Io sono un social network

Social Network 1.0!Luca Conti non espresso bit, si è solo limitato a citare quanto rilevato dal Censis. Nonostante i commenti, non ha rilasciato nemmeno intravedere la sua opinione. Io un po' la mia si, con un commentino provocatorio:

Io sono un social network! Ogni giorno nel mio blog centinaia di persone leggono quello che scrivo e decine commentano. Ogni giorno, nei commenti del mio sito, decine di persone si relazionano tra loro scambiandosi opionioni e analizzando le proprie divergenze sui temi del web. Ogni giorno entro in contatto con decine di persone via chat, e tramite siti come meemi o twitter ogni giorno crescono il numero di persone che seguo e che mi seguono: capita spesso che miei amici e amici di altri diventino amici fra loro. Io sono un social network!

Il mio commento non riguarda i dati in questione, ma il fatto che nel calderone dei social network è stato messo di tutto è di più. Ecco, la frase discussa, direttamente prelevata dal Comunicato Stampa del Censis:

Sono cinque i social network più popolari: Facebook, conosciuto dal 61,6% degli italiani, YouTube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e MySpace (31,8%).

Come si fa a fare una comparazione simile? Ma è più veloce una ferrari o più salata l'acqua del mare? Più dolce lo zucchero o più pesante il piombo? Più sexy Cenerentola o più accattivante il nuovo Lg  chocolate? Potrei andare avanti ore per spiegarvi quello che intendo. Ma è possibile che ci sia ancora un simile digital divide che arriva addirittura dalle istituzioni?

  • Facebook: social network
  • Youtube: video sharing > sito per la condivisione di video in streaming
  • Messenger: instant messenger + application network, video chat
  • SKYPE: VoIP + instant messenge, application network
  • MySpace: social network

Da avvocato del diavolo posso dire che oggi, spesso, i servizi online si sono deVerticalizzati, e cercano tutti di offrire tutto: Flickr si è messa a far condividere video (anche video verticali), facebook ormai offre di tutto di più, ma ancora non la chat vocale. MSN ormai è più un sistema operativo cloud computing, che un instant messanger e Skype va a ruota, anche se il suo core rimane il VoIP. MySpace, poverino, sopravvive dallo tsunami Facebook.

 

Cosa sono i social network?

Ma alla fine cosa diavolo sono 'sti Social Network? Secondo la definizione del CASPUR i social network sono:

Reti basate sul Web, in cui gli utenti possono lasciare un profilo personale, spesso corredato da foto, musica o video. Esempi di tali applicazioni Web 2.0 sono MySpace, Facebook etc.

Spieghiamo per i più novizi del web. Un social network è una applicazione web, fruibile tramite un semplice browser (quindi su qualsiasi sistema operativo e "navigatore"), che permette alle persone di relazionarsi tra loro via messaggi. Il fondamento di una rete sociale è socializzare: messenger permette di chattare, e in quanto tale è un'azione privata che non permette la condivisione col pubblico.

Dopo possiamo fare pelo e contropelo ad ogni frase: infatti che differenza c'è tra una chat di 10 persone, e un gruppo di persone selezionato che scrivono in un social? La differenza, secondo me, sta proprio nel concetto, nel modo e nel luogo virtuale in cui si comunica.

 

Quindi?

Alla fine, forse, al 99% della popolazione va benissimo così. Accettano ben volentieri definizioni generaliste, senza pericolo di inoltrarsi in una cultura che in Italia oggi è ancora un underground knowledge, una sorta di oligarchi culturale che ancora spaventa: non so se per difficoltà o molto più per pigrizia.

Voi come la vedete? Siete anche voi dei social network?

foto di Stefano Minguzzi

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17 pensieri su “Io sono un social network

  1. elisa

    Secondo me non ci si può neanche indisporre più di tanto: queste sono più che altro questioni linguistico-lessicali. “Social network” è una parola che sta ad indicare anche cose molto diverse, nel linguaggio comune (e non solo, ormai) è così; bisogna rassegnarsi, è l’uso che detta le regole.

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  2. Rudy Bandiera

    Bel post…. anche se francamente non so cosa sia un social network 🙂
    Però, detto questo, credo che quello che contraddistingue davvero un social da una chat di 10 persone sia l’uso del browser, ovviamente parlando in soldoni, a grandi linee ed a spanne (mi piace usare questi termini di paragone arcaici).
    In effetti, per fare un esempio pratico, cosa differenzia oggi Wave da una chat multipla su Skype? Fondamentalmente niente, se non il fatto che Wave è in remoto mentre Skype è installato.
    Definire YouTube social network è del tutto fuori luogo: Merlinox, tu sei molto più social network di YouTube per intenderci.

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  3. Merlinox Autore articolo

    @Rudy Bandiera ti rispondo a punti:
    – la chat è una cosa privata, il social è una cosa pubblica al massimo profilata: in mezzo c’è un oceano 2.0
    – wave si differenzia perchè un protocollo innovativo (dopo l’smtp), che poi oggi sia una ciofeca la webapp (o che nessuno lo usi) è un’altra cosa
    – più che youtube, che cmq condividi qualcosa e commenti, mi chiedo come si possano definire skype e msn dei social, al più che non pubblichino le cacchiate che ci diciamo ogni giorno!

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  4. elisa

    @Merlinox: Posso copiarti un po’? 😉 Per me il social network è, come hai detto tu, “un’applicazione web, fruibile tramite un semplice browser (…), che permette alle persone di relazionarsi tra loro via messaggi”. Il fine principale dei social network è stabilire una comunicazione tra individui, che possono scambiarsi idee e pensieri di qualsiasi tipo; è prevalente la forma ‘pubblica’ su quella privata. Il fatto della comunicazione non è una grossa novità: quello che secondo me è caratteristico dei social network è la facilità d’uso per chiunque, l’ “anarchia” (praticamente non ci sono regole, ordine, gerarchie, netiquette), e ciò che viene messo al centro dell’interesse è l’individuo; il fine di tutto è la persona, non c’è un fine superiore.

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  5. Joel

    @Merlinox, secondo me questi qua non sanno proprio dove stanno di casa, come si dice dalle mie parti.

    Come al solito tutte queste aziende statali o para-statali fanno più disinformazione che altro.

    Il concetto di social è ben definito e non è neanche troppo astruso da imparare. Basta impegnarsi una settimana e alla fine chiunque non solo ti sa dare una definizione corretta di social (video sharing, etc etc), ma è anche in grado di farti un analisi corretta e molto più dettagliata.

    Ormai penso che sia più malafede che beata ignoranza.

    E questi illustri signori,

    Questi sono alcuni dei principali risultati dell’8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, promosso da H3G, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia, presentato oggi a Roma presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani da Giuseppe De Rita e Giuseppe Roma, Presidente e Direttore Generale del Censis, e discusso da Renato Schifani, Presidente del Senato, Andrea Melodia, Presidente dell’Ucsi, Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset, Maurizio Costa, Amministratore Delegato di Mondadori, Roberto Forte, Direttore Mobile Tv di H3G Italia, e Carlo Malinconico, Presidente della Fieg.

    li hanno anche pagati per farlo!

    P.S Ma chi gli ha fatto il sito, topo gigio negli ’80s?

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  6. Joel

    @Merlinox sarà costato come sempre. Poca roba. Poca perchè non pagano loro ma paghiamo noi.

    Posso capire che siano così tanto impegnati da non potersi fare un idea propria e doversi rivolgere sempre allo studio di consulenze del parente, ma diamine, che almeno il prodotto finale abbia una qualità.

    Pagare e sorridere per una roba simile è assurdo. Ci credo che ci prendono in giro in tutto il mondo.

    P.S Non centra niente ma…qualcuno ha visto 1012?ci prendono in giro anche lì. Mi tappo la bocca è meglio, oggi mi sono alzato con il piede sovversivo.

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  7. Sir Vester

    Hmmm… gli diamo giù di lana caprina, eh? 😀
    Social network = Rete sociale
    Ossia una rete di persone, quindi sì, Facebook, YouTube, Messenger, Skype e MySpace sono social network. Tutti richiedono un profilo, tutti permettono di comunicare e condividere, tutti consentono di creare reti di persone. Anche IRC, i forum o i newsgroup o i circuiti di file sharing sono delle reti sociali. Poi, se vogliamo fare i puristi, le reti sociali che consentono di condividere/pubblicare contenuti, sono dei social media. Skype quindi, non lo definirei social media. YouTube sì. IMHO, ovviamente.

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  10. Enrico Cecchi

    Sono davvero daccordo con te, il digital divide è enorme, in più ci si mettono i giornalisti , le TV che aiutano a confondere le menti dei comuni spettatori.
    Mi è capitato, anche con persone acculturate, di scambiare i miei dati di account su Twitter o altri social network, sentirmi rispondere :”Io quelle cose lì non le faccio…(come se fossero cose da zozzoni)” oppure “non ho tempo da perdere…” (senza sapere e volendo ignorare cosa fossero.
    Non c’è peggior ignorante di colui che non vuole sapere, frase nota, ma c’è anche chi “depista” con coscienza l’opinione pubblica con statistiche fasulle e informazioni false. Il mio percorso non parte dal commodore come mi sembra che tu hai accennato nella tua biografia, ma dall’8088 e un corso finanziato dalla regione con fondo europeo nell’87 di un anno, qualche anno di lavoro in software house, poi un “buco” di alcuni anni, seguivo per passione fino all’avvento di “internet” pubblico nei primi internet caffè, ’94 forse. Poi sempre autodidatta, le mie installazioni e test di servizi. Alla fine mi sono reso conto che erano più gli “amici” che aiutavo di quelli a cui chiedevo qualche consiglio. Poi ho deciso quest’anno di farne una “professione”. E’ stata una scelta complessa, maturata, la “miccia” o l’innesco è stata questa considerazione: la difficoltà di gestire l’identità sul digitale (non solo web, dispositivi mobili, nuove tecnologie) , superare il “digital divide”. Infatti ho fondato un’organizzazione che si chiama Io.digitalsocialnet.org. Se si sa chi si è (non è facile) si può affrontare il tema dell’identità, quindi poi superare il digital divide, ovvero utilizzare le nuove tecnologie per realizzare i progetti di persone, aziende, etc. identità reali.
    Ovvio è impossibile sapere tutto di tutti, quindi cerco collaboratori al progetto, articolato in più parti, come dicevo, non è semplice in poche righe riassumere.
    In ogni modo, da quando ho intrapreso a livello professionale, seguendo anche conferenze, studiando materiale, utilizzando servizi professionali, sono rimasto stupito di questo “gap” “divide” tra l’utente comune, di strada, e quello che è professionale. Ci vuole un “connettore” un “link” tra queste due realtà, altrimenti il gap diventerà sempre più spaventoso. Questo è controproducente per l’economia e lo sviluppo, non si può ignorarlo.Questa organizzazione vorrebbe proprio fare da link, connettore fra queste due realtà, attraverso workshop-conferenze, consulenze dirette, portare quante persone possibili a usare consapevolmente gli strumenti, le tecnologie disponibili, con profitto di tutti.

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    1. Merlinox Autore articolo

      Come giustamente hai detto Enrico il divide purtroppo è enorme. La colpa comunque è soprattutto del gap infrastrutturale (a cui associo anche costi di connessioni “oggi” insostenibili per molte famiglie) e una forte ignoranza legata anche a chi dovrebbe insegnare o fare formazione / informazione.
      Ho sentito cose dette a “corsi professionali” da fare accapponare la pelle.

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