Referendum: ha perso la democrazia

Qualche giorno fa ho analizzato il referendum dal punto di vista mediatico. Oggi – cambio di blog necessario – voglio esprimere una opinione politica.

Il referendum ha raggiunto il quorum ed è morta la democrazia. Milioni di persone sono andate a votare. La maggioranza di loro non sa cosa ha votato, e lo ha fatto per appoggiare una bandiera piuttosto che un’altra.

Il voto politico significa affidare a persone di “fiducia” le scelte da fare a favore del proprio paese. Si vota un governo che per quattro anni dovrebbe rappresentare il popolo. Non si può pretendere che il popolo abbia conoscenze in merito a nucleare o macro-clima, guerra o gestione della grande finanza o micro economia.

Il referendum di questi giorni metteva sul tavolo questioni scottanti e il popolo non è in alcun modo in grado di dare delle risposte. E’ in grado di abrogare o meno una legge sulla base di quello che ha sentito dire dai politici. Ma non sono gli stessi politici che dovrebbero prendersi la RESPONSABILITA’ di prendere delle decisioni e rappresentarci?

No, io non sono andato a votare. Non mi sento nemmeno traditore di chi ha lottato per me per darmi il voto: non ho mai saltato un’elezione politica e mi sono sempre fatto carico della responsabilità di eleggere chi doveva rappresentarmi.

Scendere al referendum significa disconoscere il diritto al voto politico, rimandando una decisione allo stesso popolo che ha chiesto che qualcuno se ne prendesse la responsabilità.

Ora vedremo i risulati del referendum, ma questo post per me avrà sempre la medesima validità.

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