Google Suggest: male!

Dopo aver visto l’interessante video proposto da Enrico Madrigano in merito all’utilizzo di Google Suggest per la ricerca delle parole chiave, ho portato avanti un vecchio progettino, uno di quelli nel cassetto virtuale.

Un po’ di studio online, un po’ di smazzate in php, e ho creato un piccolo tool che si attacca alle API di Google che consentono di verificare le parole chiave suggerite, partendo da una keyword definita. Nel durante il supporto di capobecchino è stato fondamentale.

Arrivati al risultato ho avuto un paio di sorprese che voglio condividere con voi, in pieno stile Madri: se va bene a loro… 😉

Suggest: sorpresa #1

L’ordine con cui appaiono i risultati dei suggerimenti nel form di Google non è per numeri di query effettuate dagli utenti. Tant’è che verificando il risultato xml prodotto dalle API si può notare che c’è un campo chiamato num_queries. Con quale ordine proporrà allora quelle risposte? Non è alfabetico!

Suggest: sorpresa #2

Non solo i dati numeri del numero di query, ma anche le parole risultanti sono diverse, se si accede ai risultati di suggest tramite un browser alla pagina dell’API, rispetto all’accedere server side, ovvero richiamando il servizio per poi rielaborare i dati.

Ora posso capire chi mi parla di datacenter diversi, chi mi parla di risulati personalizzati, ma non parliamo di piccole differenze e o di qualche parola diversa: parliamo di un altro mondo (ps: il mio software è certificato Capobecchino…).

Per controprova, grazie a indicazioni in merito a risultati personalizzati, ho provato ad ottenere risultati diversi caricando la pagina con il broswer in modalità: chrome loggato, chrome incognito, ie incognito, ie incognito con UltraSurf acceso.

Come potete vedere i risultati sono gli stessi: non cambia, nessuna personalizzazione. L’unica cosa notata è che dopo decine di prove a volte l’ordinamento delle voci, con o senza UltraSurf, quindi con IP chiamanti diversi, può risultare leggermente diverso: ma tanto non sono in ordine quelle voci, o almeno non sono in un ordine a noi noto.

La domanda a questo punto è: chi avrà ragione? E’ il caso di incrociare i dati di insight, trends, adwords e qualsiasi altro nuovo tool? Con che peso?

La risposta è: la ragione è di Zanna86 che in pochissimo tempo (pure troppo poco, mannaggia a lui…, ndr) svela l’argano e risolve l’edipico enigma:

NON C’E’ ALCUN FAIL IN GOOGLE SUGGEST… o quasi!

Il fail è non aver trovato la documentazione completa e non aver pensato alla lingua: il problema infatti era di risoluzione del parametro “hl” che se affidato alla sorte di Google dava risultati diversi. Impostando il parametro tutto torna alla normalità, mantenendo la sorpresa 1! Impostando la lingua la situazione migliora decisamente, ma come ci segnala Enrico su parole particolarmente “importanti” i report nuovamente si disallineano.

Loading Facebook Comments ...

21 pensieri su “Google Suggest: male!

  1. davide

    interessante merl… aggiungo… è il caso di fare campagne test con AdWords per aiutarci a capire in tempi brevi quali sono le parole che rendono? Di sicuro c’è che non c’è niente di sicuro 😉 Solo l’imprenditore che si vuole in prima pagina 😉

    Rispondi
  2. Merlinox Autore articolo

    @davide sicuramente è una delle strategie di selezione, bisogna vedere se ci sono i tempi e i budget per farlo. Però guarda lascio a Madri (nel loro sito linkato) rispondere a queste cose. Io ora sono più per capire queste cose incomprensibili.

    Rispondi
  3. Enrico

    Ciao Merlinox, post interessante!

    Quello che so io è che all’elenco mostrato da Google Suggest facendo le ricerche con i browser, concorrono:

    – dati da un archivio “storico”
    – dati da un archivio di “ricerche del momento” (tipo hot trends / zeitgeist)
    – gestione di misstyping attraverso raggruppamenti o sostituzioni

    … e forse anche clustering di tipo semantico, anche se su questo tema non ho fatto specifiche ricerche ed è solo una mia impressione/congettura.

    Le modalità del mix sono oscure. Il fenomeno che osservo è che all’interno di un insieme di query “storiche” vengono inserite uno o più (fino a tre) “ricerche del momento”. Ma non so perché proprio nelle posizioni che sono state scelte.

    In altre parole non so in funzione di quale criterio una ricerca “hot” merita di essere inserita temporaneamente in terza posizione piuttosto che in seconda o prima. Sicuramente sarà legato all’ampiezza del picco di ricerche, ma chissà quale formula applicano…

    Io non ho mai usato le API, proprio perché i risultati sono diversi da quanto viene presentato agli utenti tramite browser. Ed è un fenomeno che in passato ho osservato anche su API di Google diverse da quella del suggest.

    Grazie dell’articolo, più si approfondisce l’argomento e meglio è. 🙂

    Rispondi
  4. zanna86

    Per la sorpresa 1: Google ordina i risultati di Google Suggest sia in base al volume delle ricerche sia in base alla rilevanza. (Brent D. Payne)

    Per la sorpresa 2: E’ solo una questione di lingua, probabilmente con il programma lato server non emuli correttamente la lingua. Prova questi due link:
    http://google.it/complete/search?output=toolbar&q=sedia&hl=en
    http://google.it/complete/search?output=toolbar&q=sedia&hl=it

    O forse non ho capito cosa intendevi?!

    Ciao

    Rispondi
  5. Marco

    Diciamo che google fa tutto questo proprio per non rispondere alle tue ultime domande. Pensa che se BigG non attuasse un epico mischiamento delle carte in tavola ogni volta, qualche russo ambizioso e pieno di rancore (tipo quello di ironman sì) tirerebbe fuori un algoritmo che ti dice dove, quando e perchè google fa una suggest piuttosto che un’altra. E se stiamo parlando di una chiave commerciale (come sedia, iphone, pannelli solari, massaggi thai) puoi immaginare che vantaggio potrebbe avere per il SEO di turno sapere su quali long tail puntare sin dall’inizio (o, eventualmente, su quali fattori puntare per creare una suggest nuova).
    E’ altresì ovvio che i fattori possiamo indovinarli logicamente: google trends, geolocalizzazione, tipo di browser (sei su uno smartphone? pc fisso? o tramite cse?), etc.
    Il problema è che tutte le api di google sono sempre state un po’ “farlocche”. Ama fare finta di essere open e poi rifilarti dati non dico a casaccio, ma spesso antiquati. A meno che non siano api commerciali, lì raggiunge livelli di perfezione inimmaginabili 😀

    Rispondi
        1. Merlinox Autore articolo

          Non è che sbagliavo, non l’avevo impostata. Alla fine ho cercato se trovavo la sintassi completa ma non l’avevo trovata: tu sai dov’è?

          Rispondi
  6. Enrico

    No, spè. 😛

    Ok per le differenze della lingua, ma ci sono comunque differenze tra quanto viene restituito dalle URL indicate da Zanna e quello che si acquisisce effettuando lo scraping da web, chiamando URL del tipo:

    /complete/search?hl=en&client=hp&hjson=t&q=sedia

    Rispondi
      1. Enrico

        Questa query in particolare non è complessa, prova a fare diverse comparazioni con query che fanno entrare in gioco le ricerche “hot” del momento. Lì le differenze sono maggiori e non solo sull’ordinamento.

        L’URL che indicavo, inoltre, lo suggerisco anche per ottenere informazioni che l’XML non fornisce, come i flag associati a ciascuna query (i caratteri alfabetici a fianco del numero della posizione).

        Questo output è ciò che viene realmente ricevuto dai browser con JS attivato che visitano la home page di Google. Qualsiasi altro URL con parametro “client” differente da quelli usati sul web (es: hp) può produrre risultati differenti.

        Rispondi
          1. Enrico

            Che io sappia, le API ufficiali non forniscono indicazioni esplicite sui parametri che poi appaiono negli URL.

            Rispondi
            1. Marco

              In verità queste api non sono nemmeno ufficiali, sono solo quelle usate da google nelle toolbar. Ho fatto parecchi giochini come quello di enrico cambiando la querystring, sono arrivato al suo risultato (anche se impostando chrome come output esce un oggetto json stranissimo) ma in verità per raggiungerlo basta cambiare l’output. Mi sono anche letto un po’ di javascript packed, google mette almeno altri 4 parameters tra cui uno si chiama tok(en). Quindi non credo sia possibile sniffare troppo in là 🙂

              Rispondi
  7. Antonio Mecca

    Che dire? Il post è interessantissimo! Complimenti a @merlinox e @Zanna86 . Rimane allora da capire su quali dati “certi” possiamo basarci.
    Sarebbe bello rendere ancora più comprensibile questo post di quanto non lo sia già, ai meno esperti.
    Quindi qual’è l’ordine esatto di Google suggest?

    Rispondi
  8. Merlinox Autore articolo

    Confermo quanto sostenuto da Enrico: su alcune parole chiave particolarmente importanti ancora i report non corrispondono. Secondo me la questione è nell’ordinamento e nel numero massimo di record che la query espone.

    Rispondi
  9. Merlinox Autore articolo

    @Marco: alla fine io mi ci sono sfiondato dentro programmandomi un piccolo SEO Tools. Pian pian mi stanno (mi state) facendo venire delle belle idee. Vediamo se tempo e capacità mi saranno amiche.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *