(not provided) spieghiamolo a tutti

(not provided): schema di generazioneUn bel po’ di mesi fa ho aperto un sito dedicato al (not provided): notprovided.it. Utilità? Spiegare un po’ cosa fosse questo nuovo concetto e la sua evoluzione nel tempo.

Perché quindi scrivere un nuovo articolo? Perché da qualche giorno Google ha deciso di fare un nuovo evolutivo aggiornamento e la gente ha iniziato a parlarne a più ampio raggio. Cercherò quindi di spiegare nel modo più facile possibile di cosa si tratta, in modo che lo capiamo un po’ tutti, clienti e amici (poco NERD) compresi.

Ci fu un tempo (mi ricorda la La Favola non Fornita…) in cui coloro che avevano un sito e un sistema di statistiche potevano vedere i dati sui visitatori che arrivavano da Google e soprattutto con che ricerca (si chiama query). Esempio:

– quando entravo in Google.it
– cercavo: chi è merlinox
– cliccavo su uno dei risultati

L’autore del sito su cui accedevo poteva vedere nel suo sistema di statistica: 1 accesso da un utente, che arrivava da Google.it, cercando “chi è merlinox. Chiaro? Questo accadeva perché il server di quel sito poteva vedere che il visitatore era arrivato da un’altra pagina di internet, tipo: https://www.google.it/search?q=ricetta+rosbif* dove ciò che è scritto dopo q è la chiave di ricerca.

Ecco ad un certo punto Google ha deciso che, per tutti gli utenti loggati (o in https) quel parametro q non fosse più da passare come informazione al sito che l’utente visitava. Significa che la URL mostrata prima sarebbe diventata qualcosa di tipo https://www.google.it/search?q= senza alcun valore dopo =.

Questo significa che i titolari dei siti vedono che ci sono accessi provenienti da Google, ma NON SONO PIU’ in grado di capire per quale ricerca.  I sistemi di statistica dei siti non sono quindi più in grado di rispondere alla domanda “che chiave ha usato l’utente per cercarti su Google”. Google Analytics, il più diffuso tool gratuito di analisi degli accessi a un sito, nomina questo “vuoto” informativo (not provided).

(not provided) la sua crescita

Negli ultimi giorni – questo l’aggiornamento epocale – Google ha deciso che tale accorgimento (motivato ai fini della privacy) fosse esteso a tutti gli utenti del web. Tant’è che se voi provate ad andare su http://www.google.it oggi verrete inoltrati al sito https://www.google.it, dove quella s (in termini semplici) significa che state navigando su una rete “sicura”.

Tutto chiaro? Ora se non è chiaro così ditemi cosa non è chiaro, che vedo di modificare il post e di chiarirlo, per l’eternità 😉

* per i più tecnici, questo è solo un esempio. In realtà da tempo immemore Google usa una URL intermedia tra la pagina dei risultati (SERP) e la pagina che inoltra un visitatore su un sito esterno

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6 pensieri su “(not provided) spieghiamolo a tutti

  1. Pingback: 5 link dal Merlinox (Riccardo Mares) | LoL marketing

    1. Merlinox Autore articolo

      O c’hai la sfera magica, o vieni al mio corso organizzato da wmra.it e lo impari. Scherzi a parte ad oggi restano due cose (ma stiamo andando fuori tema rispetto al post):
      – report analytics “pagine di destinazione”
      – google webmaster tools > report query

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  2. Christian Forgione

    Grazie per il bel articolo intanto, e due cose .. quindi più utenti ATTIVI ci saranno in Gplus e più saranno i notprovided ? .. Ma da cellulare ti risulta che questo problema sia evitabile o non ancora tracciabile ? Ho fatto navigazione da IPHONE 5 loggato a G+ e non risultava il not provided
    grazie se avrai tempo di rispondermi

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