Hosting lowcost = Servizio Lowcost

Server Farm di daveadams

Una brutta avventura di un amico e del suo bel blog si traduce in una esperienza al servizio di tutti i lettori.

L’attuale gestore del server continua con le sue parole garantendo un cambiamento di macchine, poi un cambiamento server e tante altre belle cose. Da Agosto ad oggi il blog ha subito circa 10 stop. Alcuni di poche ore altri di giorni. L’ultimo gli è stato fatale. Otto giorni di stop hanno modificato in maniera irreversibile il posizionamento sui motori di ricerca con il chiaro risultato di un calo di visite in caso di ripresa quantificabile nel 80%. (via NonDireMaiVideo)

Un altro esempio di un blog cresciuto troppo o del solito Digital Divide italiano che porta sempre più grossi blog a spostarsi verso il ben più preparato mercato americano?

Una realtà che da una decina di anni ancora non è superata. Abbiamo servizi di hosting low cost, accompagnati da un servizio low "performance" erogato: poca banda, poca stabilità, limitate possibilità di controllo. Addirittura ti rispondono pure male se chiedi di inserire la configurazione di un dominio senza il www davanti. Dall’altro punto di vista con 10-20 € all’anno chi non ha grosse prospettive può avere il suo hosting e gestire in tutta tranquillità il proprio sito.

Il rovescio della medaglia è che ci inizia a fare 2,3,10 mila visitatori al giorno non può considerarsi un entry level e pretendere prestazioni da parte di hosting low cost, quasi gratis. Con numeri simili o te ne stai su blogger (blogspot), con tutti i limiti  funzionali del caso, o pensi ad un serio investimento. Con Crystaltech ad esempio con meno di 9$ al mese (promozioni escluse) puoi ottenere un hosting php + mysql che non tireranno giù nemmeno con le cannonate. Supporto 24/7/365 e controllo completo di quasi tutto! Da 50$ al mese ti danno un server dedicato Linux… e non ditemi che un blog con tali numeri non riesce solo con Adsense a coprire una simile spesa.

Concludendo un in bocca al lupo dell’amico Val3ri0 e a tutto il suo staff.

foto di DaveAdams


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13 pensieri su “Hosting lowcost = Servizio Lowcost

  1. micc83

    Articolo ben scritto ma ti devo contraddire… Personalmente uso aruba come servizio di hosting ed ho più di 5000 pagine viste al giorno… Certo qualche sporadico rallentamento, e magari 10 minuti di down per aggiornamento o reboot dei server una volta al mese ma, sarà che sono capitato su una macchina fortunata, non posso assolutamente lamentarmi… Perchè passare ad un servizio da 30 € al mese quando attualmente ne spendo 20 l’anno?!? Certo non auguro a nessuno la sventura del tuo amico… io ne morirei! 🙂

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  2. Merlinox Autore articolo

    @Micc83: la tua contraddizione mi fa molto piacere, e penso anche ad Aruba. Io ti auguro sempre tenga botta così. Magari se vuoi indicarci cosa metti nel blog abbiamo anche un’ordine di misura del carico.

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  3. micc83

    Purtroppo aruba non da un indicazione della banda occupata se non a pagamento ma per dare un idea c’è un post con un video di 8 mega che è stato visto 5000 volte in un solo giorno (miracoli di google). Fate i vostri conti… 🙂
    Comunque tante gallerie di immagini, video ecc… che sono poi i post che “tirano” di più…

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  4. Pingback: Hosting: quale scelgo? A volte hosting lowcost è = a servizio lowcost | Italian webdesign

  5. media08

    Concordo in pieno con l’articolo. Personalmente da circa un mesetto sto trasferendo progressivamente tutti i miei domini e dei miei clienti su servizi canadesi e americani. Occorrerà attendere qualche millisecondo in più per avere una risposta dal server, ma non c’è assolutamente paragone in rapporto qualità/prestazioni/prezzo. Per quello che mediamente offrono, in italia, occorrerebbe spendere almeno la stessa cifra moltiplicata per 5.
    La gestione dei domini .it però conviene mantenerla in italia, utilizzando un servizio di solo DNS presso uno dei più grossi mantainer italiani.

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  6. Merlinox Autore articolo

    @media08: grazie mille. Io resto felicemente colpito da quanto detto da micc83! Per quanto riguarda i domini .it purtroppo è ancora una tragedia. Ma almeno il .it è ben tutelato, al più di qualceh sospetto (ma non solo del .it) di chi “ascolta” i servizi di check dei domini liberi per attività di cyber squatting. Ma ribadisco sono solo sospetti infondati!

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