Ogni giorno una gazzella si sveglia e sa che dovrà scappare dal leone. Ogni giorno un SEO si sveglia e sa che dovrà decidere se un fo**uto link è buono o cattivo.
In queste ore scopro grazie ad un tweet di Screaming Frog che finalmente Google ha aggiornato le linee guida sugli “schemi di link” per portare un po’ di chiarezza su cosa è un link buono e cosa è un link penalizzante.
Alla fine, chi lavora quotidianamente nel SEO e ha avuto esperienze di penalizzazioni, queste cose le conosce bene. Diciamo che una simile ufficializzazione aiuta soprattutto nel dialogo con i clienti.
Negative SEO
Questa parola è un po’ sulla bocca – e sui post – di tutti. Tutti si chiedono esiste o non esiste. Beh io sono sono certo così ingurato da pensare di potere dare una risposta. Quello però che, soprattutto oggi,  so è cosa Google dice che NON bisogna fare.
La seconda cosa che so è che Google, al più che non si metta ad applicare meccanismi di intelligence visto che ha tutti gli strumenti per farlo, non sa chi “commissiona” una delle sopraccitate “illecite” attività .
A questo punto ritengo che ognuno di voi possa trarre le proprie conclusioni sulla negative seo e sulla sua eventuale esistenza. Secondo me spostiamo le valutazioni su un piano etico, come il buon Piersante già cita in una intervista.
Link Building vs Backlink
Se proprio dovessi elargire un consiglio, io dico che nell’attività SEO di oggi, soprattutto in settori ad alta competizione, non si può più escludere due attività :
- controllo della qualità del “link building” dei competitor
- controllo del proprio stato dei back link
Entrambe le operazioni richiedono analisi, analisi, analisi. I dati? Beh si può partire da Google Webmaster Tools (se siete titolari o autorizzati) oppure i classici più o meno costosissimi: Open Site Explorer, AHref, Majestic SEO, …
Seo Insite
Segnalo inoltre che Google ha colto l’occasione per un generale rinnovo delle linee guida sulla qualità del sito. Consiglio assolutamente questa pagina “Norme sulla qualità ”: http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py?hl=it&answer=35769#3
Se trovi questo articolo su un blog diverso da “blog.merlinox.com” si tratta probabilmente di una copia non autorizzata. L’indirizzo originale di questo articolo è: Google: link buoni o cattivi? scritto da Merlinox.

C’e’ qualcosa di nuovo nell’ufficializzazione di Google? Niente, come sempre niente di niente, se non banali ‘ Best practices’ ritrite da mesi.
Come ho scritto invece in questo aggiornamento ci sono importanti “affermazioni” esplicite. Tante di quelle cose che ci si dice tra SEO vissute sul campo finalmente scritte nero su bianco.
Anche se sembrerebbe che non ci fosse nulla di nuovo in quest’annuncio, resta il fatto che c’è l’annuncio scritto ed ufficiale di Google. In questo modo, potremmo almeno dimostrare che quanto si suggerisce ai “clienti” non è nostra invenzione!!
Diciamo che è uno dei risvolti!
Una domanda stupida:
E’ possibile che Google prenda un abbaglio nel caso in cui ci sia un’azienda che fa link building attraverso guest post? Contatto una serie di blogger, gli chiedo di pubblicare un articolo di buona qualità , a tema, non un comunicato stampa ma con link al mio prodotto: non pago, sfrutto la visibilità di un blogger in cambio di un contenuto. Ma può diventare un’attività a rischio?
“Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà ” (cit.)
Diciamo che le linee guida sono che questa cosa sia più “naturale” e “contestuale” possibile.
Speriamo che Matt Cutts mantenga la promessa e inserisca finalmente nel Google Webmaster Tools lo strumento per bloccare link “indesiderati” .
Allo stato attuale mi piacerebbe mantenesse quanto già presente sulle guideline, invece le SERP immonde sono ancora tantissime, soprattutto in settori ad alta competitività .
Guest post:
io direi quanto più è difficile ottenerlo quanto più è naturale. Se il guest post è tra link builder di professione che si appoggiano a mini siti creati solo per ospitare post sicuramente non serve a niente ed in più il rischio di penalizzazione è alto.
d
Mi sembra un buon punto di vista. Grazie per la risposta
“che si appoggiano a mini siti creati solo per ospitare post” ci siamo già risposti. Quello che è da capire è quanto fatti bene siano che si traduce in: quanto google si accorge che sono fake?
Provo a imamginare: presanza di contenuti unici, eccesso di pubblicità , liste di link sospetti, segnali provenienti dai social, segnalazioni di altri utenti…
Io invece ho apprezzato le nuove linee guida, quanto meno danno una chiarezza in più, mi ha lasciato perplesso solo il punto sui widget uno strumento utilizzatissimo, dove è più che plausibile mettere un link (magari senza anchor text spinto, come da esempio di Google) che invece viene considerato alla stregua di link da directory, spam da commenti e forum ect..
Non si finisce mai di imparare…
A prescindere che queste nuove regole mi piacciono, ho una domanda. Se ho un dominio vecchio di dieci anni, che è stato iscritto in passato a varie directory web che adesso risultano essere quanto meno dubbie, c’è un modo per “riscattare” questi link in qualche modo?
Se potessi parlare a Google, gli direi:”Google, non te la prendere, nel 2001 non ti conosceva ancora nessuno e iscriversi a tutte le web-directory era norma comune. Sono errori di gioventù. Dai, non mi far penalizzare da Penguin”. Ma purtroppo non posso parlare a Google ed è difficilissimo farsi rimuovere da directory a cui ti sei iscritto nel 2001. E quindi? C’è qualche scappatoia?
Dominio di 10 anni è comunque fortissimo e duro da buttare giù. In ogni caso la prima cosa che puoi fare è provare a fare pulizia, togliendo quei link. Giusto ieri notte – se non riesci a togliere i link – è uscito questo: http://ow.ly/exr6C
Pingback: Il fallimento di Google @merlinox