Web: Anno 2040

Il futuro del web: ipotesi 2040Ricordo ancora con piacere quando mio babbo mi raccontava di come avveniva la comunicazione qualche decennio fa. Certo che a pensarci oggi è tutto così assurdo: dentro di me però  un po' di invidiomalinconia la sto covando.

Doveva essere un bel periodo: ogni tanto qualche nuova idea diventava realtà e qualche nuova piccola azienda cresceva improvvisamente fino ad essere fagocitata da qualche grande network.

Pensate che mi raccontava che per navigare in internet, così si chiamava il progenitore dell'attuale NNLL (neural network learning global), usavano uno strumento che si chiamava browser: mi pare che mi elencasse nomi tipo Firefox, Chrome, Safari, IE, IE6 (ah ah ah ah ah ah, ndr)... Ma la cosa ancora più strana è che dovevano indicare l'indirizzo di dove reperire le informazioni: ma pensa te… vi immaginate doversi ricordare robe tipo www.merlinox.com o paroleappiccicate.tumblr.com?

Meno male che poi è arrivato Google – che oggi non è solo motore di ricerca ma presiede il Controllo Centrale – a ordinare le cose: o meglio ad indicizzare qualsiasi risorsa fino ad arrivare in questi giorni ad interpretare le necessità degli utenti in connessione alla portante.

In quei tempi – non così lontani – scoppià anche il fenomeno Facebook, ovvero quello che adesso chiamiamo Relation Center. Agli inizi veniva definito social network e la gente poteva iscriversi con i classici dati più o meno personali, impostando un'immagine chiamata avatar. Nel giro di poco tempo rivoluzionò il modo di comunicare: prima ancora di Facebook la gente usava altri programmi chiamati Email Client, ovvero applicazioni che consentivano di mandare messaggi testuali con allegati tra utenze. La difficoltà però – mi raccontava – era di ricordarsi gli indirizzi: che poi ognuno aveva più indirizzi, poi ci si sbagliava a scrivere… insomma un gran casino. Anche se c'era un'aspetta positivo: la scusa "ho sbagliato indirizzo" oppure "il server era down" si poteva ancora usare.

Che periodo! Ma sentite questa: praticamente per ogni cosa c'era una sorta di attrezzo, di gadget. Per telefonare c'era il cellulare e per navigare usavano il pc o dei piccoli pc chiamati net pc. E poi, un po' alla volta, nacquero piccoli telefoni con miriade di funzioni: gli smart phone. C'era gente che girava con lo zainetto per portarsi dietro tutti questi gadget…

Fu la Apple la prima a capire che la strada verso qualcosa di diverso poteva esserci. Oggi con il mio iWatch neurale faccio tutto: dalle telefonate (che poi non si chiamano più così, ma call connection) alla navigazione. Lo schermo olografico consente di avere sempre e in ogni dove la risoluzione e la modalità adatta. Senza contare la TranceView: ti rilassi comodamente sul divano, connetti i due piccoli elettrodi e ti virtualizzi.

Che bei tempi. Chissà se un giorno qualcuno scriverà le stesse cose che sto scrivendo io oggi. Mah. Vado a fare il bagnetto a Filippo, ciao papà e grazie del racconto.

Luca M.

ps: Nel mio social preferito ho un amichetto che si fotografa sempre con una pallina rossa sul naso… mi dice che tu e il suo babbo eravate amichetti: ti torna?

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10 pensieri su “Web: Anno 2040

    1. Merlinox Autore articolo

      Vedi che ormai sono proprio rincoglionito? Mi sa che nel 2040 non ci arrivo mica arzillo come fu il buon Alex Badalic. Correggo subitissimo!

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  1. Rudy Bandiera

    Ma che figata di un post! Mi stavo quasi per commuovere (io sono vecchio e rincoglionito e mi commuovo con niente) pensando Luca che racconta ste cose.
    Bello, poco da dire: fantasioso e brillante.

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  3. Davide

    bellissimo post merl… parolecosa?!?! ahah… Luca mi ha fatto impazzire, è già un grande ancora prima di diventarlo… ah… cosa? mi dice di ricordarti che ai tempi c’era anche quel web writer cretino che ti diceva di stare attento al refuso alla terza riga… hihi…

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  4. Merlinox Autore articolo

    @Davide a parte il fatto che è già un grande, sia fisicamente sia come personalità, mi ricorda anche che quel rompiballe della terza riga è stata una fortuna incontrarlo 😉 E’ che arriva sempre in ritardo 😉

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