Daniele Cesconetto: UltraRunner #Cori System

Daniele Cesconetto in trailDaniele Cesconetto è un veneto. Questa precisazione è dovuta perché ci tiene tanto. 

Ho avuto la fortuna di conoscere Daniele durante il meeting #AsicsFrontRunnerItaly a Cuneo. Anzi prima: abbiamo fatto praticamente tutto il viaggio insieme, con la compagnia del grande Andrea. 

Daniele è un ultra runner, un drogato di strade a prescindere dal fondo, un abbandonatore dell’agoniamo puro per ricercare la purezza della corsa per il piacere si correre. 

Nonostante questa scelta non si è negato la partecipazione alle principali foll..gare estreme di mezzo mondo, tra cui deserto, Alpi e la Spartathlon!

Ultima avventura? 62 maratone in 62 giorni consecutivi. Sul talis roulant della palestra Joy Club. Butta un occhio al suo profilo FIDAL

Ora non voglio annnoiarvi ulteriormente, basta che cerchiate su Google per trovare parte delle sue infinite conquiste sportive. 

Nonostante tutto è rimasto uno di noi : un’umiltà disarmante e una saggezza da asceta, ma a modo suo, in dialetto veneto montanaro, che a me ricorda tanto la parlata del mio nonnino del Cadore.

Perché hai iniziato a correre? Ricordi i tuoi primi anni di corsa?

Ho iniziato a correre nel 1998 durante il servizio militare. Perché? Perché quando non ero in servizio non sapevo cosa fare e ho provato questo “passatempo” che era mettere un piede davanti all’altro. I primi anni sono stati una scoperta continua.

Cosa significa correre da quasi 20 anni?

Significa crescere come persona. La fatica serve anche a questo. E poi, se penso a quante scarpe ho consumato!!!

Gare corte, gare lunghe, ultra gare, sfide speciali? Qual è il tuo percorso?

Ogni cosa a suo tempo. Anche se sono stato attratto dalle lunghe distanze fin da subito. Nel mezzo comunque mi sono sempre divertito a buttarmi nella mischia del “corto veloce” perché tutto serve.

Cosa succede nella testa di chi decide che una maratona è troppo poco e che ci vogliono le ultra?

La fatica riesci a sopportarla solo se hai delle forti motivazioni e stimoli. Se 42.195 metri iniziano a non regalarti più emozioni vuol dire che è ora di cambiare qualcosa.

Quanto ritieni sia importante la scarpa per chi intraprende la strada della lunga distanza?

La scarpa è la parte “materiale” più importante. Pensate solo a quante volte i vostri piedi appoggiano a terra durante una 100km. Molte volte i problemi fisici sul corpo partono proprio dai piedi e la causa spesso è una scarpa non adeguata alla persona (peso e appoggio in primis).

Quanto ti alleni durante la settimana?

Corro 100km a settimana … con la mia filosofia #iononmiallenocorro

Il tuo consiglio per chi in mezza, in maratona o durante una ultra si trova nella più classica delle empasse (tipo mulo che non procede)

Pazienza e calma. Pensate solo agli allenamenti, fatica e sacrifici (se ne avete fatti) prima di arrivare lì. Un consiglio: non correrete per arrivare prima ma correte semplicemente per arrivare.

Alimentazione e cura fuori allenamento: qualche trucco particolare?

Sono la persona meno adatta per parlare di alimentazione. Io mangio qualsiasi cosa che mi piace (confermo… l’ho visto mangiare al mio fianco e diciamo che non ha grossi limiti, però non ama l’alcool, raramente si fa una birretta, ndr).

Durante gli allenamenti (è successo anche a me) ci sono momenti in cui non migliori, non procedi, tutto diventa “nero”: hai qualche consiglio per rialzarsi come la fenice?

Se vi sembra di esservi arenati cambiate “aria”. Provate qualcosa di nuovo. Se siete amanti delle gare corte provate ad allungare il chilometraggio oppure se siete maratoneti provate un 1500 m. in pista o una campestre. Stimoli e motivazioni sono fondamentali.

Meditazione e corsa: c’han scritto pure un libro (Lo Zen e l’arte della corsa). Te come te la passi dopo ore e ore di solitudine correndo?

Fatevi portare a 70km da casa e ritornateci a piedi. Vedrete che dopo qualche ora scoprirete la vostra personale meditazione.

Corsa e infortuni: cosa consigli a chi vuole intraprendere il mondo delle ultra?

Prima di correre con le gambe correte con la testa. Fate quello che vi piace e diverte e non quello che vi consigliano. E ricordate che se la corsa non è il vostro lavoro, prima di tutto deve essere un piacere e non un obbligo. Piccoli accorgimenti che possono portare un pizzico di serenità e allontanare qualche infortunio.

Corsa, Sponsorship e Beneficenza: qual è la tua visione?

Correre anche per chi purtroppo non può farlo è stata la più grande soddisfazione che ho provato in tutti questi anni. Che le mie e nostre gambe abbiano portato un po’ di sollievo a chi è in difficoltà è la più grande vittoria che uno sportivo possa raggiungere. Provare per credere.

Cosa mi puoi dire del metodo #Córe (hi hi hi)?

#Cori non è nient’altro che un consiglio rivolto a tutti gli appassionati di corsa distratti da tutto quello che gira intorno a questo mondo. Cronometri, andature, scarpe destre, sinistre, salite e discese, acciacchi vari e in questo turbinio dimenticano di andare a correre.

#Cori deve diventare un’abitudine, solo così la distanza fa meno paura. Anzi, sarà il pane quotidiano.


Un enorme grazie a Daniele per l’amicizia e il tempo dedicatomi. Continua a seguirlo sul suo sito, sul suo account FB, Instagram o tramite #AsicsFrontRunner. 

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