Native Advertising di Claudio Vaccaro

Native advertising. La nuova pubblicità. Amplificare e monetizzare i contenuti online. (by Claudio Vaccaro)Claudio è un amico di vecchia data, da quando nel web eravamo ancora pochi e impreparati (più io che lui). Tante cose non si potevano studiare, bisognava impararle a suon di errori e prove. La concorrenza era meno, Google non c’era o era appena nato e c’era un mondo da scoprire.

Fine 2016, siamo agli albori di un nuovo cambio di “generazione” del web: il mobile (con tablet) scavalca nelle classifiche mondiali la portate del desktop per accessi ad internet, Google è sempre più artificialmente intelligente (oltre che monopolista della ricerca) e l’advertising (la pubblicità) cambia volto.

Cosa cambia nell’advertising? Fondamentalmente due cose:

Come si traduce tutto ciò? La pubblicità online tradizionale ha sempre meno forza: sempre meno notata, sempre meno bloccata. Nonostante la pubblicazione di Seth Godin abbia ormai diversi anni, cavalcare l’onda del permission marketing è diventata un’esigenza.

Anche i blog più potenti dal punto di vista della visibilità hanno bisogno oggi di nuove forme di remunerazione, perché con Adsense probabilmente non ci si ripagano nemmeno le spese. Diametralmente opposti chi ha bisogno di promuovere non trova più vantaggi (ROI) nei normali banner e ha bisogno di nuove forme promozionali.

Claudio Vaccaro concretizza la sua lunghissima esperienza nel mondo del web e della digital advertising in un libro davvero “brenso” di contenuti: ben strutturato, ben fatto, forse non facile e non per chi non è addetto ai lavori, ma sicuramente intenso. Un libro che non introduce l’argomento – come tanti ormai – ma che è valore aggiunto: dati, informazioni, nuovi media, nuove strategie. Insomma un libro che chi lavora nel marketing digitale dovrebbe leggere.

Il titolo (dimenticavo): Native advertising. La nuova pubblicità. Amplificare e monetizzare i contenuti online.

Si parla di native advertising, si parla di programmatic, si parla di digital PR introducendo strategie, metodi e nuovi player. Contento di averlo letto e contento di averlo già consigliato a molte persone.

Difetti? Secondo me l’impaginazione del libro non rende onore ai contenuti: interlinea serrata, font stretto, spaziature sbagliate e soprattutto in bianco e nero, mentre il libro è ricco di grafici che dovevano essere valorizzati con i colori. Ma content is the king, bisogna soprassedere perché ne vale la pena. Magari Claudio tira le orecchie a chi di dovere per la ristampa!

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