Google Local by Bove



Local Strategy by Luca BoveIl Local è in mezzo a noi e non è un testo di una canzone di Frankie HI-NRG MC, tanto meno uno dei neo “deliri” social firmati #divanOne! Il Local è la nuova realtà in cui Google ci sta facendo immergere tramite pesanti modifiche ai risultati di ricerca, le SERP.

Se Google intravede un intento locale nella query di ricerca zaac spara una SERP modificata, con elenco delle attività che rispondono alla richiesta fatta, una mappa o addirittura un carosello di risposte. Alla base di tutto ciò c’è l’algoritmo Venice, che vede la luce nel febbraio 2012.

In tutto questo casino un seo italiano chiamato Luca Bove ha deciso di fare della chiarezza. Inizialmente ha cercato di specializzarsi nel settore, studiandolo e aprendo un blog dedicato. Il passo successivo è stato quello di inserire tutto quello che aveva imparato in un ebook che si chiama Local Strategy.

La prima cosa che tutti si chiedono è “Perché un ebook costa così tanto???”. Ecco prima che me lo chiedete voi – come ho chiesto io – vi rispondo: chiamarlo ebook è un po’ riduttivo, diciamo che assomiglia molto ad un corso, solo che non è parlato ma potete fargli ripetere le stesse cose all’infinito sfogliando su e giù il pdf. Inoltre viene fornito un accesso ad un forum privato di assistenza e supporto  e una newsletter con gli aggiornamenti. Questo tipo di prodotti – in Italia ancora quasi sconosciuti – all’estero sono invece un format ben consolidato, che appiattisce le distanze fisiche (per andare ad un corso) ma che garantisce un pieno e totale appoggio della docenza.

Veniamo al dunque: come è questo libro? Beh… è un corso. Questo significa che prende per mano il lettore e lo accompagna passo passo nel mondo del Local: si parte proprio da cosa significa Local, si passa per la presentazione degli strumenti e come si usano, fino ad introdurre le varie “tecniche” o meglio fattori per posizionarsi meglio nel mondo Local.

Diciamo che per chi sa già tutto è un libro inutile, ma per chi sa già tutto è inutile qualsiasi libro. Chi smanetta con il Local sono certo troverà delle interessanti precisazioni, senza contare la possibilità di avere una newsletter periodica che suggerisce i mutamenti di Google (e ce ne sono e saranno tanti).

Io l’ho letto con molto piacere e devo dire che ho trovato degli interessanti spunti di riflessione e di approfondimento, nonostante comunque la materia la mastico abbastanza. Molto interessanti per me soprattutto le parti relative a: Map Maker, Categorie della Scheda, Sedi Multiple, Recensioni, Fattori, Citazioni, Altre Mappe ma anche la parte relativa alle case history dei problemi comuni che si possono affrontare nella gestione delle schede e del porting fatto da Google tra Google Places e Google Local+.

Potevo però lasciarvi così solo con un recensione? No… quindi ho cercato di estrapolare a Luca altre rispostine che magari stuzzicano l’appetito dei miei lettori, oramai quasi abbandonati.

1) Ciao Luca, come ti è nata la passione per il mondo “Local”: esigenze lavorative o particolare passione per questo particolare frangente del web marketing?

Luca Bove che rideE iniziata per caso e per esigenze lavorative. Nel 2007 curavo il SEO ad un cliente (una piccola catena di Hotel in Versilia) quando arrivarono prepotentemente le mappe a rompere le scatole sulle SERP.

Perdemmo circa il 25/30% del traffico e quindi mi misi a studiare, a fare prove ed esperimenti per recupere visite e conversioni. All’epoca non c’era guide ne informazioni disponibili. Nemmeno in USA. Dopo 3/4 mesi riuscii ad entrare nelle mappe (…e ci siamo ancora).

Poi ho avuto l’opportunità di parlarne a diversi convegni e seminari, e di curare altre progetti nel settore, anche complessi.
E così che sono entrato in questo mondo che poi pian piano mi ha affascinato per la sua complessità e utilità.

2) Dovessi dare un’elenco di priorità delle azioni di Web Marketing da affrontare per un Hotel (diciamo un medio hotel), quale sarebbe la tua classifica?

Velocemente

  1. I Numeri  di telefono sono ok? Tutte le promozioni vengono fatte con lo stesso numero di telefono?
  2. Vedere se le citazioni esterne sono consistenti oppure sono diverse tra di loro
  3. Controllare se il sito è adeguato per il local
  4. Controllare se la scheda google Places è adeguata, se ci sono problemi
  5. Controllare come gestiscono la reputazione e se sono proattivi nel chiedere recensioni ai migliori clienti
  6. Si inizia poi la fase operativa vera e propria, studiando i concorrenti, cercando opportunità nuove per ottenere citazioni,  cercando opportunità di link e via discorrendo.

3) Caso limite: un cliente che “devi” seguire e ha un budget molto ridotto per intraprendere azioni web (local). A cosa daresti priorità? Ad un buon profilo social o ad un sito? 

Un buon sito sicuramente viene prima di tutto, dove ci siano le informazioni principali utili ai possibili clienti .
In seconda battuta curare le schede social (Google+ Local o Google Places, ma senza tralasciare gli altri profili come Facebook ecc) avendo cura di scegliere le categorie Locali adeguate e corrette.
Dopo di ciò il profilo social va curato nel tempo, e qui ci vuole un minimo di investimento in tempo (che è denaro).

4) Uno dei dilemmi nella gestione delle local page su Google+ oggi è la totale mancanza del supporto multilingua. Tu hai qualche consiglio in merito? Una pagina Local+ meltin’ pot con tutte le lingue supportate, oppure una pagina Local+ in lingua più altre pagine Business (non Local+) per ogni lingua?

Le pagine LOCAL, nei pensieri degli ideatori, dovrebbero essere rivolte SOLO alle persone che sono nelle vicinanze del business.  Il target del mio negozio a Rovigo, è la gente di Rovigo che parla la stessa lingua del negozio.
A questa regola ci sono poche eccezioni (anche se numericamente importanti), ad esempio le strutture turistico-ricettive le quali vengono cercate da persone lontane.
E comunque tutto gira intorno alle coordinate geografiche. Che hanno anche una lingua di riferimento di solito.
In ogni caso non è mai stato trattato adeguatamente questo aspetto. E c’è addirittura un’aggravante:  ci sono delle zone nel mondo bilingue, basti pensare alla Valle d’Aosta o all’Alto Adige/Sud Tirol in Italia, al Quebec,  alla Svizzera ecc. E a queste  non viene data risposta.
Google cerca di supplire rendendo disponibile la traduzione automatica, con tutti i limiti evidenti.

Si possono fare pagine meltin’ pot con tutte le lingue supportate, anche perché la descrizione può essere lungua,  non è limitata come prima.

Qualche cosina, molto limitata si può fare usato Map Maker, maggiori informazioni le trovi  su questo post http://www.localstrategy.it/guida-per-creare-schede-multilingua-con-google-map-maker/

La creazione di più pagine Business (non Local)  per ogni lingua può avere più o meno senso a seconda degli obiettivi di business e del budget a disposizione, ad esempio se il nostro target è tedesco, potrebbe essere una buona idea comunicare al meglio con loro, nella loro lingua.

5) Ultima domanda: come vedi il futuro della SERP di Google ma soprattutto un consiglio quando in SERP si vedono cose strane/errate: il caso di Hotel Milano Marittima, il caso dei dentisti americani, …

Non saprei fare una previsione in merito al futuro delle SERP, Google ci ha abituato a cambiamenti importanti che non so cosa aspettarmi.
Molti di questi cambiamenti provengono da profondi studi che loro fanno sull’enorme mole di dati in loro possesso.
Dovrebbero quindi soddisfare agli intenti delle persone che fanno ricerche.

Per quanto riguarda gli errori, ce ne sono tanti. Il sistema è pieno di bug.
Ma l’ambizione di Google con il suo ecosistema delle mappe è ridurre il confine tra l’online/offline, basandosi su dati non molto puliti e questo è molto complesso. E produce una grande quantità di errori!
Non resta quindi che segnalare il problema https://support.google.com/business/troubleshooter/3041146, nella stragrande maggioranza dei casi lo risolvono in tempi ragionevoli.

Bravo Luca ottimo lavoro, in bocca al lupo e grazie!

Se trovi questo articolo su un blog diverso da “blog.merlinox.com” si tratta probabilmente di una copia non autorizzata. L’indirizzo originale di questo articolo è: Google Local by Bove scritto da .

 

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2 Risposte a Google Local by Bove

  1. Luca Bove dice:

    Grazie Riccardo

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