Oggi è il NDay italiano

Fiducia Berlusconi

Oggi è il NDay italiano, dove N sta per nullo. Il governo in piena crisi è alla resa dei conti tra Camera e Senato. Il popolo è in subbuglio e le proteste sono a 360 gradi.

Oggi sui giornali si narra di carovanedi protestanti da ogni parte d’Italia, ma non mi stupirei di leggere anche quache accenno all’Europa.

Dall’immondizia di Terzigno agli anti Gelmini, dai reduci del Vajont ai Ragazzi del ‘77… Autisti, polizziotti, metalmeccanici. Tutti in piazza, tutti in gita a Roma. A fare cosa? A protestare. Protestare a che PRO, a nessun PRO: CONTRO il governo!

Non vorrei rischiare di dire sempre le stesse cose, ma ritengo che la situazione sia veramente preoccupante. E non parlo direttamente delle condizioni pessime del governo e della politica, piuttosto che dei partiti che impugnano la legalità e poi spamma di brutto.

Parlo di due cose in particolare:

  • una politica senza identità, ideali e ideologie la cui keyword si chiama CONTRO
  • una protesta confusa che punta alla distruzione invece che alla costruzione

Ma secondo voi, il popolo napoletano, sommerso dall’immondizia e con percentuali di disoccupazione enormi, ha davvero i soldi da buttare in stampe formato A2 per mettere il Berslusconi sui sacchetti di immondizia, o qualcuno da dietro foraggia?

Ma secondo voi gli studenti che scendono in piazza sanno veramente punto per punto cosa la legge Gelmini propone e soprattutto quale la legge a cui vorrebbero arrivare.

Ma la cosa peggiore di tutto ciò è: ok lottiamo contro Governo e Berlusconi. E il nostro cavallo di battaglia è? Chi è? NESSUNO! Non c’è un’alternativa valida e si cavalca nuovamente l’onda de CHIUNQUE MEGLIO DI LUI. Ma vi sembra una cosa seria?

La sinistra è sgretolata in “liderini” mediocri, che non riescono ad accortare tutti i gruppi. La destra è distrutta con il suo ex principale portabandiera arrivato a toccare la giacchetta di Rutelli e Casini, quando in passato bisognava tenergli abbassato il braccio destro: cavoli o ci prendeva per il culo prima o lo fa adesso.

E poi basta. Non c’è altro da aggiungere. Tanto non serve. Tanto purtroppo non cambia niente. E la ruota continuerà a girare, magari in attesa nasca un nuovo Messia. Ma qui l’unico certo (o quasi) è quello del 25 dicembre.

REQUIEM

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