Link Building e Google: Google è morto!

Da tempo valuto come la qualità delle SERP di Google sia in caduta libera (almeno quelle italiane). Non solo: sono riapparsi in SERP contenuti di bassa qualità, basati su testi spesso automatizzati, pagine replicate in  modo automatico, contenuti multipli per il medesimo dominio. Insomma se hai voglia di scartabellare tra le pagine della storia degli aggiornamenti degli algoritmi, puoi trovare come alcune delle cose che ho appena citato, sembravano debellate… e invece.

Ho deciso di scrivere questo post perché negli ultimi giorni ho avuto modo di analizzare due situazioni davvero aberranti legate ad un ecommerce (che conosco molto bene) e legate ad un sitarello praticamente amatoriale, ma in un settore non propriamente facile.

L’ecommerce che batte tutti

La storia di questo ecommerce è semplice: ex cliente che dopo qualche anno di consulenza, non si accontenta più delle performance raggiunte e vuole di più. Il settore ha un buon livello di concorrenza (anche lato PPC), il Penguin 3.0 era appena passato (2014) e personalmente consigliavo – e tutt’oggi consiglio – ai clienti che vogliono durare nel tempo, di fare scelte mature. Parlo ovviamente di link building e di come fare link building (per dubbi leggetevi il buon Ivano di Biasi).

Detto questo il cliente ha deciso di prendere altre strade: era fine 2014. Un po’ per senso paterno e un po’ per curiosità professionale, ho continuato ad osservare l’andamento del sito in questi anni, ma soprattutto l’andamento fuori dal sito (con strumenti esterni!).

Cosa ho visto:

  • Il sito ha iniziato a crescere davvero in modo generoso
  • Il backlink profile si è gonfiato. Si ma… come???

Questo l’andamento del traffico organico (fonte SemRush):

google-link-penguin (3)

Penso non ci sia necessità di spiegazioni.
Adesso però andiamo a vedere cosa è successo al suo backlink profile:

google-link-penguin (2)

Anche questo grafico (fonte Ahrefs) penso non abbia bisogno di grosse spiegazioni. Le considerazioni che posso fare sono:

  • Ha assunto un esercito di Minion che hanno iniziato a fare una massiva campagna di Digital PR
  • Ha scoperto il Sacro Graal per il suo settore, l’ha condiviso e tutti si sono messi a scrivere in merito, ovviamente citando con link
  • Ha vinto la lotteria e comprato centinaia di blog post di qualità
  • Oppure…

Ecco, con l’oppure in mente, ho dato una occhiata ad ancore e domini sorgenti dei link. Per le parole chiave – non voglio condividerle – vi dico che per ogni prodotto importante a catalogo c’è almeno un lustro di link con ancora secca (2 parole) c’è!

Per quanto riguarda i domini, per evitare troppi dettagli, mostro solo le estensioni, ma è già una panoramica eloquente. Sottolineo come il sito destinatario sia italiano puro su .it.

google-link-penguin (1)

Interessante: .cn, .in, .ru, .show, .tw, .us, … #UORLDUAID!!!
Però non guardiamo l’abito del monaco. Dentro possiamo trovare: firme di forum, comment link, guest book, directory, social bookmark, profili dei più disparati e sconosciuti social network, … insomma il peggio. Ma non bastando tutto ciò, da molti di questi siti spazzatura a volte arrivano non uno, non due, ma 100-150 backlink. Mi pare corretto non farsi mai mancare nulla.

Il blog che non t’aspetti

Ecco la goccia che fa traboccare il vaso. Vado in amichevole audit SEO di una sitarello un po’ vetrina e un po’ blog. Un lavoretto semi-amatoriale, diciamo onesto senza troppe velleità. Sicuramente nulla in grado di competere con blasonati siti del settore. Poi per curiosità do una occhiata ai posizionamenti e noto: assenza di coda lunga e presenza di ottimi posizionamenti su alcune precise keyword… Ma come? Ok che non tutto si può spiegare ma dopo tanti anni di SEO una ragione ogni tanto te la fai.

Ok… guardiamo i backlink. Anche questa volta una forte emozione, che ti condivido sulle note dei TLD:

2017-02-23 23_51_56

Oh… (ho avuto internamente anche altre espressioni). Che “panorama”: tutto lo scibile dei domini fuori contesto. Ma sarà finita qui? No. Questa persona – indiscusso genio e vincitore del premio “Mi hai sorpreso e oggi hai vinto tu” – mi consiglia di approfondire. Cosa scopro? Che questa marea di domain backlink non sono proprio link, sono link che puntano alle homepage di un network di domini (recuperati da abbandonati già con backlink “omologhi” loro) i quali fanno 301 sulle pagine del sito obiettivo, con ancore secche non propriamente contestuali: ma tanto che serve… funziono lo stesso.

Per completezza (stavo dimenticando) l’andamento organico sempre grazie a SemRush:

Google dove sei? Google è morto

A questo punto mi sento di vestirmi a lutto, infilare l’occhiale nero, annebbiare il verde #MammaMrx che mi contraddistingue, e mettere bandiere a mezz’asta. Signori, amici, SEO, … Google è morto, Google Penguin è morto o almeno se lo sono abbandonato da quel distante anno 2014. Google Penguin 4.0 è… è “una cagata pazzesca” #cit.

Non ho un osservatorio così approfondito sull’estero, ma sul mercato italiano ho la fortuna di avere buoni riferimenti per essere molto preoccupato di questa situazione.

Detto questo è corretto precisare una cosa: nonostante tutto NON mi sento di consigliare nel modo più assoluto queste tecniche. Per chi fosse novizio segnalo che queste erano semplici tecniche di black hat e link building, valide almeno fino a quando Google non si è messo a lanciare pinguini, con le amare conseguenze che tutti i SEO conoscono (spero). Diciamo che l’ultimo gli è venuto male. Per quanto riguarda invece business passeggeri, con amarezza e un po’ di schifo mi sento di dire che funzionano ;(

Ora possiamo continuare a parlare tra di noi e con chi non ne sa nulla di quanto bello sia fare link building di qualità e mirare ad un mondo fatto di link earning e buoni contenuti.

ps: continua pure a funzionare anche EMD in Italia… per dire!

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4 pensieri su “Link Building e Google: Google è morto!

  1. Roberto Varriale

    A volte ho l’impressione che Google se ne sbatta dell’Italia. Ancora oggi trovo in molti settori quello che hai trovato tu a tal punto da non poter valutare qualche link buono dalla concorrenza talmente che non ce ne sono. Ho notato una rinascita (non so se era terminata sta pratica) di link in firme di forum e commenti. Oppure probabilmente stanno diventando molto più importanti altre metriche riferite al tipo di utente che naviga nel sito e alla sua navigazione.

    Purtroppo sono convinto che quell’ecommerce non verrà mai penalizzato anche dietro segnalazione. Ottimo articolo Riccardo grazie

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    1. Merlinox Autore articolo

      Ciao Roberto, ti confermo la rinascita e il motivo è perché funziona.
      Avevo il dubbio che funzionasse solo in settori malfamati, ma ormai vedo che l’asticella si alza.
      Mi metto anche nei panni di chi non è del mestiere e che vede che spendendo anche 1/5 di prima, ha risultati eccelsi e duraturi nel tempo.
      Spiegaglielo te che non è così. Il buon Matteo Monari un giorno mi disse: hai ragione, ma anche il boss della droga messicano ha fatto 25 anni da re indiscusso e in totale segreto arricchendosi ma poi l’han preso. Ecco a voi tirare le somme.

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