Facebook: successo o futuro fallimento?

E’ il fenomeno web con il massimo riscontro sulla società degli ultimi anni: Facebook. In Italia c’è chi lo chiama Face Book, chi lo chiama Feisbuc e chi ancora lo chiama Faccia Libro o Libro Faccia.

Perchè un fenomeno? Una crescita incontrollata negli ultimi mesi. Per molti imprevista, per Facebook sicuramente stra progettata. Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg afferma che al momento non sono importanti i profitti del social ma la sua diffusione. Nel frattempo però acquista l’1,6% di Microsoft (fonte BitCity), motivando la necessità di un forte e legato partner tecnologico. Notate che attualmente facebook è in PHP, su server Apache e db MySql… un po’ OT per mamma MS!

 

Ma il recente boom è un imprevisto?

A inizio anno Facebook poteva contare una milionata di iscritti. A settembre si parla già di 4,5 milioni di partecipanti attivi. Una crescita del 450% in nove mesi (fonte diregiovani). Dal milione di utenti registrato ad inizio anno, si è passati a 4,5mln a settembre.  Secondo voi un’azienda che non prevede un simile boom può tecnicamente sostenere un’aumento di popolarità simile? Avete idea del carico a livello di processo delle informazioni, di memorizzazione e di banda è necessario per condividere ogni giorno Tera (10 12) di informazioni e correlarle tra loro?

Tanto per dare qualche dato (aprile 2008):

Number of MySQL servers – 1,800
Number of MySQL DBAs – 2
Number of Web servers – 10,000
Number of Memcached servers – 805

(via devleap)

Dando una occhiata alla crescita mondiale possiamo notare la diversità nella diffusione del social network tra Usa e Italia. Noi poveri Digital Divideiani rappresentiamo circa un settimo del carico americano. La crescita Americana ha una certa regolarità nel tempo, mentre in Italia pare che Facebook sia nato due mesi fa?

Io il profilo ce l’ho da anni, ma solo recentemente con un approccio continuativo: prima era uno strumento come tanti altri (linkedin, myspace, orkut…). Oggi è uno strumento a diffusione praticamente totale: troviamo chiunque. Il merito? Sicuramente dell’idea del social, della sua struttura e della sua qualità di erogazione del servizio. A livello marketing il merito è dei media tradizionali: carta, radio e televisione.

Per missione o per vocazione negli ultimi mesi non si parla d’altro. Un megafono mediatico che porta chi è fuori a sentirsi isolato. Diverso. Quindi? E’ necessario iscriversi.

 

Il futuro

La situazione in Italia si sta aggravando tanto quanto si sta impennando la linea di crescita di Facebook. Solo a giugno 2008 avevamo questi dati:

sono 19,6 milioni di utenti domestici (+8% rispetto ad aprile), connessi nel mese per oltre 14 ore (una in più rispetto al mese precedente) e che hanno visualizzato in media 1170 pagine (+14%). Più limitati invece gli incrementi dall’ufficio, che erano rimasti piuttosto alti anche ad aprile: gli utenti unici crescono dell’1% e sfiorano i 10 milioni, stabili o in lieve crescita i consumi. (via achille, audiweb).

Ma cosa succede agli accessi dall’ufficio da quando Facebook impazza? La toolbar di Facebook e le notifiche via email uccidono le connessioni aziendali ma soprattutto riducono la produttività del personale. E le aziende corrono ai ripari, chiudendo gli accessi al social network. Ci sarà un calo? A mio avviso tremendo… ma ricordatemi di rivedere i dati su google trends fra un paio di mesi.

Repubblica intitola "Azienda in guerra contro Facebook". Nessun titolo migliore rispetto a questo.

Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". […] Secondo un’inchiesta, realizzata da un’azienda che si occupa di sicurezza informatica (quindi fonte che è parte in causa), la Barracuda, la metà delle aziende americane blocca quei siti. Ma in realtà per Facebook il dato non va oltre il 26%. E fin qui si tratta di aziende private. (via Repubblica)

E il marketing? Come reagiranno le principali web marketing agency italiane che da mesi investono milionate di ore al giorno per generare comunity con migliaia di utenti profilati in modo pressochè gratuito? Come reagiranno quando non potranno più accedere o magari hanno il nullaosta all’accesso ma la gente che frequenta cala ogni giorno di più?

Staremo a vedere. Riuscirà il fenomeno web2.0 del 2008 a sopravvivere al suo stesso esagerato successo? Nel frattempo continuiamo in questo BAR virtuale la discussione: se vi va!

 

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6 pensieri su “Facebook: successo o futuro fallimento?

  1. Lauryn

    chissà! io intanto lo chiamo facciabuco hihi
    davvero sembra che sia nato due mesi fa, io ero iscritta da un po’ ma lo tenevo lì, inutile. ora che tutti si sono iscritti è diventato un modo per ritrovare vecchi amici e compagni.
    secondo me quando si sarà ritrovati un po’ tutti le cose si assesteranno…
    chissà, chi vivrà vedrà…

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  2. Merlinox Autore articolo

    Anche secondo me l’effetto novità è fortissimo, specie tra i niubbi. Certo che facciabuco mi fa pensare a qualcos’altro.. 🙁

    Ciao Lauryn!

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