Consulenza e Social Scrocco

In questi giorni sul web ha spopolato il post di Francesco Lanza “Mio nipote mi fa il sito di 50€“. Un post assolutamente esplicativo e perfetto: io di solito uso l’esempio del cuggino ma sono sfumature.

Ogni giorno chi lavora nel web e ha un minimo di visibilità online (magari sui social) è sommerso da richieste di “consigli” e “favori”. Spesso queste richieste sono solamente forme di scroccaggio di consulenze gratis, for free! Un po’ come una volta quando mi chiedevano “ehi ciao cosa studi”, “informatica”, “ah… ho un problema col pc”: un classico!

Fatalità in questi giorni un’amica mi ha mostrato il log di una “discussione” avvenuta su un social media (in forma privata) e non ho resistito a scroccargliela e proporvela come tema di discussione.

Consulenza? No, un piacere.

La mia amica diciamo che non è proprio morbida, diciamo che si sente che è una tecnica, ma anch’io probabilmente – assuefatto da tante richieste simili – avrei risposto ugualmente.

Voi come avreste gestito? Da quello che è la mia esperienza questi  personaggi  non convertono, per stare a tema. Ovvero solitamente chi parte con un discorso di questo tipo non ha budget, non ha idea del budget da investire e non ha voglia di investirlo.

Probabilmente continuerà la sua ricerca, magari trovano il bimbominkia di primo pelo, che gli fa il servizio – tipo più o meno il cuggino o il nipote – e poi il “cliente” perde completamente fiducia nel mezzo promozionale in cui ha investito: ovviamente non è colpa del media.

In questi casi io faccio sempre la parabola dell’idraulico: se ti si rompe un tubo a casa – a meno che tuo nipote o tuo cugino sia idraulico – sai che ti costerà un tot a chiamata, un tot per i  pezzi di ricambio e un tot per la consulenza (tempo per il lavoro).

Secondo me nessuno – ribadisco nessuno – ha il coraggio di andare da un idraulico che NON conosce e gli dice “senti mi fai un favore, vieni a vedere il tubo a casa mia  che perde”. Lo firmo: non lo faranno mai! Perché quindi nel web (seo, sem, smm) succede questo? Non è forse anche colpa nostra che NON facciamo abbastanza informazione e parliamo solo alla nostra nicchia? Io personalmente con la SEO c’ho provato a spiegarla: perché non proviamo a farlo tutti insieme!

Vademecum del Social Contatto

Se “tu” cliente vuoi disintermediarti da una agenzia e vuoi trovare un freelance affidabile io ti suggerisco questo approccio:

  • Identifica il consulente da contattare: assicurati che sia un vero professionista, eventuali sue pubbliche case history, etc
  • Se non lo conosci e non hai un amico che ti fa tramite, il contatto dai social network non è proprio il massimo. Non trovi i suoi contatti? Molto probabilmente non li vuole promuovere e non vuole essere contattato (magari lavora già in un’agency)
  • Nel messaggio che gli mandi cerca di essere “soggettivo”: stai parlando ad una persona, al suo expertise, alla sua “impresa”. Fai capire subito che sai con chi stai parlando e quel messaggio non l’hai mandato ad altri 164 consulenti uguale!
  • Specifica subito il tuo budget e la forma di pagamento: se non ne hai idea chiedi subito l’ipotetico costo da-a. Magari non nei dettagli ma fai capire che non stai scroccando ma cercando un professionista per lavorare (di questi tempi può andare bene anche “ti pago a salami e birra artigianale” che per ora è ancora esentasse)
  • Nel messaggio cerca di dare qualche dettaglio della tua attività: si guadagna un paio di giri di messaggi, in quanto il consulente serio ti chiederà, e dai subito segno che già gli stai dando fiducia
  • Ricordati di avere nel messaggio un disclaimer che sottolinei la riservatezza e non divulgabilità delle informazioni che gli stai spendendo e del contatto stesso

Lo Scrocco Promettitore

In un secondo momento mi è venuto in mente un profilo di cliente che potenzialmente è più pericoloso dello scroccone: è lo Scrocco Promettitore.

Tal signore solitamente fa il figo a 360°, vantando la propria rete di amicizie, cugini, parenti, clienti, amicizie… La sua tecnica è infida: solitamente ti propone un progetto, spesso senza sapere esattamente di cosa parla, e ti richiede immediatamente potenti sconti.

La sua richiesta è giustificata perché “se accontenti me vedrai clienti che ti porto io!!!”. Ecco da quello che è la mia esperienza solitamente questi progetti finiscono in perdita, se finiscono. Spesse volte finisce addirittura che lavori, il progetto non va in porto e naturalmente nessuno paga. Intanto il tempo è stato buttato.

Il mio consiglio? Si chiama “commerciale a provvigione”: sei figo, bello e pieno di contatti? Perfetto: il tuo progetto lo paghi in toto, i progetti successivi o te li sconto progressivamente oppure ti do una provvigione. OK? Altrimenti: prima stella destra o poi dritto, ma non fino al mattino!

Detto questo buon lavoro e buon rispetto a tutti!

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7 pensieri su “Consulenza e Social Scrocco

  1. Pingback: Perché non iniziamo a parlare con i clienti?

  2. Paolo Fieni

    Uno spunto, che può suonare come una blanda provocazione: e se fosse proprio questione di onesta confusione??
    Mi spiego meglio. Per chi non ci è impantanato fino al collo, il web sembra offrire un’infinità di risorse gratis. Quanta consulenza o quanti servizi sono effettivamente disponibili gratuitamente? Può succedere perché chi li offre punta a accrescere visibilità per “vendere” altro e ciò che offre gratis è solo la punta dell’iceberg o una sorta di “specchietto per le allodole” (un esempio per tutti: google mi offre gratis un eccezionale servizio di posta elettronica; un motore di ricerca potentissimo, storage, mappe, traduttori, mi consente di aprire canali video e blog gratis, digitalizza testi, fotografa strade e oceani, …); c’è chi punta a raccogliere dati; c’è chi vuole accrescere la propria visibilità/reputazione.
    Se lentamente anche gli idraulici cominciassero a fare piccoli interventi in remoto, o consulenze gratuite o che ne so io, probabilmente lentamente ci abitueremmo a credere che se ci guardiamo bene in giro e avanziamo qualche richiesta particolare forse il piccolo problema in casa lo possiamo risolvere gratis.
    Qual è la soluzione? Essere buoni e pazienti venditori. Pian piano forse aumenterà la consapevolezza rispetto a cosa è gratis e cosa no, e del perchè.

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    1. Merlinox Autore articolo

      Google NON ti offre nulla gratis. I suoi servizi sono sempre attorniati da pubblicità e soprattutto il valore della profilazione e del tracking delle informazioni. Non è proprio gratis.
      Risorse gratuite possono essere un veicolo di marketing, ma l’esperienza va pagata. L’informazione con il web spesso è gratis, anche di buona qualità. Ma la “gestione” di quelle informazioni è il vero valore aggiunto da pagare. Un professionista può regalare una consulenza, ma questo non significa che abbia valore zero!

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      1. Paolo Fieni

        Condivido!
        Contraddire quello che hai raccontato era l’ultima delle mie intenzioni! 🙂
        Pochi giorni fa ho letto un tweet che mi è piaciuto molto, e recitava: se lavori gratis vali gratis.

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        1. Merlinox Autore articolo

          Ma vedi è molto un discorso di scelta. Si può anche regalare una consulenza: all’amico, al parente, per investimento. Ma è il suo valore che non è zero.
          Parti chiedendomela gratis? Paghi il doppio!

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          1. Paolo Fieni

            Ma no, dai!
            Quello che sostenevo è che, sì, vien da dire paghi il doppio 🙂
            Invece è meglio, a mio avviso, avere pazienza e tirare fuori la parte commerciale che è in noi!
            Detto questo, hai detto che hai studiato informatica… magari sai aiutarmi, sai, ho un problema al pc… 😛

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