Cross Marketing arancione

EasyJet e il marketing viraleCome molti sostengono il mondo del marketing sta subendo evoluzioni continue. Siamo passati da regole rigide di marketing, protagoniste assolute degli anni 80, a marketing creativo. Le regole si sono disintegrate. O meglio si sono integrate con la società.

Se prima marketing era chiaramente il "pro vendere", oggi marketing è un crossover che va dalla sociologia al mercato nero, dalla filosofia al triturare un iPad nuovo di zecca per promuovere il proprio frullatore.

Ma non solo il cosa è cambiato, ma è cambiato anche il come. Se prima i media erano costituiti dalla pubblicità cartacea e quella radio / televisiva, oggi i media si sono moltiplicati: oltre ai tradizionali si sono aggiunti i siti, le email, i social network. Ma soprattutto il principale canale introdotto siamo noi: le persone. 

Il marketing, nella sua flessione virale, sfrutta le persone: il suo obiettivo è incuriosire e stimolare quella costante voglia di condivisione che è alla base della viralità e del web duepuntozero. Ma non si limita al web, ma si accoppia con la vita reale generando dei fenomeni di comunicazione che passano dal virtuale al reale, via più canali bidirezionali.

L'azienda easyJet, ad esempio, ha deciso di promuovere il proprio brand turistico con una campagna di guerilla marketing + social marketing + buzz marketing. Ha attaccato la città più bella del mondo, ROMA, bombardandola di palloncini arancioni. La reazione della gente è diventato il video virale e l'applicazione su Facebook il media che permette agli utenti di inviare simpatiche cartoline, con i propri faccioni e brandizzate easyJet.

 

 

Nel video potete vedere la campagna nella vita reale. Ma quello che voglio sottolineare è come una campagna marketing moderna coinvolga n diversi ambienti, n diversi universi di vita virtuali o reali. Le regole non esistono più: la regola migliore è stupire e stuzzicare. Coinvolgere gli utenti con l'obiettivo di proporli come protagonisti di qualcosa, e non cavie per promuovere un marchio.

Nel mio piccolo tempo fa avevo cercato di giocare con gli amici di Facebook con delle simpatiche targhe da regalare: le avete mai viste? Beh non fu un successo particolare, ma perchè? Perchè in quello che è marketing burrasca, ovvero marketing che sembra generato dal caso, bisogna prevedere tutto, o il possibile.

E' proprio questa una delle non-regole fondamentali: una campagna di neo-marketing non deve essere lasciata al caso, ma è necessario prevedere ogni relazione tra un media e l'altro. Inoltre è fondamentale prevedere l'imprevedibile e reagire al meglio. Cosa significa? Significa che se la vostra macchina in un test si capotta dovete riuscire a trasformarlo in un evento positivo. Se il lancio del vostro aggregatore è accusato dai blogger di spam, deve diventare rampa di lancio per una campagna di sponsorizzazione. Chiaro?

Un buon venerdì a tutti e come al solito: a voi la parola.

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