Cosa è il SEO

Mamma: io faccio il SEO!Ultimamente pare che la parola SEO sia sulla bocca di tutti. Purtroppo si leggono strafalcioni di ogni tipo (anche sul blasonato Corriere) o pagine talmente tecniche che gli stessi SEO faticano a decifrare. L’obiettivo di questo mio post è di spiegarti cosa è il SEO: lo faccio per la mia mamma, che ogni volta che qualcuno le domanda cosa faccio non sa rispondere!

Oh mamma, il SEO è colui che pratica la SEO! Ok… articolo finito!

Cosa è la SEO

La SEO (Search Engine Optmization) è l’insieme delle attività atte ad ottimizzare un sito per i motori di ricerca. Questa è la definizione atomica, ovvero non semplificabile ulteriormente. Come si traduce per la gente normale?

Hai presente Google? Ecco quando cerchi qualcosa l’insieme dei risultati che vedi ha un nome e si chiama SERP (Search Engine Results Page), mentre quello che hai cercato si chiama keyword (e può essere una parola, più parole, una frase o una domanda). Come puoi vedere la SERP è fatta da tutta una serie di risultati che cercano di dare una risposta a quello che hai cercato.

La SERP di Google spiegata

Ok? Continuiamo. L’ordine con cui il motore di ricerca (Google) presenta quei risultati non è casuale, ma è il frutto di un complesso complesso complesso calcolo tra centinaia di fattori. La posizione occupata da un risultato in quell’elenco si chiama rank. La cosa più folle di tutto ciò è che ultimamente il rank non solo cambia cambiando keyword, ma cambia anche in base al navigatore, alle sue abitudini e alla posizione da cui naviga, ma questa è un’altra storia!

Più un articolo appare prima degli altri, più click riceve. In situazioni di SERP normali, senza che nei risultati Google inserisca informazioni aggiuntive come immagini-pubblicità-news-mappe, si può generalizzare che il primo risultato si porta a casa solitamente il 60% dei click di chi ha fatto la ricerca, 30 il secondo, 7 il terzo e così via. Considera questi dati molto informali, sono esagerati per spiegare meglio.

Dunque: l’obiettivo massimo della SEO è di portare ad un sito il maggior numero possibile di gente che ha cercato qualcosa. Ovviamente più quello che la gente ha cercato è in linea con quello che il tuo sito offre, meglio è.

Come si aumentano i visitatori con la SEO

Per aumentare il numero di visitatori con la SEO le strade sono fondamentalmente due:

  • miglioramento del rank 
  • aumento delle keyword
  • miglioramento dello snippet

Miglioramento del rank significa che la posizione media del tuo sito per una determinata keyword migliora (cioè da 42° passi 2° e così via…). Se per “risotto alla salsiccia” il tuo sito risultava 5° e dopo un’attività SEO risulta 2°, molto probabilmente gli accessi al tuo sito sono schizzati, tipo 10 volte di più di prima.

Aumento delle keyword significa aumentare le keyword dove il tuo sito esce come risultato, ovvero genera impression. Che tradotto si esemplifica in: se prima il tuo sito si faceva trovare per 10 keyword diverse, dopo un’attività SEO il tuo sito può essere trovato per 100 keyword diverse. Questo fenomeno o meglio l’insieme di tutte le keyword che portano traffico al tuo sito si chiama coda lunga o long tail. Sembra banale, ma a volte avere 500 keyword da mezzo accesso al giorno, significa portare al sito costantemente 250 pagine viste!

Miglioramento dello snippet. Intanto ti spiego cosa è lo snippet: è il risultato di ricerca e il modo in cui appare nella SERP. Può essere solo con titolo-url-testo, può avere una faccia vicino, può avere dei linkettini etc… non ti metto degli esempi, così ti diverti ad andare su Google e provare varie ricerche identificando snippet diversi. L’attività SEO permette di migliorare la presenza in quello spazio, stimolando il navigatore a cliccarvi: uno snippet d’effetto e particolarmente persuasivo può indurre un utente a cliccare un risultato con un rank inferiore rispetto ad un altro!

Si potrebbe poi parlare anche di qualità del traffico SEO, ma non è il momento, fidati!

Come si fa la SEO

Il rank – come già detto – è una valutazione formata da centinaia di fattori. Un tempo l’algoritmo era molto più semplice e si chiamava page rank. Oggi tutto è molto più complesso: al page rank vanno aggiunti molti altri “segnali” (Google li chiama così). Personalmente mi piace continuare a chiamare questo calderone sempre page rank o Google rank, perché alla fine Google per fare la SERP ordinerà i risultati per un valore numerico, più o meno personale.

Come dicevo, i fattori sono tanti. Te ne elenco qualcuno (banalizzandoli) così è più facile comprendere:

  • qualità dei contenuti
  • freschezza dei contenuti
  • età del sito / dominio
  • storia del sito / dominio
  • contestualità del dominio (se il dominio è uguale alla keyword cercata)
  • tematicità del sito
  • qualità tecnica del sito (come è “programmato”)
  • qualità della navigazione
  • contestualità geografica
  • contestualità sociale (… lasciamo perdere, diciamo Google Plus)
  • numero di backlink (ovvero siti terzi che linkano/collegano il tuo sito: quelle parole sottolineate su cui fai click e… boom vai a finire su un altro sito)
  • qualità dei backlink
  • velocità di risposta del sito
  • Google mistero (il dilemma di ogni SEO: ogni tanto pare che Google faccia “li fatti sua”!)

Ecco su questi fattori lavora il SEO. Alcuni sono molto più importanti di altri, alcuni meno. Alcuni hanno vissuto momenti di gloria e poi sono stati demonizzati da cambiamenti proprio di Google.

Magari hai pure sentito parlare – in qualche blog o rivista – di Panda e Penguin. Ecco, per farla facile sono due aggiornamenti di Google, il primo volto a comprendere la qualità di un sito, il secondo volto a comprendere la qualità di promozione del sito (link esterni). Entrambi hanno fortemente sconvolto i fattori con cui Google valuta i siti, togliendone alcuni, penalizzandone altri, aggiungendone ancora.

Ad esempio fino a qualche anno fa avere tanti link era importantissimo, anche se non erano tutti di qualità. Oggi Google cerca di riconoscere la qualità dei link esterni e addirittura, se identifica che un link esterno è stato “conquistato” pagando si arrabbia anche, penalizzando il sito. Oggi Google è determinato a premiare la qualità del sito e sbandiera il suo obiettivo di offrire ai navigatori la migliore risposta in merito a quanto il navigatore cerca e alla sua intenzione di ricerca!

Quindi…

Non è facile spiegare la SEO in modo semplice semplice. Io ci ho provato. Se leggi questo post e qualcosa non ti è chiaro, commenta pure: ti rispondo e aggiorno l’articolo in modo che così diventa chiaro per tutti.

Diciamo che fare SEO significa fare in modo che il sito sia tecnicamente ineccepibile, perfettamente navigabile considerando anche la priorità dei contenuti che espone, veloce, con contenuti di qualità ed elemento di discussioni positive in siti esterni!

ps: se ti va c’è un articolo Chi è Cos’è SEO che spiega decisamente meglio di me il tutto, con tanto di risposte di decine di SEO seri, non come me!

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50 pensieri su “Cosa è il SEO

  1. valentina

    grazie per questo articolo che ho trovato molto chiaro. dato che sto muovendo i primi passi nel mondo SEO, avrei una domanda: lo snippet migliora “automaticamente”, a seguito dell’attività di SEO, o ci sono delle azioni particolari da svolgere? grazie.

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      1. valentina

        probabilmente non mi ero espressa in modo chiaro, volevo avere conferma che lo snippet fosse generato da google in modo arbitrario e che ci fosse la possibilità di “condizionarlo” come da te descritto. grazie mille!

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        1. Merlinox Autore articolo

          Si si è così. Se Google evince – ad esempio – che il tuo title non è in linea col contenuto della pagina o con la query (keyword) te lo cambia “amabilmente”!
          Per i rich snippet, non sempre li pubblica però sempre meglio averli 🙂

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  2. Davide Nonino

    Da stampare nelle porte di ingresso di tanti corsi SEO presunti 😉

    Io sistemerei solo un congiuntivo “in modo che così diventa chiaro per tutti”. Che son palloso 😉

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  3. Matteo Rubboli

    Complimenti Riccardo!
    Un articolo davvero semplice e divertente, anche per chi non è un esperto. Lo farò leggere ad eventuali clienti, così ci si spiega meglio! Ciao!

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  4. web marketing

    Grazie per l’articolo. Secondo me andando avanti così fra qualche anno potremo presentarci a testa alta in società, consapevoli del fatto che TUTTI avranno capito che lavoro facciamo! 🙂

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    1. Merlinox Autore articolo

      Si beh, però scrivi una bella cosa e poi ti firmi “web marketing” su una firma di blog, che poi è nofollow. Magari non lo fai apposta, ma diventi poco credibile.

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  5. Matteo

    Quindi, per esempio, se volessi posizionarmi per la parola SEO: è corretta una key density di poco inferiore al 2%? diciamo più o meno 21 volte la parola SEO su 1160 parole totali?

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  7. Nick

    ottimo articolo complimenti! lo stampo e me lo rileggero’ quando non riusciro’ a migliorare il rank di uno dei miei siti!

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      1. Merlinox Autore articolo

        Non sono due tool, ma due aggiornamenti al modo con cui Google valuta i siti e decide i posizionamenti. Prova a cercare su google qualche info: molti seo più bravi di me li spiegano nel dettaglio.

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  8. alessia

    molto interessante! vorrei chiedere cosa sono nello specifico Panda e Penguin. si tratta di due tool che qualsiasi utente può scaricare per testare la qualità o forse ho capito male io? grazie!

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    1. Merlinox Autore articolo

      Caro M. il tuo stile è inconfondibile come il Glen Grant e la sobrietà sbarazzina di Ambrogio.
      Se mi dai i titoli dei prossimi post prometto che mi impegno a scriverli!

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  11. Carlo

    e meno male che glie l’hai lasciato il commento anche se ti fa tristezza. I tuoi colleghi seo lo avrebbero cancellato in tempo reale 😉 Mai sia dare un link a qualun altro 😀

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  12. Beatrice Niciarelli

    Molto chiaro, complimenti 🙂

    Domandina: “contestualità del dominio” è un fattore su cui ho letto molti pareri diversi. Se dovessi indicare una percentuale di correlazione tra questo fattore e l’ottimizzazione di un sito, quale sarebbe secondo te?

    Grazie!

    Beatrice

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      All’estero l’algoritmo EMD ha dato una bella smazzata. In Italia è da mesi (anni ormai) che dovrebbe arrivare e ancora non è arrivato. Diciamo che da un buon plus, non so valorizzartelo, ma parliamo sempre di giocare in regimi di bassa concorrenza. Se si fa “sul serio” diciamo che i fattori di riconoscibilità brand / dominio sono più importanti.
      Oltre tutto un brand – a mio avviso – per affermarsi deve essere sì facile ma non certo un nome comune, altrimenti la sua “tracciabilità” diventa un incubo!

      Rispondi
      1. Beatrice Niciarelli

        Ottimo.
        Te lo chiedo perché ho combattuto molto sull’idea di avere un dominio che citasse la key piuttosto che il nome che vorrei brandizzare (ovviamente siamo su piccoli livelli). Alla fine ho scelto la strada del brand, sperando non fosse invalidante piuttosto che un dominio specifico.

        Grazie per la risposta ::)

        Bea

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          1. Beatrice Niciarelli

            Ah ok, quindi tiene conto della key esatta, da quel che leggo nel post linkato. La considera una tecnica aggressiva, anche se sicuramente ci saranno state situazioni interne al sito a scatenare la furia di Google. Presumo (e spero) 😀

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