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	<title>Commenti a: Evoluzione dei contenuti</title>
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	<description>Oltre tutto fino all&#039;essenza: alla ricerca dell&#039;oltre nel nulla</description>
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		<title>Di: Merlinox</title>
		<link>http://blog.merlinox.com/evoluzione-dei-contenuti/comment-page-1/#comment-8953</link>
		<dc:creator>Merlinox</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 08:11:03 +0000</pubDate>
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		<description>Chiarissimo Franz, ti ringrazio. Il tuo punto di vista è veramente molto interessante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiarissimo Franz, ti ringrazio. Il tuo punto di vista è veramente molto interessante.</p>
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		<title>Di: Franz</title>
		<link>http://blog.merlinox.com/evoluzione-dei-contenuti/comment-page-1/#comment-8946</link>
		<dc:creator>Franz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 22:23:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.merlinox.com/?p=3092#comment-8946</guid>
		<description>Scusa, rileggendo mi rendo conto di non essere stato per nulla chiaro. 
Volevo dire che i contenuti non devono essere cambiati, quanto il modo in cui li guardiamo. 
Faccio un esempio: quando succede qualcosa, la polizia sa che su, poniamo 10 persone presenti, ci saranno altrettante versioni dell&#039;accaduto, tutte differenti tra loro. Ciò avviene perché la percezione della realtà viene sempre alterata dal modo in cui la consideriamo.
Ma non vi può essere dubbio che una realtà &quot;vera&quot;, da qualche parte deve pur esistere, solo che è difficile capire qual&#039;è, perché il nostro modo di coglierla è sempre più o meno soggettivo.
In questo senso intendevo che non sono i contenuti di quello che scriviamo che devono cambiare. 
Più che di parlare d&#039;altro, occorre un modo di parlare (e quindi di leggere) diverso. Più &quot;oggettivo&quot;, che cerchi un po&#039; di più quei lati della realtà che ci circonda che spesso non vengono colti.
E io credo che la domanda che fai nel post sia proprio un modo per chiedersi quale sia questa dannata &quot;realtà&quot;.
Spero di essere stato più chiaro.

&#039;notte</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, rileggendo mi rendo conto di non essere stato per nulla chiaro.<br />
Volevo dire che i contenuti non devono essere cambiati, quanto il modo in cui li guardiamo.<br />
Faccio un esempio: quando succede qualcosa, la polizia sa che su, poniamo 10 persone presenti, ci saranno altrettante versioni dell&#8217;accaduto, tutte differenti tra loro. Ciò avviene perché la percezione della realtà viene sempre alterata dal modo in cui la consideriamo.<br />
Ma non vi può essere dubbio che una realtà &#8220;vera&#8221;, da qualche parte deve pur esistere, solo che è difficile capire qual&#8217;è, perché il nostro modo di coglierla è sempre più o meno soggettivo.<br />
In questo senso intendevo che non sono i contenuti di quello che scriviamo che devono cambiare.<br />
Più che di parlare d&#8217;altro, occorre un modo di parlare (e quindi di leggere) diverso. Più &#8220;oggettivo&#8221;, che cerchi un po&#8217; di più quei lati della realtà che ci circonda che spesso non vengono colti.<br />
E io credo che la domanda che fai nel post sia proprio un modo per chiedersi quale sia questa dannata &#8220;realtà&#8221;.<br />
Spero di essere stato più chiaro.</p>
<p>&#8216;notte</p>
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		<title>Di: Merlinox</title>
		<link>http://blog.merlinox.com/evoluzione-dei-contenuti/comment-page-1/#comment-8944</link>
		<dc:creator>Merlinox</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 16:09:45 +0000</pubDate>
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		<description>Temo che per capire quanto mi hai scritto mi serva una guida o perlomeno un bignami :)
Se non erro, secondo te spesso siamo noi a farci delle pare ma in realtà è chi legge che non coglie a sufficienza quello che scriviamo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Temo che per capire quanto mi hai scritto mi serva una guida o perlomeno un bignami <img src='http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Se non erro, secondo te spesso siamo noi a farci delle pare ma in realtà è chi legge che non coglie a sufficienza quello che scriviamo?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Franz</title>
		<link>http://blog.merlinox.com/evoluzione-dei-contenuti/comment-page-1/#comment-8943</link>
		<dc:creator>Franz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 16:03:19 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, mi inviti quasi a nozze! Hai ragione nella tua osservazione: a tutti gli effetti non occorre cercare nuovi contenuti, quanto punti di vista diversi. Ma per diversi non intendo alternativi, quanto più consapevoli. Nello Zen c&#039;è un detto: &quot;Le montagne prima sono montagne, poi non lo sono più, poi sono montagne&quot;.
Un&#039;interessante sintesi del fatto che quando il cervello non è collegato a qualcosa di un po&#039; più oggettivo, tutto può sembrare tutto e anche il suo diretto contrario. Nel processo di acquisizione di consapevolezza dello Zen, comune a molte filosofie, non solo orientali, il concetto di illusorietà della realtà percepita comunemente dai sensi e particolarmente posto in primo piano. Ma senza andare a scomodare concetti più o meno mistici, la meccanica del pensiero umano, specialmente in Italia, è nota, ed è tra i principali artefici della mancanza di contenuto non tanto in chi scrive, quanto spesso in chi legge. 
Insomma, una troppo lunga dissertazione, ma sostanzialmente un invito a considerare che effettivamente in questa nostra società viziata da valori fatui e volatili, la verità è sempre lì dov&#039;era prima: a disposizione. Il problema è trovare il modo di coglierla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, mi inviti quasi a nozze! Hai ragione nella tua osservazione: a tutti gli effetti non occorre cercare nuovi contenuti, quanto punti di vista diversi. Ma per diversi non intendo alternativi, quanto più consapevoli. Nello Zen c&#8217;è un detto: &#8220;Le montagne prima sono montagne, poi non lo sono più, poi sono montagne&#8221;.<br />
Un&#8217;interessante sintesi del fatto che quando il cervello non è collegato a qualcosa di un po&#8217; più oggettivo, tutto può sembrare tutto e anche il suo diretto contrario. Nel processo di acquisizione di consapevolezza dello Zen, comune a molte filosofie, non solo orientali, il concetto di illusorietà della realtà percepita comunemente dai sensi e particolarmente posto in primo piano. Ma senza andare a scomodare concetti più o meno mistici, la meccanica del pensiero umano, specialmente in Italia, è nota, ed è tra i principali artefici della mancanza di contenuto non tanto in chi scrive, quanto spesso in chi legge.<br />
Insomma, una troppo lunga dissertazione, ma sostanzialmente un invito a considerare che effettivamente in questa nostra società viziata da valori fatui e volatili, la verità è sempre lì dov&#8217;era prima: a disposizione. Il problema è trovare il modo di coglierla.</p>
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