Muore la dignità

Chi si ricorda il Videotel?Amo provocare. Da sempre. E mai come ora il web consente di provocare nei modi più svariati. E poi c'è quella piaga sociale che si chiama anonimato. Mistero che incuriosisce, verità che ferisce, maschera che rende quasi imbattibili.

Ai tempi dell'università Facebook praticamente non c'era, Google forse non era ancora un'idea e il web si navigava riducendolo all'osso, a 9600 baud e per chattare c'era Mirc. Per tutti quelli che non ricordano, o che non c'erano, Mirc era l'interfaccia web per il canale Internet Relay Chat. Bambini ora girate (compreso Totti…) con lo smartphone sempre connesso in 3-4G, pieno di applicazioni sociali: meno di 20 anni fa dovevi andare in sala giochi a pistolare con un monitor monocramatico testuale firmato SIP: il VideoTel!

Con Mirc il mio più grande divertimento era vedere le reazioni delle persone ai messaggi testuali. Se poi ti presenti come una bella moretta, ricciolona e fai immaginare quello che il "ricevente" vuole immaginare: beh allora era il panico! Avreste dovuto vedere qualcuno arrossire come un fungo allucinogeno e sudare dalle emozioni… e poi ricevere una email con il report della discussione… ho rischiato pure qualche botta!

 

Premessa

Avevo un dubbio: ma che ci siano ancora i polli nel web che vanno nei social network in cerca sempre e solo di quello, in modo morboso e insensato? Dentro di me temevo la risposta, ma i risultati sono stati peggio. Voglio condividere con voi solo i risultati dell'esperimento, ma non svelerò mai e poi mai l'identità del mio provocatore alter ego e nemmeno le vittime. Ringrazio solo il silenzio di due amici – che se vogliono rimanere tali devono mantenere il segreto – che non solo hanno omertosamente omesso ogni chiacchiera sull'argomento, ma si sono dimostrati civili e non sono banalmente caduti nella altrettanto banale trappola.

 

L'esperimento

Creare un profilo su Facebook femminile e aggiungere alcuni connotati fisici e non fisici, stereotipo del desiderio medio maschile: qui la chiamerò Altera. Solo maschile? Vedremo. Un po' di esoticità, un pizzico di malizia e boom. L'esperimento parte: siamo a febbraio 2010. Tocco finale qualche foto dove non si vede assolutamente nulla, si intravede qualcosa. Foto chiaramente non mie, ma trovate online con Google Images: un ritaglio, un cambio colore, un po' di rumore e un controllino con TinyEye per vedere che non siano sgammabili. Alla fine sono state un paio di foto del bottom, una con micropants e l'altra in perizoma, e un paio del seno, ma rigorosamente coperto o celato da watermark.

Risultati contabili dopo poco più di due mesi: oltre 500 "amici", oltre 40 messaggi diretti in inbox, centinaia di messaggi tra bacheca, commenti. Nota bene: inizialmente nell'esperimento Altera aveva un avatar manganizzato, ma non ha avuto molto successo, come il decollete.

 

Risultati

Sono davvero in difficoltà nel commentare i risultati. Mi sforzo di essere più ingegnere possibile ma il mio lato istintivo che dice "Che branco di deficenti" non riesco a reprimerlo. Ma cercherò di fare il possibile. Vediamo un po' di categorizzare i contatti che Altera ha in lista, cercando di assegnare loro un group nickname simpatico:

  • SFIGATI DELICATI: approcciano delicatamente fingendosi non attenti alle "curve". Mi chiedo: mi contatti perchè ho delle gran pere o contatti tutte le donne che trovi su Facebook?
  • INUTILI PROROMPENTI: prima arriva il loro avatar, poi loro. Ahimè il cervello no. Gli avatar sono predominatamente mutande rigonfie, canottiere strappate, addominali oliati e sguardi con i RayBan a goccia, che hanno rotto il ca**o pure loro.
  • MAIALI DIRETTI: qui non mi sento di ripete quello che dicono. Però alla fine sono piuttosto banali. Ragazzi ho capito che c'è fame e che l'uomo rude è figo, ma un po' di originalità non sarebbe male.
  • MEDIA TRANSCOM: non si accontentano di Facebook, vogliono il numero di telefono. Alcuni te lo danno, altri lo richiedono. Altri vogliono incontrarti: chissà se vogliono solo i 50 chili di Altera o anche il resto dei miei 40!
  • LADY SAFFIRA: ovvero donne che cercano donne. Ho trovato un numeroso gruppo di ricercatrici di sesso che non si nascondono nè dietro a nickname nè fanno economia di foto.
  • LADY GUARDAMI: ragazze e signore che vogliono essere guardate. Chi per puro gusto esibizionistico, chi invece per attirare maschietti vogliosi o magari qualche obiettivo semi-professionistico disposto a sganciare un servizio fotografico for free.
  • FAKE GIRL: omologhe. Decine e decine di finte ragazze di ogni nazionalità e lingua. Altera avrà tra le amiche almeno 5 profili diversi, con nomi diversi e foto di Denise Milani… trovarne una meno famosa no?
  • GLI SCHIFOSI: spiegami che cavolo serve l'avatar con tuo figlio in braccio, o con la tua donna, che poi mi chiedi di mandarti una foto delle tette, senza coprirle con le mani?

La media dei messaggi sono complimenti, richieste di foto più esplicite, ma soprattutto "incontriamoci". Poi ci sono quelli che ti mandano l'immagine regalino e magari nell'avatar c'hanno 60 anni. Mai demodè il "ciao sei bellissima… ti andrebbe di conoscerci dal vivo", nelle varie sfaccettature che scendono più o meno nel dettaglio del complimento. E poi ancora inviti a trovarsi in chat, in video chat, in qualche località. Richieste per gang bang e film per adulti. Qualcuno che addirittura manda poesie personalizzate, che è convinto di conoscerti da sempre (contate che Altera non ha quasi mai risposto) e che invece freme per un incontro. 

Ma io mi chiedo: 4 dettagli in croce e  4 foto palesemente finte e scorrelate tra loro, fanno una donna? fanno una persona? Ma è così riduttivo l'approccio web da ridurre individui ad attirarsi per insignificanti quanto inverificabili dettagli? Tutto ciò mi ha messo molta molta tristezza. Ho ricevuto contatti anche da ragazzi giovani, e spero vivamente non meritino di vivere in uno spazio-temporale così umiliante come quello che questo esperimento ha profilato. Spero che in molti di quelli che hanno contattato Altera, ci sia solo la voglia di evadere, sfruttando un media "irreale"… ragazzi però le foto e i nomi vostri sono veri!

Vorrei regalarvi qualche altra "perla" ma poi rischierei di fare saltare la copertura di Altera. Comunque se avete domande sono ben lieto di fornirvi delle risposte, sempre proteggendo la mia amichetta. Invito quanti si fossero riconosciuti a non rivelare il profilo reale di Altera, anche se sono certo che non c'è tutta questa voglia di rivelare il proprio. E' stato un gioco senza perdenti, senza nomi, senza dita puntate. Diciamo statistico, ok?

Loading Facebook Comments ...

51 pensieri su “Muore la dignità

  1. Pingback: Tweets that mention Muore la dignità -- Topsy.com

  2. Nicola Tedeschi

    Se ne vedono fin troppe sul web di questi contatti fake, principalmente si nota il link di un sito da sponsorizzare.

    A me fa ridere vedere che ci sono account di siti che conosco e frequento, che per attirare amici, scrivono come messaggio personale “Sono calda… spogliatemi” 😀 A livello di utenza, la possono attirare, ma dall’altro lato della bilancia non c’è una sorta di sputtanamento per chi ti conosce e queste situazioni le “mastica”?

    Rispondi
  3. DvD

    Devo dire che anche senza esperimenti ho avuto la stessa percezione. Mi mancavano i dettagli per carità, ma cmq l’idea che mi ero fatto era la stessa. Complimenti per questo articolo degno di indagine giornalistica alla “Report” e per fortuna che Altera non era minorenne … altrimenti nn so se saresti arrivato alla fine …

    Byez

    Rispondi
  4. Merlinox Autore articolo

    @Nicola: questo esperimento però è stato fatto senza alcun scopo promozionale e soprattutto senza esplicitare troppo la “voglia”. Solo qualche immagine provocatoria, ma meno glamour di tante foto amatoriali che si vedono in comuni profili. La provocazione secondo me è stata quella – appunto – di fare vedere molto poco.
    @DvD: grazie amico. Sai che sono uno curioso.

    Rispondi
  5. Nicola Tedeschi

    Si avevo capito, nelle mie affermazioni non c’era un tuo riferimento (dato che non ho visto l’account su Facebook) 🙂

    Comunque si constata che c’è qualcos’altro che tira più di un carro di buoi… 🙂

    Rispondi
  6. Merlinox Autore articolo

    @Nicola: sul carro davanti ai buoi (e alle vacche) non avevo alcun dubbio. Il fatto è vedere l’umiliazione umana di certa gente davanti al nulla. Nemmeno uno scatto rapito del volto… scatti presi a caso dal web di persone diverse. Sono allibito! Su 500 persone 1 sola mi fa “non è che …” ma poi si è calmato subito.

    Rispondi
  7. MenteQuotidiana

    Sono stato iscritto a FB per quasi un anno e ho avuto la stessa sensazione che tu hai confermato col tuo esperimento – un modo in più per certe “categorie” di utenti per cercare di avere incontri.
    Complimenti per come hai curato la messa in opera di questa tua provocazione!
    🙂

    Rispondi
  8. Rudy Bandiera

    Fikissimo! A me questo esperimento è piaciuto molto, o meglio mi è piaciuto leggerne i risultati.
    Spero solo di non essere stato inconsapevolmente una “vittima” e di non rientrare nella categoria “gli schifosi” 😀

    Rispondi
  9. elisa

    Del resto, anche su Mirc ogni tanto c’era qualche uomo che si fingeva donna, scherzetti e giochi vari… 🙂 In genere, allora, la gente era molto più smaliziata e diffidente, almeno questo è il mio parere. Comunque, secondo me, alla fine dove ci sono donne ci sono anche uomini che cercano l’incontro facile, è normale; poi sul web lanciare l’amo non costa proprio nulla, per cui tutto passa in secondo piano: la tattica è provare con più profili possibili, così stratisticamente hai più probabilità di incontrarne almeno una che ci sta.
    La tristezza vera a me viene pensando a quello che ti sarebbe capitato di leggere se Altera fosse stata una ragazzina di 13-14 anni… Brrr.

    Rispondi
  10. salvatore

    Davvero interessante come esperimento, mostra in modo impietoso i limiti di uno strumento che utilizzo spesso e volentieri ma il cui abuso è decisamente deleterio.

    Meno Facebook, più birre al bancone con gli amici 😉

    Rispondi
  11. Merlinox Autore articolo

    Per le birre al bancone caro @salvatore quello è certo a prescindere. Facebook è uno strumento come tanti altri. E’ la gente che è malata. Blogger Italiani 2.0 indicizza centinaia di blogger italiani 2.0 fantastici, ma la gente cerca cose da “malati pervertiti”: non c’è nulla da fare. E’ il darkside del web, ma anche il web è solo un media. Ci sono però esempi di web positivo. Proprio oggi @rudybandiera approfondiva la cosa in questo articolo.

    Rispondi
  12. Rudy Bandiera

    Grazie per la citazione: io trovo, tornando al commento di @salvatore che non ci sia incongruenza tra le birre al bancone e Facebook… una cosa non esclude l’altra.

    Rispondi
  13. Trippi

    Purtroppo tutto prevedibile e scontato. Sin dalle origini delle chat, con le quali lavoravo per avere dei feedback sui siti per cui facevo PR, ho incontrato tutti i profili che hai descritto sopra, una frase nella stanza pubblica e poi ti cercavano in una privata. Tra quelli poi che mi chiedevano foto e incontri in webcam o quelli che come prima frase mi chiedevano se mi andasse di “scop***””. una tristezza infinita. noia e prevedibilità infinita

    Rispondi
  14. Merlinox Autore articolo

    Certo @Trippi che essere andato a uno di quegli incontri sarebbe stata una esperienza forte. Ti immagino quello che si aspettava la bella Altera, tutta “generosità” e si trova un bove di quasi 90 kg davanti? Invece il “test” che indica Elisa mi mette paura.

    Rispondi
  15. trippi

    si ma ha ragione da vendere, sia sulla legge dei grandi numeri che sul rischio pedofilia. Anche se le statistiche (orribili) insegnano che devi avere paura più del familiare, del vicino di casa e della baby sitter che del tecnopedonauta

    Rispondi
  16. Merlinox Autore articolo

    Spero amica @trippi che il cavo che separa il web dalla realtà possa ancora rappresentare un muro da scavalcare, che all’interno di una cerchia familiare non c’è. Giocare online è una cosa, passare ai fatti è un altra.
    Dentro di me confido che quelle persone stiano giocando, immaginandosi che il web non sia realtà!

    Rispondi
  17. Steek Hutzee

    Avevo fatto un esperimento similare anche io mesi orsono, sempre si FB, ma non a scopo investigativo.. quanto “sfottantistico” (w i neologismi).

    Non hai idea di quanti persone conosciute e non han svelato la loro natura maiala.. confermando nella stragrande maggioranza dei casi la natura sfigata del personaggio contattante..

    Immonda tristezza.. e le cose non cambieranno.. ne peggioreranno.. ma resteranno tristemente equilibrate..

    Rispondi
  18. Mackley

    cambiano i tempi, cambiano le tecnologie, ma la stupidità del maschio eteresessuale medio è sempre quella: “tendente ad infinito + 1”
    ;-p

    Rispondi
  19. Erriko

    Merlinox non so che dirti se non che sei un grande!! (frase scontata e banale in pieno stile social)
    E questo è il “web 2.0”? Preferivo lo 0.1 beta 🙂

    Rispondi
  20. Merlinox Autore articolo

    Naaaaaaaaaaaaaaa non è un problema della versione del web. Gli strumenti sono semplicemente tali. E’ la loro interpretazione / uso che è dannosa. Se prendi un UZI carico, senza fermo, e lo metti in una teca è un soprammobile come un vaso!
    Se spacca il vaso di vetro e tagli la gola alla suocera… beh avrai avuto le tue buone ragioni!

    Rispondi
  21. DvD

    @Merlinox Sottoscrivo pienamente “Gli strumenti sono semplicemente tali. E’ la loro interpretazione / uso che è dannosa.” ricordo che Nobel ha inventato la dinamite per alleviare il lavoro nelle miniere, non per i terroristi …

    Rispondi
  22. Simona Forcella

    Un mio collega invece ha fatto il medesimo esperimento, ma con l’obiettivo opposto: vedere quanti amici avrebbe aggiunto, piu’ o meno in una settimana, con un profilo con un aspetto accattivante ma non sfacciato. Ovviamente mandava amicizie a casaccio.

    Risultato: centinaia di “amici”, maschi e femmine, tutti in età compresa fra i 18 e i 28 anni circa. Il che significa che in quella fascia d’età i ragazzi non filtrano affatto, esponendo la propria privacy a dei perfetti sconosciuti.

    A me, comunque, è andata abbastanza bene: poche richieste e per lo più educate (e scontate, sì), ma è vero che la mia foto non è del genere citato.
    Ah, tutti impegnati, ovviamente (e personalmente la cosa mi dà ulteriore fastidio).

    Rispondi
  23. Darla Spesso

    Ciao,
    ottima analisi, soprattutto dei tipi che si incontrano! Io su Facebook senza fare niente che non sia il mio lavoro, quindi recensire prodotti e scambiare qualche battutina, ero arrivata a più di 1.000 amici in meno di un mese senza fare niente, perseguitata da ogni genere di molestatori. E’ vero, forse un po’ me la vado a cercare per via del nome che porto, ma il fatto che suoni invitante e recensisca articoli erotici non vuol dire che sia una disponibile per tutti. C’è un lato di Facebook che forse pochi conoscono, o dichiarano di conoscere, che come sempre accade su internet rivela una realtà che ben conosciamo nella vita di tutti i giorni, ma non in modo così palese. Sono sempre e tutti alla ricerca di… anche se probabilmente gran parte gioca e basta, che ancora non ho capito se è meglio o peggio! Io, ovviamente, sono specializzata sui giochi 😉

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Come già ti ho detto su twitter tu sei un caso particolare. Se promuovi i prodotti di un sexy shop stai “stimolando” chi non ne ha bisogno 🙂

      Rispondi
  24. recenso

    LOL, che bella figura. Mi ricordo che quando entravo in mirc mi chiedevano come prima cosa “Sei m o f”? Poi passavano alla richiesta di misure. Una lagna.
    Era facilissimo prendere in giro, infatti, stufa iniziai a studiarli per un po’ camuffandomi sotto varie identità ed età. Arrivarono tanti maiali che non si fermavano davanti a niente. Pensa se fosse stata una persona reale.
    Feci anche finta di essere un uomo. Qualcuna, colpita da quanto capivo bene le donne :D, passò a progettare appuntamenti.
    Insomma, il caos completo. Gente normale con cui avere una normalissima conversazione non la si trovava neanche a pagamento.

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Pensati quanto pochi eravamo in MIRC e soprattutto chi era in MIRC a quei tempi (come minimo universitari o smanettoni). Adesso che Facebook è a portata assolutamente popolare il fenomeno è ultra-amplificato. No?

      Rispondi
  25. Pikadilly

    Ti assicuro che succedono queste cose anche senza mettere curve o misure.
    Ho dovuto togliere le mie foto (e non sono una gnocca!!) da Facebook perché c’era chi, credendo di farmi un complimento, mi scriveva che se le era scaricate!

    Anche con l’approccio più serio (i primi miei due anni di facebook erano incravattati perché avevo comunque un marchio da difendere), non c’è stato giorno in cui non ricevevo la richiesta d’amicizia e la famosa domanda: “Ma sei fidanzata?”.

    Questo mi ha costretta a togliere le foto da Fb, a dichiarare che sono fidanzata anche se sul web volevo non farci entrare troppo i fatti miei, a far apparire il mio uomo ogni tanto per far capire che da queste parti non c’è trippa per gatti.

    Il bello poi sono quelli di tot anni che, mandandoti la loro foto credono di averti fatto un regalo immenso e che li ringrazierai tatuandoti nel loro letto.

    Ma anche no. 😀

    Rispondi
  26. Gregorio

    Cambia lo strumento, si sa il progresso, ma nulla di nuovo sotto il sotto il sole.
    Quando c’era mirc mi ricordo di qualcuno che ci fece su uno studio e poi ci pubblicò il libro. Poi venne la telecom con il suo c6, poi le video chat e poi facebook.
    Si potrebbe prendere quel libro sostituire tutte le occorrenze di mirc con facebuk e sarebbe di nuovo attuale.

    Rispondi
  27. elisa

    @Gregorio: secondo me non è proprio la stessa cosa. Su Mirc le persone (di norma) non scrivevano mai col loro vero nome ma usavano un nick, ed erano molto restie a dare informazioni personali come indirizzo, numero di telefono, ecc. Inoltre il rapporto era uno a uno. Su Facebook sei caldamente invitato ad usare nome e cognome veri, a lasciare molti dati sensibili (città dove vivi, scuola che hai frequentato, età, lavoro, ecc.), e il rapporto non è più uno a uno ma uno-tutti. Puoi intervenire per proteggere i tuoi dati solo a posteriori (mentre sarebbe giusto che fossero tutelati di default). Insomma, per un “maniaco” anche non particolarmente intelligente sarebbe estremamente facile procurarsi delle prede, specialmente tra quei soggetti che non avvertono il pericolo di una tale esposizione o che perfino non si rendono nemmeno conto di essere esposti.
    Secondo me Facebook ti porta perfino a pensare che più ti esponi e meglio è per te. Se non rilasci i dati che vuole lui, in certi contesti non puoi nemmeno usarlo; non hai alternative.
    Il modo in cui Facebook tratta i suoi utenti è secondo me estremamente irrispettoso, insensibile, antidemocratico.

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Interessante Elisa la tua riflessione, veramente. Con Facebook hai perfettamente ragione nel dire che la maggioranza delle persone si presenta con nome e cognome, ma si comporta quasi come se fosse ancora dietro ad un protettivo nickname. Molto interessante: da rifletterci!

      Rispondi
  28. Davide Riboli

    Come faccio a diventare amico di Altera?

    Scherzi a parte, sì!, Elisa porta uno spunto interessante alla discussione che hai promosso.

    A cui però, secondo me, è necessario aggiungere un paio d’altre questioni generali.

    La sessualità è sempre stato il primo dei motori umani ad irrompere nei nuovi media. Appena scoperta la fotografia, s’è cominciato a fare foto pornografiche, idem per la cinematografia, l’home-video e, infine la rete.

    La sessualità è una questione privata. Noi possiamo entrare nella discussione di alcune sue manifestazioni sociali, ma il motore primo e profondo rimane un mistero insondabile e ingiudicabile. Tant’è che si tratta dell’unico agente davvero sovversivo; capace cioè di sovvertire qualsiasi regola, qualsiasi parola.

    Fino a un certo punto della storia umana, s’è trattato d’una questione “interna”. Interni sono i moti, i desideri e persino i luoghi deputati ad attuarli.

    Ma la rete combina un pasticcio tra ciò che è interno e ciò che non lo è, creando un “non luogo” che non appartiene più ad alcuna categoria, che crea esso stesso la propria dimensione.

    Ci vogliono nervi saldi e testa “invitata” sulle spalle, come dicono dalle mie parti, per non essere affascinati e quindi abbandonarsi a questa confusione.

    Basta guardare anche al recentissimo caso Anthony Weiner.

    Insomma, credo che il vero punto della faccenda non stia tanto nelle porcellerie linguistiche più o meno goffe e neppure nell’uso o meno di uno pseudonimo, quanto nella crescente difficoltà [almeno per alcuni] di (ri)conoscere le proprie coordinate spazio-temporali di cuore, cervello ed organi sessuali.

    Rispondi
  29. coccy

    Bel post, mi ha fatto ricordare quello che ho postato nel 2007 – sono andata a recuperarlo – eccolo:

    “Oggi ho postato questo come commento in risposta ad uno che commentava seriamente un mio commento ironicosarcasticocinico su un altro blog.

    Ho pensato che magari metterlo sul mio blog poteva essere una buona idea..

    Ho frequentato le chat x un tot (ho smesso perché ho saziato la mia curiosità)- credo siano una fonte inestimabile di personalità più disparate. Anche il libercolo di Eric Berne mi ha aiutata, devo ammetterlo.. Nel corso degli anni ho trovato diversi tipi di ultra 40enni.

    – I separati, che ti […]

    – I single incalliti, che in genere la buttano sul […]

    – Quelli felicemente sposati, che cercano l’avventura, dichiarano di […]

    – I relitti umani. Quelli che non se li […]

    Delle sottocategorie poi ne parlerei pure ma magari un’altra volta……”

    ecco il link originale – il blog è in fase di transumanza.. http://coccy.myblog.it/archive/2007/07/04/uomini-di-chat.html

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Ho letto la definizione completa delle macro-categorie e la trovo spettacolare. Come già detto nel mio articolo un po’ mi vergogno della categoria uomini, ma ti lancio la sfida: siamo certi che le donne siano meglio? ZATAN. Per SEO motivi ho zippato le definizioni: sono certo che andranno a leggersele nel tuo blog.

      Rispondi
  30. Pingback: Muore la dignità @merlinox « Hybrid Digital Culture

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *