Il senso della vita

Chiara Visentin nasce a Rovigo 29 anni fa, da una famiglia piuttosto benestante, formata da mamma, papà; e sorella più grande di sette anni. Fino a 14 anni la sua vita trascorre serenamente tra la scuola e la famiglia, pochi amici (praticamente solo l’amica del cuore) in quanto considerata dai coetanei come la viziatina di turno, "la figlia del professore che parla in italiano corretto e non il dialetto del paese". Tra i 14 e i 15 anni alcuni avvenimenti scombussolarono la sua vita, una vita caratterizzata da un perfezionismo innato, da un’abitudinarietà nei comportamenti quotidiani, e da una costante ricerca di certezze la cui latitanza le procurava sottili angosce, prime fra tutte la morte improvvisa di quattro suoi amici diciottenni (di uno lei era segretamente innamorata) in un incidente stradale, poi il matrimonio della sorella, un punto di riferimento e un modello di comportamento per Chiara, e infine una storia d’amore deludente. Questo è; l’anno di passaggio tra la vita normale di un’adolescente e l’inizio del tunnel, un tunnel che dura 11 anni,che le ha fatto abbandonare a 15 anni gli studi, vissuto tra cliniche, visite specialistiche, rientri in famiglia e cure del sonno.

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