Evoluzione dei contenuti

'Extreme' Martial Arts di Mute*Ieri è stata una grande giornata. E’ uscito blogMagazine ed è stata una vera soddisfazione ricevere la pacca sulla spalla degli amici e dei lettori a cui l’articolo su Facebook è piaciuto.

Mi ha fatto piacere però anche l’osservazione di un amico, Max, che mi ha detto

"Bello. Bravo Ricky. Bella l’idea del magazine (non mia, ndr). Però gli argomenti sono sempre quelli. Ci vuole qualcosa di nuovo!"

Allora, in pieno stile 2.0, chiedo a voi: cosa può essere nuovo? Quali potrebbero essere i nuovi contenuti originali? Che sia necessario cambiare argomento o semplicemente cambiare l’approccio agli argomenti stessi, guardare le cose da altri punti di vista?

Il vostro appoggio è sicuramente gradito, anzi necessario.

 foto by Mute*

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4 pensieri su “Evoluzione dei contenuti

  1. Franz

    Beh, mi inviti quasi a nozze! Hai ragione nella tua osservazione: a tutti gli effetti non occorre cercare nuovi contenuti, quanto punti di vista diversi. Ma per diversi non intendo alternativi, quanto più consapevoli. Nello Zen c’è un detto: “Le montagne prima sono montagne, poi non lo sono più, poi sono montagne”.
    Un’interessante sintesi del fatto che quando il cervello non è collegato a qualcosa di un po’ più oggettivo, tutto può sembrare tutto e anche il suo diretto contrario. Nel processo di acquisizione di consapevolezza dello Zen, comune a molte filosofie, non solo orientali, il concetto di illusorietà della realtà percepita comunemente dai sensi e particolarmente posto in primo piano. Ma senza andare a scomodare concetti più o meno mistici, la meccanica del pensiero umano, specialmente in Italia, è nota, ed è tra i principali artefici della mancanza di contenuto non tanto in chi scrive, quanto spesso in chi legge.
    Insomma, una troppo lunga dissertazione, ma sostanzialmente un invito a considerare che effettivamente in questa nostra società viziata da valori fatui e volatili, la verità è sempre lì dov’era prima: a disposizione. Il problema è trovare il modo di coglierla.

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  2. Merlinox Autore articolo

    Temo che per capire quanto mi hai scritto mi serva una guida o perlomeno un bignami 🙂
    Se non erro, secondo te spesso siamo noi a farci delle pare ma in realtà è chi legge che non coglie a sufficienza quello che scriviamo?

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  3. Franz

    Scusa, rileggendo mi rendo conto di non essere stato per nulla chiaro.
    Volevo dire che i contenuti non devono essere cambiati, quanto il modo in cui li guardiamo.
    Faccio un esempio: quando succede qualcosa, la polizia sa che su, poniamo 10 persone presenti, ci saranno altrettante versioni dell’accaduto, tutte differenti tra loro. Ciò avviene perché la percezione della realtà viene sempre alterata dal modo in cui la consideriamo.
    Ma non vi può essere dubbio che una realtà “vera”, da qualche parte deve pur esistere, solo che è difficile capire qual’è, perché il nostro modo di coglierla è sempre più o meno soggettivo.
    In questo senso intendevo che non sono i contenuti di quello che scriviamo che devono cambiare.
    Più che di parlare d’altro, occorre un modo di parlare (e quindi di leggere) diverso. Più “oggettivo”, che cerchi un po’ di più quei lati della realtà che ci circonda che spesso non vengono colti.
    E io credo che la domanda che fai nel post sia proprio un modo per chiedersi quale sia questa dannata “realtà”.
    Spero di essere stato più chiaro.

    ‘notte

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