Real time. Tempo reale. Live!

L'orologio scandisce il tempo reale.Tutti fermi siamo in onda.Tic tac tic tac.. riconoscete questo suono? Sono certo sia inconfondibile: è il suono che sin da piccoli abbiamo interiorizzato per indicare qualcosa che non esiste: il tempo!

Il tempo non esiste, non è tangibile, ma è in grado di condizionare la nostra vita senza remore. Il tempo è infinito per un’attesa, il tempo è inesistente quando l’impegno annega la nostra esistenza.

Il tempo è una variabile insaziabile: non contenta di danneggiare ad ogni tic tac la nostra vita, ha deciso di prendersi anche la nostra virtual life. Il web sta cambiando, il web sta evolvendo. E la sua massima espressione oggi è il tempo, il tempo reale, l’immediato.

Milioni e milioni di informazioni ogni giorno sono pubblicate online. Milioni di utenti ogni giorno, cavalcando l’onda dei social network, cinguettano nel web usando gli strumenti sociali, che ormai conoscete benissimo: twitter, meemi, facebook, … Tali informazioni, il più delle volte, non sono atomiche, non hanno una vita propria: il loro significato è nullo se scisse dal tempo.

E’ proprio questo connubio che dona vita ad un nuovo web, il real time web, il web in tempo reale. A prima vista sembra un concetto filosofico, in realtà negli ultimi mesi è il tema principale di numerose convention, di barcamp internazionali e di report statistici: ChristmasCrunch organizzato da TechCruch Europe a Londra, LeWeb Paris 2009 e ancora Real-time web and its future, il prezioso – 300$  – report di ReadWriteWeb.

Il real time web mi piace sintetizzarlo con un crossover di parole:

informazioni, tempo, informazioni, reti sociali, threading, informazioni, sclero, feed, reazioni, informazioni, censura, proteste, libertà, smentite

Il real time web è una immensa nuvola senza una chiara forma, una nuvola fatta di informazioni, ognuna distinta dal tempo, e spesso in relazione con altre informazioni. Come districarsi in questa nuvola? Come crearsi dei percorsi interpretativi, in grado di orientarsi grazie alle informazioni stesse?

Nel moderno web in tempo reale ogni giorno cerchiamo di districarci nella nuvola tramite gli strumenti che abbiamo a disposizione: spesso sono solo utensili di browsing, che si limitano a consentirci di sfogliare l’infinito libro delle informazioni. Lo facciamo con il nostro feed reader preferito, oppure saltando da un social ad un altro, o magari integrando vari social in aggregatori fino a non capire più dove dobbiamo leggere e dove dobbiamo scrivere.

Un ottimo saggio sul real time web, ci definisce slaves of the feed (Thomas Petersen), marcando che il feed reading non è il metodo corretto per alimentarsi della nuvola. Il web ha portato, anzi rimosso, una dimensione: lo spazio. Nella libreria del WWW gli scaffali sono infiniti, il problema oggi è capire quali sono le informazioni realmente valide – gold nuggets – e quali le informazioni da scartare. Con quale criterio determiniamo che un “messaggio” non è sufficientemente quotato da offrirgli una frazione del nostro tempo, della nostra attenzione?

Questa è l’evoluzione real time, una evoluzione che non può più affidarsi a concetti tipo il buon vecchio pagerank ma che necessità di un approccio più dinamico, più sociale, temporale. Poi potremo complicarci la vita aggiungendo la variabile geografica, ovvero la necessità di valutare le informazioni non solo semanticamente e cronologicamente, ma anche in base al luogo in cui ci troviamo: vi siete dimenticati di quanto oggi si navighi e si cinguetti tramite dispositivi mobile, anche in questa Italietta sommersa dal digital divide?

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Google, ad esempio, attacca il web con il progetto Caffeine, testabile grazie alle preziose indicazioni di Nothing2Hide, scovato grazie a Blogger Italiani 2.0 (attivato pubblicamente il 17 dicembre 2009, ndr). Che sia questa versione qualcosa che si avvicina al progetto che Google ha in mente, non è dato saperlo. Quello che oggi siamo in grado di dire è che gli sforzi sono quelli di indicizzare il mondo dei social, obbligatoriamente in tempo reale, che le informazioni devono essere taggate in base al tempo e allo spazio e che il futuro del monopolio dell’informazione sarà in mano a chi riuscirà ad integrare il tutto, consentendo di fornire SERP rilevanti: nello spazio, nel contesto e nel tempo!

Gli obiettivi di Caffeine sono esposte in una pagina del blog ufficiale di Google – ahimè datata agosto 2009 – ma i concetti sono comunque chiari, anche se coi link di test sbagliati:

  • scandagliare quanti più contenuti possibile
  • indicizzare i risultati indicandone la rilevanza / importanza / rispettabilità
  • restituire risultati di ricerca più utili possibile all’utente, nel minor tempo possibile

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Bella sfida vero? E pensare che oggi – 16 dicembre 2009 – al Working Capital di Milano, è stato protagonista di un pitch un signore che presentava il suo motore di ricerca come, già, in grado di effettuare analisi qualitative sui risultati, non solo semantiche. Purtroppo la demo non si è vista e il pubblico non pagante è rimasto con qualche parola, qualche slide e un gran brutto logo: peccato, sarebbe un vero passo evolutivo, che avrebbe segnato il definitivo passaggio dal web2.0 al web3.0.

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Quello che vorrei fosse chiaro – l’obiettivo di questo articoletto – è coinvolgervi nell’accettazione che stiamo vivendo una vera e propria evoluzione tecnico culturale. I media tradizionali (radio, televisione, giornali) stanno subendo la più grande stoccata dalla loro invenzione. Il pubblico è assuefatto di palinsesti, di format e di informazioni di massa: oggi vuole decidere cosa, come e quando!

Le barriere spaziali si stanno via via sgretolando, lasciando il campo a strumenti senza fili, in grado di connetterci all’informazione, alla nuvola di informazioni in ogni sua forma, ovunque ci troviamo. La tecnologia della comunicazione stessa sta cambiando: se prima contattavamo una persona via email, oggi è probabile che non risponda. Ma se ha meno di diciott’anni è molto più probabile che risponda a un poke su Facebook, ad una beccata su Twitter – se è un po’ più nerd – oppure a una discussione senza confini su Meemi, se è già arrivato alla conclusione che non vuole limiti, né di threading né di spazio né di modalità.

Il mondo cambia, il mondo si muove, il mondo è in delirio. Nulla è più fuori controllo, tutto è sottoposto a centinaia di occhi/orecchie. L’unico problema sta nell’ordinare questo caos, differenziando il noise, i rumori di fondo, dalle pepite d’oro, separando lo spam dal breadcrumb, le bricioline di pane di Pollicino che ci portano a casa, ci portano a dare forma e immagine alla nuvola.

Durante il LeWeb il patron di Youtube Chad Hurley, scherzando ha affermato:

"You could punch me in the face right now, that would get a lot of views"

siamo convinti stesse scherzando, o siamo già dentro alla rivoluzione del tempo reale! Beh noi cerchiamo di farci trovare pronti e non impauriti dal cambiamento. Cerchiamo – nei limiti delle possibilità del tempo – di rimanere sempre connessi con le mutazioni seguendo gli aggiornamenti, ma di non sconnetterci mai dalla realtà, quella fatta di persone in carne ed ossa, fatta di famiglie sguardi e sorrisi, di botte che fanno male e abbracci che rincuorano. Abbracci come quello che voglio donare a Julius aka Giuliano Ambrosio, perché non si perda mai l’orizzonte, nonostante gli ostacoli ai quali la vita ci sottopone.

 

Riferimenti online

Dedico questa articolo a Giuliano Ambrosio, al quale va tutto il mio affetto e stimo, per ogni sua scelta. In bocca al lupo per tutto.

Immagine di Scott Dungan

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6 pensieri su “Real time. Tempo reale. Live!

  1. Erriko

    Merlinox, come ci hai spesso abituati, davvero un bel post!
    Certo se si trovasse a leggere un fisico “il tempo non esiste” gli verrebbe un collasso 😀 eheheh

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  2. Merlinox Autore articolo

    @Erriko grazie mille. Appena mi fanno vedere che lo manipolano allora correggo il post 🙂 Scherzi a parte la meraviglia del tempo è che la sua “attuale” intangibilità lo fa diventare un gateway tra la scienza e la filosofia!

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  3. Erriko

    Verissimo. Secondo me dalla quarta dimensione in poi (dal tempo dunque) l’intuizione scientifica e l’immaginazione non hanno poi molta differenza. Se poi pensiamo che dicono ci siano 11 dimensioni… :-S

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