Followo Te o il tuo pensiero?

Un po' di Tweet FilosofiaTwitter, Follower e filosofia dell’inseguimento. Non voglio tirare su un pippone tecnico sul funzionamento dei social network, ma una mia riflessione sull’inseguimento.

Inseguiamo migliaia di uccelletti a testa: chi ha i capelli bianchi pure su Twitter (come sottolinea ogni tanto Insopportabile) ha una lista veramente ingestibile di gente da seguire. All’inizio era un modo per entrare nel sistema, conoscere questo nuovo social network.

Chi lavora con Twitter spesso usa il following come moneta di scambio, quasi fosse un prezzo pagato seguire un account. Nessun moralismo, mera realtà a cui io stesso ne faccio parte.

Le liste

Una soluzione al following selvaggio sono le liste, le liste private. Una vera e propria manna dal cielo: followizzi un po’ chi  vuoi (okkio che chi segui poi può spararti DM…) e segui solo ed esclusivamente i tuoi VIP. Io ho alcune liste di questo tipo, verticalilizzate in base al contesto (amici, seo, …).

Scatta il momento di tweet filosofia

La lampadina per iniziare questo articolo si è accesa al momento in cui Twitter ha cambiato le API. Per i non tecnici le API sono semplicemente delle istruzioni che permettono a sistemi esterni (Hootsuite, Tweetdeck, …) di accedere alle info di twitter: utenti, status, …

In quell’aggiornamento Twitter ha aggiunto il campo include_rts. Traduzione, se quel campo è settato come vero nelle liste appaiono i tweet dei membri e i tweet che i membri hanno retuittato! Hootsuite, uno dei più diffusi applicativi per la gestione dei social network, senza tanti problemi ha messo un bel true e – penso proprio dal 27 di marzo – tweet e retweet sono fioriti (e gli utenti hanno iniziato la fase della blasfemia…).

Cosa cambia sostanzialmente?

Secondo me il cambiamento è veramente drastico. Il passaggio è: nella lista leggo i tweet della gente che voglio seguire che diventa nella lista leggo i tweet della gente che voglio seguire coadiuvato da quello che loro condividono.

Nel mondo perfetto questa è decisamente una gran cosa: apprezzo una persona e quindi la seguo. Per conseguenza: vedo anche ciò che quella persona apprezza e me lo dice tramite l’uso corretto del RT!

PRO: cresce esponenzialmente  la possibilità di ampliare la propria vision conoscitiva a livello contenutistico e a livello di profili. Aumenta la capacità di scoprire nuovi profili interessanti che – con una lista chiusa – non ti era consentito di fare, al più di andare a scuriosare nelle mention o in RT vecchia scuola (quelli con RT @qualcono davanti al tweet).

CONTRO: ribadisco che non viviamo in uno mondo perfetto, il social ne è una sua proiezione. Ogni giorni milioni di RT sono semplicemente il prezzo di tenere alte relazioni. Non pago di retweet pagati, ma parlo di RT più o meno dovuti a cerchie di persone che collaborano. Risultato? La lista diventa un macello: non solo profili per i quali probabilmente non abbiamo il minimo interesse, ma anche un fortissimo effetto di deverticalizzazione, ovvero espansione della contestualità dei contenuti e allontanamento dal target della lista.

CONSEGUENZA: ora il fenomeno è limitato a Hootsuite. Se una simile modifica fosse attuata dallo stesso Twitter secondo me ci sarebbero queste conseguenze:

  • forte aumento della visibilità dei tweet (crescita esponenziale)
  • forte diminuzione del potere dei tweet, parliamo di CTR sui link
  • aumento del senso di responsabilità al retweet, ovvero se faccio RT a delle cose di cui potrei vergognarmi devo essere cosciente che sotto c’è la mia firma

Detto questo vado a dormire, che di cavolate ne ho sparate sin troppe.

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