Modelli nidificati in Dreamweaver

I programmatori web abituati ad usare linguaggi server side (php, cgi, asp, coldfusion, …) spesso usano nei propri siti SSI: Server Side Include. Cosa sono?

I Server Side Include sono un comodissimo modo per richiamare un file all’interno di un altro file. Se ad esempio abbiamo un top con determinati contenuti, uguale in tutte le pagine, provvederemo a prendere la porzione di codice del top, copiarla all’interno di un nuovo file e al suo posto inserire una chiamata SSI.

 

La struttura base delle chiamate SSI sono:

<!–#include virtual="head.inc.shtml" –>

<!–#exec cmd="ls /home/httpd/html/*.shtml" –>

per altri esempi e sintassi vedere il sito corsolinux.it, che offre anche una ottima spiegazione.

 

In coldfusion invece la chiamata si usa fare con i tag:

<cfinclude>

<cfmodule>

e con i vari modi di chiamata dei custom tag.

 

La comodità dei SSI è che, essendo dati che vengono ripetuti in molte pagine, modificando il file che viene incluso, con una unica operazione, otteniamo (lato client, quindi dopo il rendering dell’application server) il risultato di modificare tutte le pagine che includono il file modificato.

 

Il problema nasce al momento in cui il server su cui dobbiamo andare a lavorare non supporti i SSI e che il sito debba essere necessariamente solo HTML.

Qui io vedo 2 soluzioni:

  • fare tutte le pagine a suono di copia incolla, e poi nel caso di modifiche affidare al "trova > sostituisci", con tutti i rischi connessi di disallinamento dei contenuti
  • utizzare un sistema di modelli, tipo quello offerto dal programma Macromedia Dreamweaver

 

Per la spiegazione dei modelli di Dreamweaver rimando all’ottima spiegazione su HTML.it, trovate comunque tutto il necessaire in mille altri siti, o direttamente nel help di DW.

 

Nested template, modelli nidificati: chevvordì?

In programmazione si definiscono nested, strutture all’interno delle quali un oggetto si ripete dentro se stesso più volte.

Ad esempio un if è nested quando è nella forma:

if (a)

…if (b)

……do xxx

—endif

…do yyy

endif

 

Con i template di DW è la stessa cosa. Creiamo quindi dei modelli che a loro volta si appoggiano ad altri modelli. Questo significa che modificando il modello padre andremo a modificare:

– i modelli figli

– le pagine collegate a tali modelli

 

Come fare modelli nidificati con Dreamweaver?

E’ molto semplice utilizzarli, io me ne sono accorto quasi per caso.

  1. creiamo la struttura di layout che desideriamo
  2. salviamo tale pagina come modello e creiamo le zone modificabili (…)
  3. creiamo una pagina normale collegata a quel modello, inseriamo i nuovi contenuti per creare la nuova struttura (secondaria)
  4. salviamo tale pagina nuovamente come modello e creiamo le zone modificabili (…)

In questo modo abbiamo creato un modello nuovo, dipendente da un precedente modello.

Se avete altri metodi per arrivare a questa soluzione, li riposto volentieri, basta che commentate per inviarmeli.

 

Struttura dei modelli di Dreamweaver

La struttura dei modelli di DW è basata semplicissimamente su 2 commenti:

  • <!– InstanceBeginEditable name="testo" –>
    inizio di un’area modificabile, denominata "testo"
  • <!– InstanceEndEditable –>
    fine di un’area modificabile

Come vedete nulla di più banale. Dreamweaver ad ogni modifica del template si occuperà di modificare la struttura della pagina, in tutte le pagine collegate al template, modificando le aree modificabili.

Per verificare che le pagine sono collegate Dreamweaver verifica la presenza di tutte le aree modificabili con rispettivi nomi, del modello modificato: nella pagina collegata non vi è alcun riferimento al nome "fisico" del file template, contenuto nella cartella "Templates" della root Dreamweaver del sito.

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