La sindrome del foglio bianco
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| Da blog.merlinox.com |
La sindrome del foglio bianco è una "malattia" che affligge ciclicamente i creativi. Non importa se siete glamour designer o web designer. Nemmeno se siete scrittori o scultori. Prima o poi arriva.
I primi sintomi sono il foglio bianco davanti a sé. Immaccolato. Vergine. E la totale mancanza di idee per iniziare una nuova creazione. Che fare? Beh una soluzione generica non c’è, o almeno io purtroppo non la conosco. Io vi dico cosa faccio quando mi capita (web design) e poi conto condividiate le vostre esperienze.
Solitamente, preso dalla totale disperazione, cerco un approccio semantico al problema. Provo a vedere se ci sono parole legate al progetto che devo sviluppare che mi trasmettano qualcosa. Magari provo anche a buttare giù elenchi di parole legate al dominio del problema: è un lavoro utile anche dal punto di vista SEO, quindi non è tempo perso.
Se anche questo non mi aiuta a volte provo a lanciarmi su Flickr, su Stock Exchange o su siti di immagini/foto libere. Spesso le immagini mi trasmettono il tanto cercato la e diventano punto cardine per partire con una grafica.
Quando ancora è tutto inutile vedo di farmi un bel giro per il web, magari cercando siti sui generis, oltre i confini italiani / europei. Quest’ultima cosa però è da fare con molta perizia: è un attimo prendere troppo l’ispirazione e clonare un sito che si è visto, anche in buona fede.
Se ancora nulla parte nel mio cervello, o do una occhiata ai siti di template o meglio ancora cambio progetto o vado a farmi un giro fuori. Se non volete uscire passate a dare una occhiata ai consigli di Julius e di Dga!
Ore però a voi la parola.
Approfondimenti online
La tecnologia informatica ha fatto passi da gigante. In modo particolare Google, che con il suo analizzatore di testo, è in grado di proporre collegamenti contestuali a quanto hai appena letto. Questi i link pubblicitari proposti da Adsense.









l’unica cosa da fare è distrarsi,
è come quando non viene una parola, se ci continui a pensare diventi matto, basta non distrarsi troppo altrimenti non viene più niente però
@yuri: è un cane che si morde la coda. Se si di corsa, hai fretta, non puoi distrarti. Se non ti distrai non produci. Se non produci sei chiaramente in ritardo…
Faccio altro per qualche minuto e poi affronto il problema da un altro punto di vista. Oppure mi butto contro il problema o il bloco finchè non lo demolisco a calci e pugni metaforici. In ogni caso, ho notato che il lavoro creativo fatto stiticamente, a fatica, imprecando e forzandosi, con il senno di poi è indistinguibile da quello buttato giù di getto mentre si è ispirati come un Van Gogh sotto metanfetamine!
@rammit: non c’è dubbio. Quando c’è l’ispirazione tutto funziona al meglio e il risultato è spesso migliore. Purtroppo il mecenatismo è finito e si sta quasi tornando al cottimo… bisogna correre e produrre.
io chiudo tutto e non ci penso più.. se però l’ispirazione viene di notte allora mi alzo prendo carta e penna e cerco di fissare le idee per metterle in produzione la mattina dopo..
@laura: si forse è una delle soluzioni migliori, magari prima di andare a letto leggere anche qualcosa di stimolante. O anche solo sfogliare qualche rivista ricca di pubblicità.
Il problema resta però sempre quello in cui i tempi non ci consentano di fare così.
La boccata d’aria o comunque la scelta di distrarre il cervello magari con un alettura completamente diversa, possibilmente piuttosto amena, credo che sia l’unica soluzione. Un po’ come spegnere e riaccendere il computer quando proprio non sai più dove sbattere la testa… Se il sistema non funziona come si deve conviene resettare…
@Corriere: quoto su tutta la linea. Ma il problema è sempre quello. Poterlo fare. Una volta avrei suggerito “Pausa sigaretta”
Cmq non c’è nulla da fare. La grafica ha bisogno di tempo e bisogna sensibilizzare il cliente di questa cosa. Non siamo operai che fanno lavoro meccanico. Non sono calcoli ingegneristici: è arte!