Non SEO: la guida

Oramai la parola SEO è più inflazionata della parola Avatar, ormai già passata di moda in attesa di un remake che forse non arriverà mai. E aggiungo anche la parola hacker, che tanto discussa è stata nell'articolo dell'ultimo Wired. Cosa accomuna queste 3 parole così apparentemente diverse? Quello che gli sburòni si riempiono la bocca definendolo misanderstanding.

Mi spiego meglio. Avatar è – nell'induismo – quando un Dio assume sembianze umane. Ma è anche una rappresentazione di un ambiente tridimensionale. Ma è anche un film e prima ancora è l'iconcina che ognuno di noi utilizza per rappresentarsi nella realtà virtuale-sociale. Di che diavolo stiamo parlando? Appunto. Intendo pure quello.

Hacker non è lo stro**o che vuole bucare le banche dati del mondo: è qualcosa di più nobile e filosofico. Hacker è colui che rompe le barriere, ma non quelle della sicurezza, ma quelle della creazione: è colui che riesce ad andare oltre nell'utilizzo di uno strumento / linguaggio, creando cose inimmaginabili. Che poi la parola sia stata usata per definire i cracker, ovvero quelli che rompono i ma**ni, quello è un errore storico.

A questo punto vi state chiedendo SEO che diavolo centra? Pronti! Quante email al giorno ricevete per scambiare link, si legga il mio "amico" Adam? Se siete un'azienda, quante offerte vi arrivano ogni giorno per indicizzare il vostro sito? E ancora peggio quante vi garantiscono posizioni?

Cosa ne penso? Porcheria! Porcheria come quelli che ti dicono: mi indicizzi 6 siti per 200€ al mese (fonte forum di html.it). Ragioniamo: un povero disgraziato SEO che vuole sopravvivere potrà domandare 30€ netti all'ora? E quante ore di lavoro ci sono in 200€? Secondo voi in 4 ore cosa si può fare a 6 siti?

In questo post non voglio insegnare nulla a nessuno, ma mi piacerebbe che aumentasse nel pubblico la sensibilità al valore di chi lavora online: da chi scrive i testi, a chi deve occuparsi di ottimizzazione e indicizzazione. Come riusciamo a valutare il costo dell'elettrauto o del meccanico, perchè non proviamo ogni tanto a calarci nel mondo Web, informatico e creativo?  Concludo questa parte chiedendovi: quanto tempo secondo voi ci vuole a disegnare un logo e fornirvelo con tutti i crismi (varie versioni, coloro codificati, …). Vi siete risposti? Bene: moltiplicate x 30€ all'ora e poi aggiungetevi tassazione e IVA.

Tornando al discorso SEO vorrei suggerirvi alcune indicazioni su quello che non è possibile ottenere:

  • Primo nei motori di ricerca solo pagando e in poco tempo: scordatevelo! Questo si chiama ADSENSE e vi comprate la posizione che volete. Per il resto è necessaria un'attività coordinata tra writer, azienda e una forte rete contestuale, ovvero di siti a tema con il vostro.
  • Scambio link: basta! Google sta cambiando direzione: i link sono importanti, ma la contestualità (semantica) è sempre più importante e i link in sidebar Google li riconosce. E per chi dice che non è vero, li riconoscerà a breve. 
  • Ti indicizzo per 200 parole: follia! L'indicizzazione si fa per una, due parole al massimo. E tutta una rete di frasi a sostegno di quelle parole.
  • Servizi automatici di indicizzazioni: tremate. Nulla sostituirà il lessico, la qualità dei testi e l'autoreferenzialità.
  • (continuate voi, aggiorno volentieri)

Ok lo sclero giornaliero è stato effettuato. Notte. Dimenticavo … ringrazio il team dell'Ippogriffo per il loro post: l'avevo letto qualche giorno prima di questo ma non trovavo più il link "11 domande utili per conoscere l'affidabilità del vostro consulente SEO".

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9 pensieri su “Non SEO: la guida

  1. Rudy Bandiera

    Ciao, mi chiamo Rudy e mi occupo di indicizzazione e seo. Vorrei chiederti, visto che trovo il tuo sito molto interessante, se saresti disposto ad uno scambio link con me.
    GRazie mille.

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  4. Erriko

    Io sono d’accordo sul riconoscimento dei link in sidebar. E la cosa avviene da un bel po’ aggiungo. Se è un “trucco” inflazionatissimo e conosciuto anche dagli esseri monocellulari e forse anche dalle pietre, vuoi che Google con la crema dell’intelligentia messa lì a pascolare a Mountain View con l’unico scopo di migliorare costantemente l’algoritmo di ricerca non se ne sia a accorta?
    Dai, su, siamo seri.
    In uno scenario forse un po’ da film di fantascienza (ma non troppo) credo arriveremo al punto che google letteralmente leggerà quello che scriviamo e lo valuterà senza farsi influenzare (o forse di poco) da referenze, link e quant’altro.

    Comunque, mia opinione personale, non è neanche necessario che riconosca il link in sidebar o simili. E shame a chi non crede che siano riconosciuti, visto che l’analisi da fare è più che semplice: hai un sito e io (Google) to ho indicizzato 300 pagine? Il link ti tal dei tali in quante pagine figura? 300? 290? 100? Ok: non vale niente. In questo caso il link è come una costante in matematica (visto che effettivamente è una costante del sito). Visto che non altera il risultato non si considera. Giusto?
    Dici che Google non è in grado di fare un controllo del genere?

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  5. Merlinox Autore articolo

    @Erriko ipse dixit: hai detto tutto ciò che penso io. Google è il top. E come tale possiamo aspettarci qualsiasi cosa. L’unica vera intuizione e indicazioni è fare tutto il possibile per non infastidirlo.

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  7. seoline

    uhm. In una parte mi trovo d’accordo con quello che dici, prima di tutto sul fatto che è un lavoro vero e proprio. E poi ovviamente sul discorso delle capacità, o meglio nella musica ci sono solo sette note, ma io di mozart in giro per italia non nè vedo tanti.Nel seo , i fattori sono piu’ o meno quelli, ma non tutti SEO se si possono chiamare cosi’ sono capaci di arrivare una keyword in certe posizioni ( capita a tutti poi ;))

    Unica cosa che voglio aggiungere, è il fatto che seo è una pratica che ogni mese ha delle news, ogni mese google modifica qualche cosa, migliora ecc. Quindi, non serve a leggere i libri del 2001 dove si diceva che basta segnalare il sito alle directory e tanti saluti, benvenuto in top 10 di google.

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  8. Merlinox Autore articolo

    “In una parte mi trovo d’accordo con quello che dici” dove non sei d’accordo? La SEO è proprio come dici te una cosa evolutiva. Un buon libro (come seo power di GT ad esempio) è quello che ti da le basi basi e ti introduce ad un modo di pensare operare. Poi la formazione deve essere continua. Oltre tutto le regole non sono nè pubbliche nè chiare nè stabili.

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