Fallo da dietro

Fallo: i suggerimenti di GoogleAdoro la rubrica video “3 minuti 1 parola” di Beppe Severgini su Corriere TV. Non sono minimamente alla sua altezza per fare qualcosa di simile, ma potrei provarci.


La parola “fallo” quanti significati assume, senza nemmeno dover sforzarsi di cambiare accento? Partiamo dalle origini, non quelle della vita, e scopriamo tramite il prezioso Etimo che “fallo” deriva dal verbo fallire e si disambigua in: mancanza, colpa, errore, peccato.

Così il giocatore di calcio che entra da dietro commette un fallo, il sopraccitato titolorum “fallo da dietro”. Ma anche “cogliere in fallo”, come quando il buon Bill Clinton è stato trovato nelle mani della birichina Monica Lewinsky: correva l’anno 1998 ma ancora oggi in Italia il buon Google suggerisce subito la moretta dopo aver digitato il nome del buon presidente nel modulo di ricerca.

Dallo stesso ceppo anche la parola “fallato”: un oggetto, un servizio o un programma con un difetto di fabbricazione / programmazione. Sia mai trovare un programma fallato: le citazioni al sinonimo fallico si sprecherebbero però rischieremo di scivolare nel banale.

Per finire “fallo”, “fallo subito”, non farlo dopo. Se puoi fare quel lavoro adesso, “fallo” immediatamente e non rimandare, dopo potresti non aver più tempo. La derivazione è totalmente diversa: qui siamo in presenza del verbo fare imperativo (“fai”) associato all’articolo “lo”. Ad esempio «Egr. Presidente il tuo dovere “fallo”, non cadere nel “fallo” del “fallo”, che poi arriva il rigore!».


Chiedo nuovamente scusa al maestro Beppe, ma non ho resistito.

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