La favola non fornita

La favola non fornitaC’era una volta un caos digitale fatto da centinaia di computer che condividevano dati. I computer erano collegati tra loro tramite una cosa chiamata connessione e tutti insieme formavano la rete.

Per parlare tutti allo stesso modo qualcuno aveva inventato un linguaggio comune, una sorta di esperanto digitale: l’accatiemmelle. Ancora oggi – nonostante siano passati molti anni (1994) – quello è lo standard con cui si presenta il sapere della rete, evoluto, dissacrato, stravolto e non standardizzato, … ma alla fine è lui.

Man mano che il tempo passava, i computer collegati alla rete diventavano sempre di più. Il normale taccuino per segnarsi gli indirizzi era oramai un po’ pochino e il caos – come natura vuole – iniziava a propagarsi. All’alba dell’anno 1993 sorsero i primi enginni da ricerca, esseri superiori in grado di rispondere a domande precise dei navigatori, con indirizzi inerenti la ricerca.

Con gli enginni nacque la CCFAFTPDAIQGCDS, ovvero “Come Ca**o Faccio A Farmi Trovare Prima Degli Altri In Questo Gran Casino Di Siti???”. A seguire nacquero figure misteriose e mitologiche: gli ottimizzatori, sommi esperti della CCFAFTPDAIQGCDS. Esseri un po’ nerd e un po’ fricchettoni, a tratti acculturati a volte ingegneristicamente minuziosi, fini filosofi  e analisti sopraffini, non disdegnavano amare la psicologia e la persuasione.

Poi arrivarono i Paraculaseo, ovvero i furbetti del quartierino, i saputelli ciucciamentine che prendevano le sembianze degli ottimizatori, illudendo il popolo come sirene omeriche.

Dalla CCFAFTPDAIQGCDS agli ottimizzatori, dagli ottimizzatori alle statistiche: dopo aver capito come farsi trovare  più meglio, fu l’ora della fatidica domanda “con cosa si trova il sapere”? Un’era di vera evoluzione: gli ottimizzatori cercavano di entrare nelle menti delle persone, di capire cosa e come cercavano, facevano adattare i siti in modo fossero ergonomicamente adatte alle menti e alle esigenze dei navigatori. E poi giù di analisi a guardare ogni singolo accesso da dove arrivava e soprattutto come arrivava: le chiuord!!!

Magiche congiunzioni di verità e chiavi del sapere, le chiuord erano le parole magiche da dire agli enginni per ottenere l’accesso al sapere. Il sapere, sapendo come la gente voleva sapere e cosa voleva sapere, produceva e adattava il sapere.

Ma l’ombra della lunga notte ancora doveva arrivare, armata di un troiesco destriero mascherato da luce e superior valenza. Un enginno si impose su tutti e da quel momento l’equibrio dell’intera rete svanì. Giorno dopo giorno i navigatori, impifferati dal pifferaio magico della ricerca dei due anelli, si recavano al sacro formo gnudo a chiedere di ottenere sapere. Ogni nuova ricerca, ogni  nuovo ricercatore, diventava nuova forza per il gugleico cavaliere della total conoscenza.

Finché un giorno il colorato cavaliere, con il suo erregibiesco mantello, avvolse il sapere entro sé! Gli altri motori pian piano si spegnevano, la carestia dilagava e tutto cambio per sempre.

Il super motore dominò il sapere, in modo completo, totalitario. Una dittatura buona che concedeva ai proprio adepti visiòn del conosciuto, o meglio, di quello che lui voleva fosse il conosciuto. Ma un giorno il terribile cavaliere, ebbro di potere e mai sazio, decise che era ora di conquistare ancora di più: terminato tutto ciò che potesse ancora essere conquistato decise che era giunta l’ora di togliere agli altri.

Dal cielo un raggio di terrore avvolse la terra e sul terreno una lapide di pietra, incisa dal fuoco, riportava le seguenti parole: notprovaidid.

Strana e sconosciuta lingua per il popolo desideroso del sapere e illuso di averlo domato grazie al cavaliere. Giorno dopo giorno si resero conto che il verbo del notproviderismo espandeva sempre più i suoi tentacoli e pian piano nessuno poteva più ambire a capire la rete. L’unica via era quella di usare gli strumenti del cavaliere degli anelli: l’unico rimasuglio di una libertà ormai estinta.

Così il cavaliere illuse nuovamente le gente di avere in mano il potere del sapere: in realtà lo stesso sapere era svanito, sepolto sotto alla vanità del potere infinito e all’illusione degli ottimizzatori.


Un infinito ringraziamento a sTen per la meravigliosa interpretazione!

ps: Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale, però se volete la storia vera vi basta cliccare su (not provided).

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3 pensieri su “La favola non fornita

  1. Pingback: (not provided) spieghiamolo a tutti @merlinox

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