Sono un motociclista sfigato

Tempo fa mandai una lettera a Riders per sfogare il mio sconforto nei confronti di quei motociclisti che usano le strade “civili” come una pista per sfogare la loro adrenalina.

Nel numero di Giugno 2009 nella rivista appaiono 3 risposte: 2 a sostegno del mio pensiero e una assolutamente contro. Gabrile infatti sostiene che “loro” sono al di sotto del margine di sicurezza e che noi siamo invidiosi e ci spaventiamo del rumore di chi ci sorpassa. Ancora dice che ci converrebbe andare a giocare con gli aquiloni piuttosto che con la moto e che i pericoli nascono dall’inesperienza: lo dicevo io alla mi mamma che la doveva farmi nascere imparato.

Ecco la mia risposta, che condivido anche con voi:

Ciao Gabriele,
la tua frase “[… ] noi restiamo al di sotto del margine di sicurezza anche pizzicando la saponetta […]” mi rassicura e aumenta la stima nei vostri confronti. E io che pensavo che foste al limite: che sciocco. Forse, anzi sicuramente, hai ragione tu. Forse la mia è veramente paura. Magari un mix paura-invidia perchè il mio stile di guida e la mia moto non mi consentono tanto. Forse nemmeno la mia coscienza.

Già mi fido poco di come guido, se poi aggiungo delle variabili che non sono in grado di controllare – tipo ciclisti, pedoni, mezzi in avaria, mezzi agricoli, animali, sconnessioni dell’asfalto, la moto stessa, le gomme, … – mi sento ancora più “fermo”. E rallento.

Per quanti riguarda l’aquilone ottimo consiglio: magari tornerò alle origini. Il mio era seimetriemezzoquadrati legato da un piccolo snodo a una tavoletta da 7kg: ti garantisco che non è una brutta sensazione planare a 30 nodi a filo d’acqua. E senza Akrapovic, solo freccie d’acqua nel muso.

Con questo ti saluto e mi auguro, di cuore, che la vostra adrenalina non si trasformi mai in sangue: altrui!
In pace un lampeggio da uno dei tanti motociclisti lenti e sfigati!

Merlinox aka Riccardo Mares

Lampeggio… è un saluto, non ci sono gli sbirri in giro!

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