Il fallimento di Google

I Disavow... (not provided) too!Oggi per il mondo SEO è una giornata di quelle da segnare a calendario, la giornata del disavow. Tecnologicamente non è una evoluzione, anzi: Bing c’era arrivato con qualche mese d’anticipo e più precisamente il 27 giugno 2012. Oggi il mondo del Web è diventato un mondo migliore, grazie a Google.

Google è algoritmo. Google è nato e diventato monopolista del sapere grazie alla superiorità dei suoi algoritmi. Il tanto discusso PR (Page Rank, che non è il Toolbar Page Rank “verde“) è il re degli algoritmi di catalogazione e auto-valutazione.

Fino a qualche mese fa il rapporto SERP-Umano e PR era pressoché nullo: tutto era regolato dall’algoritmo, matematicamente, nel bene e nel male (considerando comunque l’attività dei quality rater come qualcosa integrata nell’algoritmo).

Qualche mese fa Google ha iniziato a rendere disponibili moduli di segnalazione “scraper”, segnalazione “link a pagamento”, segnalazione “serp di bassa qualità”. Ahi… una piccola falla nel mega automatismo?

Poi Panda e Penguin e la più drastica conseguenza: la negative SEO. Fino a ieri Google e l’intero suo enturage fatto di evangelist-collaboratori-fan hanno lottato con tutte le loro forze per dire che il Negative SEO è una cosa che non esiste, che è un’invenzione dei SEO incapaci per giustificare forti perdite di rank o organico. Nessun ascolta la voce di chi – io l’ho pubblicamente detto più volte – a Google mancava un elemento valutativo fondamentale: chi da l’ordine di mettere i link!

Ieri sera una frase potrebbe avere cambiato per sempre questo approccio e la dice proprio lui, il detentore dell’antispam di Google, Matt Cutts:

The primary purpose of this tool is to help clean up if you’ve hired a bad SEO or made mistakes in your own link-building.

Non la commento! Perché titolo “fallimento”? Perché è la resa di Google di fronte alla sua incapacità di combattere il webspam con i soli algoritmi. Perché è la dichiarazione di non essere più in grado di gestire le innumerevoli richieste di riconsiderazione, a volte con mancate risposte di mesi (cmq bisognerà continuare a farle!!!). Perché è l’ammissione che l’algoritmo perde davanti all’umano: non so voi ma io oggi mi sento contento, molto contento.

La SEO è comunque sempre cambiata, l’attività di backlink checking dovrà comunque essere fatta: ma la lotta diventa contro persone e non più contro fantasmi!

Disavow

Evito traduzioni o ricopiature di come si fa la segnalazione di disavow a Google: fra qualche ora in 3/4 dei siti SEO italiani comparirà, scritta sicuramente meglio di quanto potrei scriverla io. C’è già la pagina ufficiale: rinnega backlink.

Il tool non è ancora linkato da GWT, dovete accedere direttamente da:
https://www.google.com/webmasters/tools/disavow-links-main 

La riassumo brevemente: il disavow è la democratica possibilità da parte del titolare di un sito di dire che uno o più link non sono sua opera e anzi devono essere rinnegati. Secondo Google sarebbe da aggiungere: sono da rinnegare perché ho chiesto vengano rimossi e non mi ascoltano, oppure non ho trovato modo per contattare l’autore del link.

Matt sottolinea come il disavow siano indicazioni a Google, non direttive. Lo mette però alla stregua della forza del canonical e noi tutti sappiamo quanto valore abbia oggi nel SEO moderno. Molti SEO vogliono sostenere che rimarrà comunque una vana indicazione. Io sono convinto – e lo spero – che il disavow diventerà (se già non lo è!!!) semplicemente un nofollow visto dall’altra parte, da chi riceve il link.

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13 pensieri su “Il fallimento di Google

  1. Pingback: La “negative SEO” esiste, Google si è dovuta arrendere all’evidenza

  2. Giovanni ~ Quacos

    “Io sono convinto – e lo spero – che il disavow diventerà (se già non lo è!!!) semplicemente un nofollow visto dall’altra parte, da chi riceve il link.”

    C’è gente che la fa tanto complicata e lunga (forse perché deve giustificare un proprio senso di inferiorità?), meno male che tu riesci sempre a semplificare tutto!

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  3. Massy Biagio

    Fatto. ho appena inviato il file con i link a google webmaster per un mio sito che tempo fa andava bene poi.. pinguini e altri animalacci hanno semidistrutto. Spero solo di non aver ‘toppato’ troppo link, si perché ora bisogna riconoscere pure i link buoni da quelli cattivi, io ho fatto una mega pulizia, ho tenuto quelli interni , quelli dei pochissimi siti che conoscevo, youtube e via il resto, vediamo che succede.
    Cmq grazie per la segnalazione.
    Avanti Savoia! ah ah

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    1. Merlinox Autore articolo

      Sottolineo come quel tool serva come ultima spiaggia se siti non tolgono link verso un sito, che non sono stati richiesti.
      Secondo me una prova di richiesta rimozione link è sempre da fare. Ricordiamoci comunque che togliere link significa togliere forza al sito: bisogna capire bene quali ha senso togliere.

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  4. Arianna

    Ecco, è stato un flash di associazione, un poco complesso da spiegare in parole.
    Ma ci provo. Tu hai sempre detto che il dato chiave per poter proeredere con i vari animaletti era sapere chi ma messo i links. In mancanza di questo era come penalizzare al buio e dare spazio alla famosa negative seo.
    In questo ci vedeo un modo di procedere galileiano, e il giorno in cui google chiede al webmaster di farsi indicare quali sono i link non buoni, ecco che la prova che da ragione a quanto tu dicevi.

    E passiamo ad Andreotti, che a questo punto si chiederebbe: ma davvero google con tutti i suoi mezzi e il suo sapere ha preso un abbaglio? Oppure… e qui qualche ipotesi almeno un poco maliziosa..
    Spero di essere stato un pochino chiaro, ciao

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    1. Merlinox Autore articolo

      Sei troppo avanti Arianna. In ogni caso hai colto nel segno. Secondo me c’è stata una sopravvalutazione dell’algoritmo e una sopravvalutazione dell’uomo, che in pochissimo ha girato le regole in dinieghi e i dinieghi in negative seo.
      Oggi il passo non è chiedere ai webmaster di comunicare i link buoni, ma da loro la possibilità di segnalare link esterni verso i propri siti da non tenere in considerazione (con tanto di perpiacere).
      E’ una finezza, ma cambia totalemente.
      Grazie Arianna: passa quando e come vuoi!

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