Tutti i segreti di un sito web

Programmatore all'opera (by Uffa.it)La crisi economica e lo sciacallaggio carestico hanno influenzato notevolmente anche il mondo del web, della produzione web. A peggiorare la situazione la forte ignoranza popolare in materia di web, aggravata dall'aumento della qualità delle web application, che – come dice Luca – ormai sono omni-servizio, con facilità estrema.

Questo si traduce in un concetto di WEB = Facile. Tutto sembra così immediato da fare, che i prodotti web "seri" perdono valore ora dopo ora, soppiantati da concetti del just-on-click ecco il sito fatto. Non mancano infatti servizi che con qualche scelta permettono di farsi il proprio sito, con tanto di gestione, a pochi euro all'anno. 

Personalmente ritengo sia giunto il momento di fare chiarezza su cosa è un sito web, ovvero un prodotto complesso di comunicazione. Il mio intento è quello di proporre al pubblico cosa si cela dietro ad un sito, e lo faccio soprattutto per quelli che di web ci capiscono poco, al più di andare su Facebook, scrivendo Facebook sul browser, in luogo di www.facebook.com.

Questo l'elenco che ritengo vicino alla rappresentazione dell'attività sito web. E' chiaro che per ogni tipologia (dimensione) di sito alcune voci scompaio e se ne aggiungono altre. Però in linea di massima penso di aver dato una buona rappresentazione. Se avete qualcosa da aggiungere, vedo di aggiornare la presentazione.

Se avete modifiche da consigliare scrivetele nei commenti. Sarò lieto di aggiornare la presentazione e citarvi come fonte di critica nella stessa.

Aggiungo al documento alcuni piccoli consigli, nati da qualche anno di esperienza sul campo:

  • Informarsi sulla credibilità del cliente prima di iniziare un progetto
  • Se non si conosce il cliente non regaliamo progetti di comunicazione come preventivo: c'è sempre qualche iena che gira per i clienti chiedendo se hanno progetti e offrendosi di farli a un 20% in meno di noi
  • Lasciare al cliente responsabilità e costi di hosting, email e qualsiasi altra licenza
  • Se possibile – specie per grossi problemi – richiedere un anticipo che ci consenta di lavorare senza correre all'oro
  • Stabilire in modo chiarissimo nel contratto i dettagli di tutte le funzionalità del sito
  • Stabilire in modo chiaro i vincoli per il cliente: se per 4 mesi non ci da materiale, i soldi virtualmente il prendiamo 4 mesi dopo. In modo particolare consegna materiale e consegna approvazioni.
  • Non promettere cose che non si è in grado di fare.
  • Terzializzare il lavoro solo a persone fidatissime.

Il prossimo cliente che vi chiede il sito a 50 o 100 € e vuole anche un lavoro professionale, mandatelo su questo post o sulla presentazione allegata. 

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27 pensieri su “Tutti i segreti di un sito web

  1. Joel

    Ciao Merlinox,

    bug nella 12: pProgetto continuativo di creazione nuovi testi. – Doppia p iniziale –

    Per quanto riguarda il contenuto mi trovo sostanzialmente d’accordo, la progettazione è una fase lunga ma essenziale e ci sono da rispettare più o meno gli step di cui hai parlato. Cambia un po’ da progetto a progetto ma alla fine siamo lì 🙂

    Per quanto riguarda la mia esperienza, nel caso di web app, consiglio sempre di avere bene le idee chiare prima di iniziare a progettare il DB e le pagine. Cambiare in corso d’opera richiede un sacco di tempo… meglio impiegarlo prima a progettare come si deve.

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  2. swsol

    non posso che concordare, trovo l’analisi come sempre utile ed accurata 🙂

    unico mio vezzo, il progetto grafico iniziale fatto a mano con matita e righello…

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  3. Marco

    Ciao Merlinox,

    anche se penso rientri al punto “Analisi delle informazioni”, sarebbe opportuno inoltre chiarire in modo molto preciso con il cliente, quale materiale si vuole trattare/pubblicare sul sito (audio, video, foto, animazioni flash, ….) e soprattutto CHI dovrà elaborare tali informazioni (cioè, il cliente ci fornisce già tutto il materiale che ci serve nel formato da noi richiesto, o dovremo NOI con tanta pazienza elaborare tale materiale?), perchè questo, ovviamente farà lievitare anche di molto il costo finale del lavoro.

    Un saluto. 😉

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  4. Cifra WM

    Il Web è troppo avanti, semplifica la vita a tutti, vuole che tutti riescano a utilizzare una cosa (un mestiere, un’arte, un’attività) che prima era esclusiva di un esperto del settore; e il tutto in maniera veloce, facile e maledettamente gratuita.
    Il meglio e il peggio della rete 😛
    E’ dura stare al passo coi tempi, io non ce la sto facendo a dirla tutta.

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  5. Merlinox Autore articolo

    @Cifra WM chiaramente hai ragione. Ma è giusto che i clienti assumano la consapevolezza che installare un WordPress non è fare un sito, è installare una piattaforma.

    Il classico esempio delle Ferrari guida da un impedito… vince il pilota con la macchina easy!

    Purtroppo in altri ambiti i clienti hanno la percezione della qualità. Nel web sono ancora pochi quelli che capiscono. I veri professionisti del web dovrebbero assumersi la responsabilità di questa mission di catechizzazione alla conoscenza.

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  6. Trippi

    Bravo Merlinox hai colto un’altra volta nel segno. Incerti settori l’approssimazine non è tollerata, ma nel web c’è ancora troppa ignoranza e mi metto nel mucchio degli ignoranti, naturalmente!

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  7. Merlinox Autore articolo

    @Trippi quello che volevo puntualizzare non è che tutti devono sapere fare web. E’ che i clienti (o potenziali tali) devono capire che dietro a un sito c’è un bel po’ di cosa, traducibile in ORE UOMO!

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  8. Pikadilly

    Ottimo articolo e ottima presentazione. 😉

    Da qualche tempo a questa parte, trovo estremamente controproducente per la mia precaria pazienza continuare a vedere un idraulico arrivare, smontare, rimontare, tirare, avvitare e, senza darmi troppe spiegazioni, appiopparmi una fattura di 100 euro, mentre io devo continuare a dimostrare perché 100 euro per un lavoro non bastano. 🙁

    Il cliente va informato utilizzando la sua lingua, trasformando le nostre parole in benefici che lui riesce a percepire, altrimenti non non serve a niente nemmeno parlargli di queste cose o dei perché un servizio costa tot. 😉

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  9. Trippi

    Hai reso perfettamente l’idea e sono d’accordo con te. A ognuno il suo mestiere, altrimenti si passa più tempo a debuggare siti problematici e inusabili che a rifarselo in grazia “di web”

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  10. Cifra WM

    Mah, forse una cosa che si può fare è cercare di fare capire al cliente realmente cos’è un sito. Far loro una mini-lezione per chiarire le diverse tipologie di prodotti disponibili e creabili e fargli capire cosa vuole veramente e cosa si può e non si può fare.
    Ma con la gente con cui ho avuto a che fare non si potrebbe fare, mai nessuno ha tempo. La loro attività è più importante della mia, quindi ha la priorità.
    🙁

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  11. Pikadilly

    @Cifra WM
    Hai mai visto un neurochirurgo spiegarti per filo e per segno cos’è un cervello prima di operarlo?
    Io no, quando hanno aperto quello di mia madre, si sono limitati a dire “aneurisma”, “circa otto ore d’intervento” e “se non si opera muore”. Fine, non hanno aggiunto altro. Tutto quello che so sull’aneurisma l’ho imparato da sola. 😉

    Questo per dire che secondo me far capire al cliente com’è fatto un sito non serve, anche perché, come hai poi detto tu, certi, vuoi per tempo, vuoi per poca voglia, non ha desiderio di capire come funziona. Allora, secondo me, è necessario parlare di cose che interessano a lui, che lui vede come vantaggi e benefici o come evitare il danno. Mi è stato insegnato che l’uomo non percepisce tanto il guadagno di una cosa nuova, ma la perdita di un beneficio che già ha, quindi, dire che una certa azione gli fa perdere profitti aiuta a convincerlo, soprattutto quando è vero. 😉

    Avevo un cliente che non si rendeva conto dei clienti che perdeva lasciando l’inglese maccheronico sul suo sito, era granitico sulla sua decisione di non spendere soldi per un inglese più corretto. E’ bastato dirgli che stava perdendo più soldi di quelli che avrebbe speso per la traduzione giusta per convincerlo. Se avessi trattato questa questione tre anni fa, avrei limitato il tutto con una spiegazione che il cliente non avrebbe voluto capire, perdendo solo tempo.

    In conclusione, credo che spiegare per filo e per segno cosa sia un sito non è il nostro mestiere e non è giusto farlo, perché non servirebbe a nulla, dobbiamo fare come i medici e limitarci ad andare al sodo, pur comunicando al cliente quello che ha tra le mani, se alla fine non capisce, si fa come il neurochirurgo: “A signò, se non operiamo muore!”. 😀 😀

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  12. Merlinox Autore articolo

    @Cifra WM è quello che ho cercato di fare. Quindi – se vi va – condividete la presentazione, o fatene una omologa. Cerchiamo di aumentare un po’ la cognizione di valore del web.

    @Pikadilly diciamo che fare capire il valore aggiunto è già un’operazione che si fa con un cliente “aperto” ad ascoltare. E purtroppo, lo sai benissimo, senza cifre dettagliate alla mano è difficile spiegarsi.
    E quelle realtà che richiedono cifre o capiscono il valore aggiunto, sono già ottimi clienti. Il problema è la piccola impresa che gli dico “gato el sito” e loro vengono da te e ti dicono “sato usare el pc, me fato un sito”.

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  13. Pikadilly

    @Merlinox
    Con il cliente chiuso è necessario parlare la sua lingua, valutare sul subito (cosa estremamente difficile)quale potrebbe essere un beneficio che lui riesce a percepire, quindi trasformare i tecnicismi in benefici comprensibili al cliente.

    Qui da me è inutile cercare di far capire l’importanza di una versione mobile, ad esempio. Bene, non mi è difficile trasformare questo No in un Sì, mi basta prendere il primo idiota al bar che sta navigando con il telefono e indicarlo al cliente dicendogli: “Vede i suoi soldi che fine fanno? Quel ragazzo sta cercando un elettrauto e tra i siti che visionerà non ci sarà il suo, ma quello della concorrenza” (qui metto in mezzo la sua concorrenza per attivargli lo spirito di competizione, parlo la sua lingua, ovvero traduco l’importanza di una versione mobile in perdita di soldi, il tutto con un esempio chiaro e semplice, senza star lì a parlagli dei nuovi dispositivi e bla bla bla). Tempo due secondi e la versione mobile compare tra le voci del futuro preventivo. Prima per me era terribilmente difficile riuscire a farmi capire, pensavo che fosse impossibile far comprendere l’importanza della versione mobile al cliente “tutto no”, poi ho capito, con l’esperienza, che era impossibile fino a quando mi ostinavo a voler far capire la mia lingua al cliente. Tradotta questa lingua, sono riuscita a comunicare e quindi a farmi capire. 😉

    Non voglio insegnare niente a nessuno, ci mancherebbe, dico solo come mi comporto io, il che non vuol dire che si fa così, anzi, magari sbaglio, ma se alla fine riesco a conquistare fiducia, lavoro, ma soprattutto rispetto da un cliente ostico che non parla la mia lingua, è fantastico. 😉

    Secondo me il punto d’incontro nella maggior parte dei casi c’è, non in tutti, certo, ma l’errore sta anche nel voler caparbiamente che il cliente guardi con i nostri occhi il lavoro che facciamo e lo valuti come lo valutiamo noi.
    E’ l’errore che facevo io prima. Ora ho smesso e va veramente tutto molto meglio. 😉

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  14. Marco

    @Merlinox Hai ragione, avere a che fare con il cliente “aperto” è già un buon inizio, ma è purtroppo vero che spesso e volentieri si ha a che fare con le piccole imprese che quando gli chiedi “gato el sito?” e loro ti dicono “sato usare el pc, me fato un sito”, alla fine dei conti quando presenti il preventivo ti senti anche rispondere “tutti sti sghei? se anca massa!!” (chiedo venia per lo scambio dialettale 🙂 )… e contro queste realtà credo ci sia ben poco margine di dialogo (per la serie: “ok, hai il pc, lo sai usare, quanto mai ti ci vorrà per farmi quattro paginette in croce?), e alla fine passi magari anche per disonesto perchè secondo loro fai dei prezzi alti in confronto a chi “fa un sito in Joomla a 60€” 😉 …..

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  15. Merlinox Autore articolo

    @Marco hai centrato in pieno il concetto che volevo passare io. La domanda è: proporgli una presentazione tipo questa potrebbe valorizzare tutti il nostro lavoro? Oppure potrebbero dire “tuta sta roba par fare 4 pagine… dai dai assa stare”… e poi girano l’angolo e vanno dal 60€!

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  16. Pikadilly

    @Merlinox
    Procacciatrice di caciocavalli? 😀

    Comunque credo che la vendita sia una delle professioni più stimolanti ma anche più difficili che esistano. Avere delle basi di psicolgia ed essere versatili e empatici sono gli elementi fondamentali per poter vendere bene e non solo piazzare.
    Quando il cliente me la butta sul prezzo, lo ammetto, da un certo punto di vista mi fa piacere, oltre che rodere, perché scopro sempre modi nuovi per soddisfare sia me che lui senza pregarlo e senza giocare al ribasso.
    Poi ci sono quelli che a lasciarli perdere è tutto di guadagnato, e tu, @merlinox, sai di chi parlo… 😀

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  17. Merlinox Autore articolo

    Io. Niente so @Pikadilly . Io purtroppo non sono e non sarei un bravo commerciale: non mi piace in*ulare la gente e soprattutto ci metto troppo poco a mandare qualcuno a fare in cu*o!

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