nucleare.

        Rispondi
  2. Francesco

    È vero che in italia c’è la democrazia indiretta, ma dire che la maggioranza degli elettori non è all’altezza mi sembra un po’ offensivo e assurdo..
    questi temi non sono poi così complessi per l’italiano medio, anzi.

    proprio coloro che ci rappresentano (vivendo una vita ben distante dall’italiano medio) in molti casi non hanno elementi sufficienti a valutare…

    Rispondi
  3. Pingback: Referendum: ha perso la democrazia @merlinox

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *