Google Buzz è morto

L’agonia è stata piuttosto lunga. Ma forse anche chiamarla agonia è un eufemismo immeritato per il piccolo prodotto di casa Google, integrato in GMail e per un po’ cullato da Google Profile / Plus.

Google Buzz muore

E di questi minuti l’annuncio della sua definitiva morte con la frase “Google Buzz is going away”. Se volete faccio il romantico malinconico e vi sparo un bel “è stato bello finchè è durato”, ma sarei solo un mechino bugiardo. Google Buzz è nato inutile ed è morto come tale. Penso non mancherà a nessuno.

Se comunque qualcuno l’ha usato amorevolmente e tiene particolarmente ai propri ricordi, lo stesso Google nell’apposita pagina di requiem segnala come è possibile ancora (non si sa per quanto) accedere al proprio archivio di status tramite Google Profile piuttosto che scaricarsi tutti i messaggi tramite Google Takeout, l’applicazione online che consente di esportarsi tutti i dati del mondo Google.

Qualcuno inizia già a immaginare l’epitaffio anche di Google+: nonostante gli sforzi che Google stia facendo per farlo galleggiare, tipo imponendo da Google Reader lo sharing solo su G+ (grazie Massimoxma) oppure integrando YouTube, pare che il social di Mountain View, dopo un primo iniziale sprazzo di gioia, inizi già a zoppicare.

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13 pensieri su “Google Buzz è morto

  1. xma

    Di Buzz nn sentirò la mancanza di certo. Ma del Pulsante condividi SI, a me piaceva avere il mio feed atom che potevo usare da qualsiasi parte, adesso monopolizzano tutto con plus ma ormai la corsa ai social è vinta !

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      1. xma

        hai ragione.. però secondo il mio punto di vista è una chiusura da parte di google la non possibilità di condividere come prima.

        my2cents

        xma

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  2. Erriko

    Non sono mai riuscito ad utilizzarlo proficuamente. Ogni suo aspetto analizzassi la risposta era sempre “tanto vale usare twitter”…

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  3. Pingback: YouTube su Google Plus

  4. Riccadinho

    E’ verissimo che sono a casa loro, ma le chiusure possono a volte costare care, per esempio Internet Explorer, nelle ultime versioni secondo me è un buon prodotto, tuttavia la scelta di Microsoft di renderlo disponibile solo da Vista in poi, ed escludere gli (ancora numerosissimi) clienti di XP, è una zappata nei piedi, è più facile che mi installi un altro Browser piuttosto che mi cambi sistema operativo ogni due anni, se non ne ho il concreto bisogno. La scelta di Google è rischiosa, da un lato gioca su il loro monopolio sulla ricerca (tutti lo usano) sperando che qualche Business con la speranza di una migliore indicizzazione rimanga nel giro, gioca sui numerosi servizi, quindi un pò come Facebook ma con “argomenti” diversi ti fa entrare nel famoso “centro commerciale” dove trovi tutto, senza bisogno di uscire per andare nei “piccoli negozi”, ma d’altro canto, se si resta troppo chiusi si rischia di perdere il cliente di tipo Classico/Individuale, affezionato al prodotto e che difficilmente si fa influenzare e le statistiche ci insegnano, che i clienti di tipo classico sono la maggioranza.

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      1. Riccadinho

        infatti, è questa la scelta intelligente, integrarsi non isolarsi.. il mondo (anche politicamente) vuole andare verso la globalità, isolarsi vuol dire di questi tempi, escludersi.

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          1. Riccadinho

            appunto, infatti se molti mi dicono “la forza di Twitter è la sua deficienza” concordo fino a un certo punto, sarebbe stato lo stesso senza Twitpic, Twitlonger, Yfrog e compagnia bella ? non dico poi di chi automaticamente fa un aggiornamento di stato per tutti (pratica che io non condivido), ma anche Facebook ha questa politica.. da un lato tenta di avere tutto (per esempio l’indirizzo mail), da un altro condivido e vado ovunque, così la gente può condividere il più possibile con me..

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